Parterre alberato, auto in sosta e civismo urbano

L'annosa questione della auto che occupano i marciapiedi dei viali alberati. Una situazione di degrado urbano difficile da risolvere. ()

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Scrive Stefano Catalano:
"Buongiorno, sono un abitante del civico di via F.lli Bronzetti 24 a Milano, volevo porvi all'attenzione una questione di decoro urbano, ma anche di aree verdi e situazioni di rischio derivanti dal parcheggio selvaggio dele auto sui marciapiedi e in aree dedicate al "verde" antistanti il nostro palazzo. Come ognuno può vedere la situazione dell'area antistante il palazzo è di degrado. Il parcheggio selvaggio tra gli alberi ha comportato l'inaridimento del terreno (che forse una volta era verde ed erboso) ma soprattutto disordine, sporcizia e anche esposizione a rischi per noi ed i ns figli che passeggiano sul marciapiede. Solo qualche giorno fa mia figlia stava per essere investita da un'auto parcheggiata sotto gli alberi che stava imprudentemente facendo retromarcia per uscire dal parcheggio. Oltretutto il marciapiede è stretto e non consente il passaggio di un pedone, se occupato da una macchina in entrata/uscita dal parcheggio.
La situazione è paradossale perché oltretutto basta fare qualche metro, sempre in via Bronzetti, per vedere bellissimi spazi verdi, curati e ben tenuti, invece di auto, sul marciapiede dedicato ai pedoni.. Chiedo quindi un cortese intervento per risolvere la questione e concedere a noi e soprattutto ai nostri figli un pò di verde in più e che venga vietata la sosta selvaggia sotto gli alberi attraverso:
- una preliminare installazione di paletti che impediscano il passaggio di autovetture sul marciapiede (oltretutto molto stretto e che in caso di passaggio auto non consente il transito dei pedoni)
- una rimessa a verde delle aree sottostanti gli alberi ad oggi occupate dalle auto.
Certo di contribuire al miglioramento della nostra città, invio i miei più cordiali saluti."

Ci siamo talmente abituati ad essere sommersi dalle auto che non ci rendiamo più conto di quanto la città sia brutta e squallida quando lo spazio pubblico diventa un parcheggio costantemente occupato dalle auto nonostante il divieto di sosta, come accade sui marciapiedi e specialmente sui parterre alberati, progettati per dare un ben diverso aspetto e vivibilità alle vie cittadine. Durante la passata consiliatura in zona 3, questa situazione era stata affrontata aderendo alle istanze di alcuni cittadini che chiedevano quello che ora chiede il lettore per via Bronzetti (che per inciso si trova in zona 4, quindi di competenza del Municipio 4).
Forti proteste furono sollevate contro la sistemazione di paletti e recinzioni per proteggere il parterre verde; dopo animate discussioni in consiglio di zona l'ntervento fu eseguito cercando di limitare il numero dei posti auto che venivano persi (dove la sosta comunque resta vietata, ma "tollerata" con la complicità della autorità). Come vede, caro Stefano, la innegabile situazione di degrado urbano è difficile da risolvere, e da come vanno le cose mi pare che il facile consenso dei cittadini sia la maggior preoccupazione che indirizza la propaganda politica, consenso da inseguire con ogni mezzo, oggi piu che mai, applicando (o non applicando) la legge.
Comunque il caos (automobilistico intendo) in città ho l'impressione stia aumentando, le doppie file sono la regola, le macchine vengono lasciate in sosta da ambo i lati della carreggiata senza alcun riguardo per gli ingorghi che provocano, in curva negli incroci e sotto i semafori. Non c'è dubbbio che questo modello di inciviltà debba per forza prima o poi trovar soluzioni adeguate, certo meglio prima o che poi.



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Re: Parterre alberato, auto in sosta e civismo urbano
05/06/2019 irene
Se togliere le auto sotto gli alberi deve portare a quello che è stato fatto in via Pancaldo, quasi preferisco le auto: dei cespugli aggrovigliati, brutti e inaccessibili
ricettacolo di schifezze che nessuno pulisce, col caldo spesso anche maleodoranti. Questo non è verde in più per i cittadini. Inoltre avendo messo i paletti (legittimi, per carità), anche se in quella via il marciapiede è largo, non esiste luogo per carico-scarico, dunque la doppia fila è spesso inevitabile


 
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