Donne di Scienza: Wangari Maathai

Fu la prima donna, nel 2004, a vincere il premio Nobel per la Pace per il suo contributo alle cause dello sviluppo sostenibile, della democrazia, della pace. Era la donna che piantava alberi, ne fece piantare 51 milioni. ()

unnamedNacque a Ihithe (Kenya) il 1° aprile del 1940. Il fratello riuscì a convincere i genitori, contadini di etnia Kikuyu, a farle frequentare la scuola elementare e l'insegnante la raccomandò poi per il liceo in una scuola cattolica.
Dopo il liceo vinse una borsa di studio grazie al programma “Ponte aereo Kennedy” e poté studiare all'Università di Pittsburgh, dove si laureò in biologia nel 1966 e dove lavorò nel dipartimento di zoologia.
Nel 1969 si sposò; dal marito ebbe 3 figli.
Nel 1976 si iscrisse nel Consiglio nazionale delle donne del Kenya, di cui fu presidente dal 1981 al 1987.
Sempre nel 1976 divenne Capo del dipartimento di Anatomia veterinaria e nel 1977 professore associata.
Nel 1977 fondò il Green Belt Movement; negli anni novanta intraprese una forte campagna di sensibilizzazione verso i problemi dell'ambiente e del disboscamento per combattere l'erosione del terreno. Per questo chiese l'aiuto delle donne - che per il 70% si occupano della coltura dei campi in Africa - per piantare milioni di alberi e ci riuscì. L'Africa Prize fu il premio per il suo aiuto a porre fine alla fame.
Il suo ambientalismo era parte di un approccio olistico per dar potere alle donne.Affermava che le donne hanno una connessione unica con la natura e che la violazione dei diritti delle donne accentuano il degrado ambientale.
Il suo impegno fu messo a dura prova quando Daniel arap Moi, presidente dal 1978 al 2002, decise di far erigere, come suo monumento, un grattacielo di 60 piani nel parco più grande di Nairobi, che avrebbe pavimentato l'unico spazio verde per decine di migliaia di poveri di Nairobi.
Le critiche che lei mosse al progetto le procurarono calunnie, minacce e quando organizzò una manifestazione di donne anziane la polizia le umiliò, picchiò e arrestò lei e le altre.
Le tolsero i finanziamenti e il lavoro, ma la protesta pacifica divenne un grido di guerra per le attiviste, gli ambientalisti e i leader per la democrazia. I difensori dei diritti umani kenioti, l'RfK Center, chiese il suo rilascio e la messa in stato d'accusa della polizia.
Maathai continuò il suo lavoro, usando il piantare alberi come strumento organizzativo per dare potere alle donne e per la loro partecipazione politica.
Morì nel 2011. Era una donna imponente, creativa, coraggiosa, piena d'amore.


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