Doccia fredda sulla Ponzio

La Corte Costituzionale, chiamata ad esprimersi da un ricorso della Regione Veneto, ha dichiarato l'illegittimità di due commi dell'articolo 64 del Decreto Legge n. 83 del 22/6/2012 (misure urgenti per la crescita del Paese), così cade la possibilità di accedere al finanziamento statale per la ristrutturazione della Ponzio . ()

ponziooggiUn nuovo colpo si abbatte sulla Centro Balneario Romano: l'illegittimità costituzionale del comma 2 dell'articolo 64 dei decreto legge chiamato "misure urgenti per la crescita del Paese", toglie una possibile risorsa al Comune per finanziare la ristrutturazione della Ponzio.
Diciamo la verità, la situazione non è che cambi di molto: il finanziamento era stato richiesto a seguito di una delibera di indirizzo della giunta del 10/6/2013, che decretava un accordo tra il Comune di Milano ed il Politecnico, per cui si richiedeva il finanziamento di 1,5 milioni di euro, di cui 800.000 a carico del Politecnico e 700.000 a carico del ministero per il restauro della piscina Ponzio . L'illegittimità del Comma che finanziava il "Fondo per lo sviluppo e la capillare diffusione della pratica sportiva", ha solo tolto un tassello utile a velocizzare la conclusione della vicenda Ponzio-Politecnico.
Penso di non essere il solo a sostenere che qualsiasi sia la decisione in merito al metodo di finanziamento dell'operazione, le urgenze sono la ristrutturazione della vasca e la salvaguardia dei giardini di via Zanoia. Penso che la soluzione migliore per garantire il secondo punto e anche per donare uno splendido spazio alla Zona (penso, ad esempio, ad un luogo dove celebrare matrimoni) è far tornare l'ingresso al centro balneario in via Ponzio, ridando alla palazzina, attualmente usato dal Comando dei Vigil, la sua funzione originaria e quindi scorporando i giardinetti di via Zanoia dalla struttura della piscina.
La ristrutturazione della vasca, della palazzina e dei giardinetti costa all'incirca 2 Mln di Euro (più più che meno), per cui nulla è cambiato: il Comune è a caccia di soldi per finanziare l'operazione e l'unica possibilità che c'è è la cessione della palazzina degli spogliatoi. Il Comune sponsorizza l'opzione Politecnico che la vorrebbe per crearne uno studentato, ma potrebbero anche esserci altre opzioni private. Penso  che la decisione finale spetti ai cittadini e mi auguro che venga attivata la partecipazione  sia sulla decisione sia sui progetti di ristrutturazione dell'impianto.

In allegato la  Determina Dirigenziale che annulla la delibera d'indirizzo del 10/6/2013



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Re: Doccia fredda sulla Ponzio
15/12/2013 Paolo Burgio
Forse la sentanza della Corte Costituzionale non è poi un gran male, se in fondo servirà a ricondurre la discussione sulla questione Ponzio entro contesti più appropriati e quindi logici. Sono psssati molti anni da quando frequentavo il Poli e mi rendo conto che oggi questa istituzione possa e debba occuparsi non solo di istruzione universitaria, ma anche sviluppare interessi ed iniziative oltre questa sfera. Rapporti e accordi con il mondo della ricerca e dell'industria, con enti pubblici e privati, iniziative utili a mettendo a disposizione le proprie compenze e professionalità, pur senza invadere ambiti che non sono in fondo riconducibili alla propria missione specifica. Non mi pare plausibile però che la costruzione di residenze universitarie debba avvenire in contrasto o usufruendo in parte di altre strutture pubbliche, sottraendole agli scopi sociali a cui sono destinate ed utilizzate. Come mai il Comune ha abdicato al proprio ruolo affidando ad altri enti la soluzione del problema? Come mai il Comune non è in grado autonomamente da anni di esprimere alcun progetto o proposta per risolvere un problema tutto sommato di piccola portata? Si tratta di adeguare la piscina Ponzio alle esigenze di mantenimento e sistemazione della struttura, di per sé pregevole, largamente utilizzata dai cittadini sia d'inverno, che d'estate. Si tratta di recuperare la bella palazzina anni '30 della via Ponzio, ora destinata a sede di un comamdo di polizia locale, comando che troverebbe senz'altro una piu funzionale sistemazione in altro luogo.
La risposta credo vada trovata nella ormai evidente inadeguatezza, e di conseguenza incapacità, da parte di una struttura centralizzata ad occuparsi di problematiche di livello locale, di importantaza del tutto marginale rispetto alla portata e alla dimensione degli interventi pubblici con cui deve confrontarsi. La dimensione comunale di Milano è già nei fatti metropolitana. Il problema della Ponzio potrebbe con tutta probablità trovare soluzione migliore, in tempi ragionevoli, se venisse demandata alla dimensione locale la ricerca e la proposta di soluzioni mutuate dal consenso dei cittadini, delle parti sociali, dei possibili partners da coinvolgere, poichè il problema sta sicuramente più a cuore di coloro che lo vivono quotidianamente. Non capisco perchè sin da ora non si dovrebbe procedere in questo senso.

Paolo Burgio


 
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