Misure per incentivare il riutilizzo degli immobili: residenze a canone sociale e sostenibilità energetica

La Giunta comunale ha approvato ieri i criteri applicativi della legge regionale 4/2012 (“Norme per la valorizzazione del patrimonio edilizio esistente”), che offre alle amministrazioni pubbliche e agli operatori privati la possibilità di attuare interventi di razionalizzazione e riuso del tessuto edilizio esistente e di riqualificazione delle aree urbane dismesse. In particolare, la legge regionale prevede la possibilità per i Comuni di concedere ampliamenti volumetrici fino al 40% per interventi di edilizia residenziale sociale e universitaria convenzionata. ()

residenzasociale21La delibera approvata dalla Giunta di Palazzo Marino modula, quindi, il riconoscimento dei premi volumetrici regionali in base ad alcuni criteri alla luce dei quali saranno valutate tutte le proposte presentate all’Amministrazione comunale entro il 31 dicembre 2014.

“La quota di residenza sociale, e in particolare l’affitto moderato e sociale, e la classe di efficienza energetica degli interventi edilizi – ha spiegato l’assessore all’Urbanistica Ada Lucia De Cesaris – sono alla base dei criteri rigorosi che abbiamo stabilito per riconoscere sul territorio di Milano le premialità volumetriche previste dalla legge regionale, con l’obiettivo di rispondere alla crescente domanda di alloggi proveniente dalle fasce deboli  della popolazione e dal mondo universitario cittadino”.  

In particolare, per rispondere al bisogno abitativo delle fasce di popolazione in condizioni di particolare disagio economico e/o sociale, sono state previste le seguenti premialità volumetriche: un incremento del 40% nel caso in cui l’operatore s’impegni a realizzare edifici che rispettino i criteri di efficienza energetica di classe A, garantendo una percentuale di alloggi da destinare alla locazione a canone sociale pari ad almeno il 20% della superficie lorda di pavimento (slp) complessiva; un incremento del 30% nel caso di edifici di classe energetica B e una quota di alloggi da destinare alla locazione a canone sociale pari ad almeno il 15% della slp complessiva. La destinazione di alloggio sociale dovrà essere mantenuta per 30 anni (a fronte dei 12 anni minimi previsti dalla legge regionale), al termine dei quali una eventuale modifica dovrà essere autorizzata dal Consiglio comunale.




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