Il ciclo di letture "Luoghi letterari europei"

A partire dal prossimo mese di ottobre Raffaele Santoro proporrà un percorso di lettura dedicato alla grande letteratura europea. Grandi autori per scritture di ampio respiro internazionale. ()

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Concluso a giugno il ciclo “Luoghi letterari del '900 italiano” con cui si è percorso un itinerario tra una serie di libri di grandi autori della nostra letteratura del '900 nei quali spicca la presenza dei luoghi in cui sono stati ambientati, facendo di quei luoghi dei veri e propri “luoghi letterari”, e cioè: “Tre croci” di Federigo Tozzi; “Quer pasticciaccio brutto de via Merulana” di Carlo Emilio Gadda; “Un amore” di Dino Buzzati; “L' airone” di Giorgio Bassani; “Storia di Tönle” di Mario Rigoni Stern; “La casa a Nord-Est” di Sergio Maldini; “Memoriale” di Paolo Volponi.- i cui commenti sono, per altro, sempre reperibili su z3xmi - presentiamo, qui di seguito, temi, autori e libri che verranno proposti e commentati nel prossimo ciclo che, come di consueto, avrà inizio con la prima “uscita” a ottobre e terminerà con l'ultima a giugno dell'anno prossimo.

Anche il ciclo 2020/2021 sarà incentrato su una serie di libri nei quali spicca la presenza dei luoghi in cui sono ambientati ma, in questo ciclo, si spazierà fra grandi autori della letteratura europea i quali hanno espressamente ambientato un loro libro in un ben preciso luogo dell'Europa facendo diventare, o contribuendo a far diventare, quel luogo un luogo letterario, da cui il titolo del ciclo: “LUOGHI LETTERARI EUROPEI”. Naturalmente, a questo criterio, che fa da filo conduttore, si unisce l'assoluto valore letterario di questi libri e di questi autori.
A partire dai luoghi in cui sono ambientati vediamo quindi i libri prescelti e, a fianco di ciascuno, l'indicazione della previsione di uscita del relativo commento.
Pietroburgo: “I racconti di Pietroburgo” di Nikolaj Gogol' (1842) - Ottobre;
Praga: “I racconti di Mala Strana” di Jan Neruda (1878) - Dicembre;
Venezia: “La morte a Venezia” di Thomas Mann (1912) - Gennaio;
Vienna: “Dalle nove alle nove” di Leo Perutz (1918) - Marzo;
Cernopol: “Un ermellino a Cernopol” di Gregor von Rezzori (1958) - Aprile;
Dublino: “Troppo buoni con le donne” di Raymond Queneau (1971) - Maggio;
Lisbona: “Requiem” di Antonio Tabucchi (1991) - Giugno.

Per una panoramica d'insieme, a seguire, una breve scheda per ciascun libro.

Nikolaj Gogol’ - “I racconti di Pietroburgo”

“I racconti di Pietroburgo” sono una pietra miliare non solo della letteratura “fantastica”, a cui sono ascrivibili, ma anche per il lascito che essi hanno avuto nella successiva letteratura russa, a partire dall'ormai leggendaria affermazione di Dostoevskij, quando disse: “Siamo tutti usciti dal Cappotto di Gogol'”. E i cinque racconti che li compongono e cioè: “La Prospettiva Nevskij”, “Il ritratto”, “Il diario di un pazzo”, “Il naso” e, appunto, “Il cappotto” hanno un elemento che li accomuna in modo immediato e cioè l'ambientazione pietroburghese, laddove la vera protagonista di questi racconti, in ultima analisi, è proprio la stessa Pietroburgo che diventa, agli occhi visionari di Gogol’, metafora di quel mondo alla rovescia che egli intendeva rappresentare.

Jan Neruda - “I racconti di Mala Strana”
Praga è tre città in una. La città piccola o Mala Strana, la città vecchia o Stare Mesto e la città nuova o Nove Mesto. Ed è nella città piccola o Mala Strana, in un' atmosfera particolare, antica e sospesa, che sono ambientati “I racconti di Mala Strana” di Jan Neruda. Il quale attinse da un universo umano che ben conosceva essendovi nato a Mala Strana ed essendovi a lungo vissuto. E, nel ricreare quel microcosmo, questi racconti che a prima vista colpiscono per la loro semplicità naif, per la loro ingenua tenerezza, per la loro assurdità improbabile, in realtà descrivono un mondo solo apparentemente rarefatto bensì profondamente vivo, perché capace di essere caustico e feroce così come sa essere la vita.


Thomas Mann - “La morte a Venezia”

Capolavoro assoluto di Thomas Mann e di tutta la letteratura del '900 “La morte a Venezia” è il racconto della dissoluzione fisica e morale del suo protagonista, Gustav von Aschenbach che, da uomo irreprensibile e solitario, dedito in modo esclusivo alla sua professione di artista, qual egli è, si troverà, d'improvviso, a vivere una passione distruttiva e irrefrenabile per il giovane e bellissimo Tadzio e questa attrazione, bella e decadente, avrà come teatro la città della bellezza e della decadenza: Venezia. Quella Venezia che a Gustav von Aschenbach appare incomparabile per la sua diversità favolosa, quella stessa diversità che, sopita in lui per tutta la vita ha, adesso, in quel luogo la possibilità di non venire più negata e relegata. Una Venezia quindi che sarà, per Gustav von Aschenbach, partecipe di sensazioni da lui mai prima conosciute ma che si riveleranno per lui fatali.

Leo Perutz - “Dalle nove alle nove”

Nato a Praga nel 1882 ma, di fatto, vissuto a Vienna, dove si trasferì nel 1901, Leo Perutz è uno dei più grandi interpreti della letteratura mitteleuropea di inizio secolo e “Dalle nove alle nove” costituisce il suo primo grande successo letterario. Dotato di una suspense che lo rende apparentemente un “giallo”, sostenuto da un ritmo incalzante e pieno di “invenzioni” narrative, “Dalle nove alle nove” è in realtà un romanzo ricco di temi e di riflessioni che ruotano, soprattutto, intorno ai significati di colpa e di libertà, di giustizia e di verità. E poi c'è Vienna, al contempo palcoscenico e sfondo delle vicende narrate, sorta di alter ego del protagonista, lo studente Stanislaus Demba, che la percorrerà in lungo e in largo nei suoi concitati spostamenti nell'arco di quelle dodici ore nelle quali si svolge il romanzo. E così città e individuo si rincorreranno a vicenda, fino alla risoluzione del “caso” che più che poliziesco si rivelerà esistenziale.

Gregor von Rezzori - “Un ermellino a Cernopol”
Lungi dall'essere un libro autobiografico “Un ermellino a Cernopol” è piuttosto una rievocazione e al tempo stesso un'evocazione di quel luogo, la Cernopol del romanzo, dove il grande scrittore austriaco Gregor von Rezzori nacque. Non un libro di memorie quindi, ma un libro di memoria, di una memoria trasfigurata fino a farsi poesia. Cernopol era stata parte dell' Impero Austro-ungarico venendo, dopo la sua caduta, annesse al regno di Romania (ora fa parte dell' Ucraina). Siamo quindi nel sudest europeo e in quel particolare momento immediatamente successivo al primo dopoguerra e, in virtù di quella sua collocazione geografica, Cernopol è un crogiolo di razze, di lingue, di culture. Tutto ciò Rezzori ce lo racconta attraverso gli occhi di se stesso bambino e l'effetto è una qualità narrativa che rende “Un ermellino a Cernopol” un capolavoro di leggerezza, in quanto Rezzori coniuga in modo impareggiabile il senso dell'epos con una innata capacità di mantenere sempre viva quella leggerezza.

Raymond Queneau - “Troppo buoni con le donne”

“Troppo buoni con le donne” è uno dei due “romanzi irlandesi” scritti da Queneau, l'altro è “Il diario intimo di Sally Mara”, che sono, entrambi, un omaggio a James Joyce, da Queneau profondamente ammirato. Ambientato a Dublino durante un moto insurrezionale del 1916 “Troppo buoni con le donne” è una farsa comico-erotica, che si legge d'un fiato. La vicenda sottilmente misogina e a luci rosse produce uno sconcertante straniamento in quanto ribalta il cliché dei rivoltosi eroicamente dediti alla loro causa i quali saranno resi imbelli da una spregiudicata quanto “ardita”, in tutti i sensi, signorina inglese che, con il suo sex-appeal straripante, li “smonterà” da tutti i punti di vista. Ironia e sarcasmo sopraffini, capacità allusive, uso della metafora, linguaggio crepitante, battute fulminanti e una Dublino da operetta fanno di “Troppo buoni con le donne” uno dei romanzi più divertenti di Queneau.

Antonio Tabucchi - “Requiem”

“Requiem” è un romanzo volutamente portoghese non solo perché è lì in Portogallo e, in particolare, a Lisbona che Tabucchi lo ambienta, non solo, inoltre, perché è in portoghese che Tabucchi lo scrive, ma lo è, soprattutto, perché con “Requiem” Tabucchi dà riconoscimento ed esprime riconoscenza a ciò che il Portogallo ha per lui rappresentato, stante le profondissime implicazioni personali e private nonché letterarie che a quel paese e a quella letteratura lo hanno legato. “Requiem” è quindi un “viaggio” che Tabucchi compie non solo per le vie di Lisbona ma, soprattutto, con se stesso e in se stesso. Un viaggio nel quale vita e letteratura si mischiano nello spirito di quell'incarnarsi della vita nella letteratura e della letteratura nella vita che ha contraddistinto tutta l'opera e l'esistenza di Tabucchi.

Auguro a tutti buone letture e do appuntamento per il prossimo mese di ottobre con “I racconti di Pietroburgo” di Nikolaj Gogol’.


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Re: Il ciclo di letture
10/09/2020 Massimo Cecconi
Non si tratta di conferenze, bensì di presentazioni di libri secondo il calendario e il programma pubblicato. A partire dal prossimo mese di ottobre, il nostro giornale ospiterà quindi le proposte di lettura curate da Raffaele Santoro.
La Redazione


Re: Il ciclo di letture
10/09/2020 Silvia
Alla Biblioteca Venezia ? In presenza o in video ?
Grazie!


Re: Il ciclo di letture
10/09/2020 nicla sambvani
per cortesia dove si svolgono queste conferenze?
grazie
Nicla sambvani


 
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