Il Vigile di Quartiere in Zona 3

Intervista al Commissario Capo Damiano Zampinetti.
Quali compiti, organizzazione e competenze?
Maggiore vicinanza ai cittadini: nuova filosofia o restiling?
I mezzi a disposizione sono idonei e sufficienti?
Critiche di parte sindacale e perplessità su nuove nomine.
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ghisa1L’istituzione del cosiddetto Vigile di Quartiere (VQ), una delle promesse fatte da Giuliano Pisapia in campagna elettorale, è diventata realtà dallo scorso mese di aprile. Si tratta di un cambiamento radicale della filosofia e del concreto modus operandi della polizia locale o di una semplice operazione di restiling? Il nuovo modello basato, nei programmi e nelle intenzioni, sulla vicinanza e l’ascolto dei cittadini funzionerà concretamente o sarà irrilevante o addirittura dannoso?
Certo dopo sei mesi è presto per parlare di bilanci ma proviamo almeno a vedere come stanno le cose nella nostra zona con l’aiuto del responsabile, il Commissario Capo Damiano Zampinetti, che con grande cortesia e disponibilità ha concesso a Z3XMI questa intervista nella sede del Comando della Polizia Locale di Zona 3 in via Ponzio 35. 

Commissario, ci può spiegare cosa sono i VQ, di cosa si occupano e in cosa si differenziano dagli altri vigili urbani?

I Vigili di Quartiere sono agenti di Polizia locale assegnati a compiti specifici: presenza sul territorio e relazione diretta coi cittadini. Non sono diversi dagli altri agenti, se non per la fascia a scacchi bianchi e rossi sul berretto e lo scudetto sulla divisa. Ma non ricevono una formazione specifica, solo briefing di aggiornamento e linee di indirizzo. Però pattugliando il territorio si rendono visibili e vengono riconosciuti dai cittadini. Compatibilmente con esigenze particolari, sul territorio sono sempre gli stessi. Dovrebbero essere quattro per ognuno degli 84 quartieri di Milano. Due per turno, insomma, più un coordinatore. Sono operativi grosso modo dalle 7,30 alle 19,30 tutti i giorni feriali. Nei fine settimana operano solo in presenza di eventi o situazioni particolari. In Zona 3, che ha sette quartieri, sono 33 compresi gli operatori del coordinamento. 

Scusi Commissario, viene spontanea una domanda: con pochi agenti e con questi orari il VQ potrebbe non essere in grado di coprire tutto il territorio oppure non esserci proprio quando potrebbe essere più importante la sua presenza. È cosi?

Quello degli organici sottodimensionati è un problema serio. Fuori da questi orari a Milano ci sono venti pattuglie, oltre agli altri servizi specializzati naturalmente, che devono gestire in media 10 incidenti stradali a notte. Per quanto riguarda la Zona 3, nel suo complesso dovrebbe avere 190 vigili e invece ne ha solo 140. E i VQ non sono stati istituiti aumentando gli organici ma inevitabilmente spostando gli agenti da altri servizi.

Anche il fatto che siano solo in due per turno non è molto rassicurante. Facendo due calcoli nella nostra zona è operativo un VQ circa ogni 10.000 abitanti. Come si spostano? Di che ausili sono dotati?

Intanto è una novità che siano sempre in servizio in due. Prima non era così e poteva essere un problema per la sicurezza. Dico prima perché in realtà una sorta di vigile di quartiere c’è sempre stato. Ora vanno in due e sono dotati di radio e di un palmare gestito dal sistema Ambrogio. Per spostarsi usano le biciclette, con un’auto d’appoggio.

Le biciclette?  

Sì. È un mezzo che dovrebbe aiutare la vicinanza con i cittadini. Ora gli agenti che vede nei mercati o davanti alle scuole sono sempre gli stessi, in modo da favorire sia la vicinanza che la responsabilizzazione dell'agente stesso. E poi da un mese sono stati istituiti i Presidi. Sono luoghi, nove in Zona 3, dove due volte al mese i cittadini sono ascoltati e possono fare le loro segnalazioni. I fatti rilevanti vengono comunicati a chi di dovere. Da un mese abbiamo anche un sistema informatico ad hoc per la registrazione delle segnalazioni. Vorrei approfittare per informare su una novità interessante: la prassi ora prevede che il VQ segua l’iter della segnalazione fino al suo compimento, se possibile fino alla soluzione del caso.

Ma la cittadinanza è informata di tutto questo?
La gente va ai Presidi, sa dove sono?


Si, per via appunto della visibilità che il VQ si guadagna con la presenza costante sul territorio. Ma la vera e propria campagna di informazione partirà a dicembre. (il Commissario mi da l’opuscolo, di cui la pagina riprodotta qui accanto fa parte). Sono previste anche elaborazioni statistiche delle segnalazioni, ma ancora non sono in grado di darle dei dati. Comunque le posso dire che i casi più segnalati riguardano le soste vietate, la segnaletica e la manutenzione stradale. C’è da dire che gli agenti vengono fermati per qualunque sciocchezza, diciamo così. Ma questo indica certamente la fiducia che la cittadinanza ripone in loro.

Ma l’ambito delle competenze qual è? Il VQ interviene anche su temi molto sentiti come la microcriminalità, l’inquinamento, l’evasione fiscale e magari anche la criminalità organizzata?

Di fatto in zona sono aumentate le segnalazioni relative a borseggi, furti con destrezza specialmente alle stazioni della metropolitana e nei mercati, oltre a quelle per le molestie alle donne. Chiaro che in questi casi il VQ è tenuto ad intervenire. Sulla criminalità organizzata collaboriamo alle indagini, come è avvenuto nel caso dell’incendio dell’autonegozio di via Celoria. La lotta all’evasione fiscale non è un compito principale per noi, ma collaboriamo con la Guardia di Finanza per controllare esercizi, licenze e altri aspetti amministrativi. Dell’inquinamento se ne occupa il Nucleo ambiente. Gli anni scorsi si rilevavano le temperature dei negozi, ma quest’anno per adesso non sono arrivate direttive. Sul traffico il VQ interviene solo su situazioni urgenti e limitate nel tempo, comunque puntuali e gestibili immediatamente. 
Ma ricordiamoci che il VQ ha una spiccata vocazione alla prevenzione più che alla repressione.
E anche alla collaborazione con le altre istituzioni, in primo luogo con il Consiglio di Zona. Ed anche con il mondo dell’associazionismo. Le cito il caso di tre senza fissa dimora che stazionavano in Piazzale Bacone a cui abbiamo trovato una soluzione stabile in una casa protetta in collaborazione con i servizi sociali su segnalazione delle mamme dell'Istituto Stoppani. Un caso portato ad esempio dagli stessi assessori Granelli e Majorino. Oppure la nostra presenza nei pressi dell’Opera San Francesco di Corso Concordia.   

Al termine dell’intervista, molto amichevole ed informale, chiedo al Commissario Zampinetti il suo parere rispetto ad alcune critiche mosse dai sindacati. La Cisl ad esempio ha espresso preoccupazione per la sovraesposizione a cui sarebbero sottoposti i VQ, mentre iIl Sulpm ritiene che la formula sia superata e abbia dato cattive prove in altre città. Secondo questa organizzazione sarebbe stato meglio mantenere l’organizzazione tradizionale potenziando i mezzi, riaprendo le assunzioni e organizzando percorsi di riqualificazione.
Ma il Commissario mi guarda con un sorriso gentile e mi dice che lui non può esprimere un parere “totalmente sincero” su questi punti. Mi dice solo che, con le attuali limitazioni di mezzi ed organico (qui ormai sono più i capelli bianchi che quelli neri aggiunge un po' sconsolato), in questo modo il servizio gli sembra ottimizzato e difficilmente migliorabile.
Meglio dunque salutarci così, con l’impegno a mantenere il contatto al fine di informare nel modo migliore i cittadini e contribuire a migliorare il rapporto con un servizio di grande importanza per la vivibilità della zona e di tutta la città.

Quando esco su via Ponzio piove a dirotto. Già, le previsioni erano brutte. Anche per i prossimi giorni. Le automobili passano sollevando ondate sui marciapiedi manco fossero barche a motore. Penso ai poveri Vigili di Quartiere in bicicletta, perchè a Milano i giorni di pioggia all'anno possono superare il centinaio. Sono quasi le sei e mezza. Dove saranno adesso, se non rintanati in qualche bar a bersi qualcosa aspettando la fine del turno? Mandarli in bici è una scelta o una necessità dettata come tante altre dal disastro finanziario lasciatoci dall’ineffabile signora Moratti? Perché mai mi verrà da pensare anche a quella notizia, letta per la verità solo su Il Giornale, di un possibile pilotaggio in un concorso per due dirigenti ad un nuovo 'Gabinetto della Polizia Locale' che, secondo il quotidiano di destra, sarebbero già destinati a due fedelissimi di Pisapia? Sarebbe curioso, anche in ragione del fatto che ciò sembrerebbe avvenire un po’ alla chetichella e, sempre secondo quel quotidiano, senza nemmeno che ne fossero stati informati i sindacati. Speculazioni? Forse, ma di questi tempi allargare l’organico dei dirigenti mantenendo al suo posto il Comandante direttore Tullio Mastrangelo, notoriamente uomo molto vicino a De Corato, e mandare in bici i bravi VQ non fa parte delle notizie che possano fare eccessivo piacere.
  
I ghisa. Che siano o meno di quartiere sono certamente un’istituzione fontamentale, quasi mitica, della nostra città. Almeno dai tempi di Totò Peppino e la malafemmina… E il pensiero mi corre più seriamente sino a quei due estremi dolorosi rappresentati ai nostri giorni da Nicolò Savarino, vigile gentile e dedito al volontariato, ucciso il gennaio scorso da un delinquente in Suv durante un’ispezione ad un camper di sinti italiani, e da Sandro Amigoni, ghisa anche lui purtroppo, recentemente condannato a 10 anni in primo grado per l’assurdo omicidio di un ragazzo cileno. Quasi fossero la metafora, forse impropria ma inevitabile, tra due modelli di polizia locale e anche di civiltà. La pioggia continua a cadere, l’autunno a Milano è così. Si può solo sperare che nessuno dimentichi quel famoso arcobaleno, la luce che tornava dopo la lunga oscurità delle amministrazioni di destra. Ogni nostro atto, di tutti noi che crediamo nella superiorità civile e politica della nostra sinistra gentile, a tutti i livelli, in tutti gli ambiti in cui ci troviamo a operare, non dovrebbe mai allontanarsi dallo spirito di quella sera di maggio.

Adalberto Belfiore






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Vigile di quartiere

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Re: Il Vigile di Quartiere in Zona 3
02/12/2012 silviacollodo
Speriamo in bene Belfiore perche' camminare serenamente in "due" con mami non vedente rasenta in questa zona l'impossibile...Besos.


Re: Il Vigile di Quartiere in Zona 3
29/11/2012 eugenia
Nei giorni di pioggia, oltre che ai Vigili Urbani, sarebbe necessario anche un pensiero ai cittadini che si trovano sempre annaffiati dalle auto di passaggio. E'NECESSARIA UNA MANUTENZIONE COSTANTE DEI SCARICHI DELLE ACQUE PIOVANE che sono regolarmente ostruiti da foglie, spazzatura e dalle riasfaltature del manto stradale. Anche i marciapiedi, specie in prossimità delle fermate dei mezzi pubblici, è necessario che siano ripuliti dalle foglie che in questa stagione abbondano. Certamente una volta strade e marciapiedi erano costantemente ripuliti.


 
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