Aler, Benelli: “Pronti a soluzione diversa per le nostre case se regione non coinvolgera' i comuni”

Assessore: “Morosità e abusivismo non sono la causa del ‘buco’, ma l’effetto di una lampante inefficienza”. ()

Milano, 21 gennaio 2014 - “Siamo pronti a studiare una soluzione diversa per la gestione del nostro patrimonio abitativo se la Regione non coinvolgerà Milano e gli altri Comuni nelle decisioni importanti che riguardano le case popolari”. Lo dichiara l’assessore alla Casa e Demanio Daniela Benelli a seguito della relazione del presidente di Regione Lombardia Roberto Maroni sulla due diligence di Aler Milano.

“Non si tratta solo di riscrivere la convenzione tra Aler e Comune - spiega Daniela Benelli - ma di uscire dalla paralisi, rivedere le regole e ripensare completamente il sistema della gestione delle case popolari. Fino ad ora la Regione non ha ascoltato le nostre richieste, condivise da tutti i Comuni, sulla riforma delle Aler appena approvata e non ha consentito nemmeno di risolvere i problemi più urgenti per i cittadini. Basti pensare a come ci è stato impedito di assegnare le case alle famiglie sfrattate”.

“Basta parlare di morosità e abusivismo – prosegue l’assessore Benelli - come se fossero la causa del ‘buco’ di Aler. Perché questi sono invece gli effetti più lampanti della sua inefficienza. In questi anni l’azienda non ha saputo assolvere alle proprie funzioni più importanti, tra cui la persecuzione della morosità colpevole e l’azzeramento dello sfitto. Ed è bene che si riparta da qui: riattivando la riqualificazione e la rapida assegnazione degli alloggi, sottratti così alle occupazioni, e rivedendo la legge che nel 2009 aveva alzato i canoni di affitto”.
 
“Se la Regione ha finalmente deciso di sedersi ad un tavolo di lavoro, reale e concreto, con il Comune di Milano, e magari anche con gli altri comuni della Città Metropolitana, siamo pronti a farlo. Ma la situazione dell’azienda è al collasso e non possiamo permetterci di perdere altro tempo perché le disastrose conseguenze dello stato di Aler ricadono su tutti gli abitanti delle case popolari.
Raccogliamo volentieri la proposta di pensare a qualcosa di completamente nuovo per una gestione unitaria del patrimonio, ma a condizione di non mettere a carico del Comune la disastrosa situazione economica di Aler e di individuare le risorse che saranno necessarie per il nuovo modello di gestione. Facciamo in modo che il morto non afferri il vivo.
Se ciò non sarà possibile, siamo pronti a studiare una diversa soluzione gestionale per il nostro patrimonio”.

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