La rossa e la nera

Parafrasando Stendhal, cronaca di una “piccola storia ignobile” dei nostri tristi tempi. Tranche de vie. ()

DSC00829Luglio 2020, in un’amena località montana tra la Valsassina e il lago di Como, ramo di Lecco.
Accade dunque che in un angusto parcheggio molto affollato, una grossa auto nera (d’ora in poi, “nera”) si inserisca a fatica tra una motocicletta e un’auto di colore rosso (d’ora in poi, “rossa”), già regolarmente posteggiate.
Il conducente della “nera”, per uscire dall’abitacolo, sbatte la portiera della sua autovettura con una certa violenza contro la fiancata della “rossa”.
Il caso vuole che il conducente della “rossa” si trovasse a pochi passi e ironicamente si complimentasse con il conducente della “nera” per la brillante manovra.
Mal gliene incolse. Quello della “nera”, in un crescendo di alterazione, nega di aver commesso il fatto, accusa quello della “rossa” di paranoia (non ha detto proprio così), afferma che se il conducente della “rossa” non la smette di disturbarlo passerà senz’altro a mettergli le mani addosso.
E sia ben chiaro, quello della “rossa” si è messo contro la persona sbagliata…
Già, una persona sbagliata. Giusto per gradire, la compagna dell’uomo della “nera”, butta lì, ci si augura scherzando, una frase del tipo: ”Datevi un paio di pugni così la fate fuori”.
Neanche fossimo in un film western. Per fortuna non accade però nulla di irreparabile.

A chiusura dell’episodio, il “signore” della “nera” allontanandosi inveisce contro i milanesi invasori dei puri territori del nord (nota del redattore), anche se le sue precise parole non sono state proprio queste.
Per ironia della sorte, l’uomo della “nera” vestiva una maglietta di una nota squadra calcistica milanese i cui colori sono il rosso e il nero…
Riflessione finale. Ma in che mondo stiamo vivendo se per una portiera malamente aperta, per cui sarebbe bastato dire:” Mi scusi, ero distratto, ho sbagliato”, si rischia addirittura una rissa?
Quanta rabbia, frustrazione, ignoranza albergano in un episodio purtroppo così tristemente indicativo dell’andazzo dei nostri tempi?
In questo complesso momento, che sta mettendo alla prova tutti noi, abbiamo bisogno di un tasso così esasperato di violenza, volgarità e razzismo?
Ovvio che la risposta sia no. Ma non è altrettanto ovvio che sia no per tutti.


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