Approvata la bozza del nuovo Piano Regolatore (PGT 2030).

Incontro pubblico in Via Pergolesi in zona 3 sul nuovo PGT , Piano di Governo del Territorio con orizzonte 2030, approvato preliminarmente dal Consiglio Comunale, approvato con parere favorevole anche dal Municipio 3. ()

pgt piazzeMilano sarà sempre più una città connessa, metropolitana e globale, una città di opportunità, attrattiva e inclusiva, una città green, vivibile e resiliente; 88 quartieri da chiamare per nome, una città che si rigenera.
Il Consiglio comunale in data 05/03/2019 ha adottato il Piano di Governo del Territorio comprendente il nuovo Documento di Piano, la variante del Piano dei Servizi, comprensivo del Piano per le Attrezzature Religiose e la variante del Piano delle Regole.
Se ne è parlato il 4 aprile scorso in un incontro pubblico al Circolo del PD Fiorella Ghilardotti, presenti il Presidente della Commissione Urbanistica Bruno Ceccarelli, la Presidente della Commissione periferie Roberta Osculati, l’assessore all’urbanistica del Municipio 3 Antonella Bruzzese, la consigliera Giuseppina Rosco . Coordinatrice la prof. Cristina Treu Urbanista.
Nella sua introduzione la prof. Treu ha premesso che il Piano regolatore è un tentativo di rappresentazione della realtà e di come si vorrebbe che diventasse in base alla visione della città di chi amministra, attraverso alcuni chiari obiettivi e una visione dell’organismo urbano e della società che dovrebbe abitarlo.
Un PGT di solito ha una lunghissima gestione e una lunghissima vita. Questo piano è un adeguamento del PGT del ’17 e ha un’orizzonte 2030.
Un tema importantissimo trattato è stato quello degli adeguamenti del piano a interventi per i quali riservare una quota per edilizia sociale. Perché l’edilizia residenziale convenzionata diventerà un tema rilevante, in particolare per la nuova popolazione giovane con stipendi sotto i 1500 euro. In ogni grande insediamento occorrerà prevedere una quota per il ceto medio-basso
Il Presidente Ceccarelli ha poi evidenziato i concetti chiave che hanno guidato questa grande operazione che è nei fatti “ a metà del guado”. il PGT infatti ha un iter diviso in tre parti: l’adozione, cioè l’elaborazione in consiglio della proposta della giunta, la fase intermedia che raccoglie le osservazioni dei cittadini, e a cavallo dell’estate ancora in consiglio per vagliare tutte le osservazioni e a decidere su di esse. Ci sono volute 24 commissioni e 21 consigli per giungere a adottarlo.
Milano sta crescendo in numero di abitanti, presto 1.300.000 con una previsione di 1.500.000 nel 2030.
L’aumento sarà negli anziani e in un gran numero di giovani attratti dall’offerta universitaria di Milano e dalle possibilità che Milano offre. Attualmente Milano ha già 296.000 studenti universitari.
Il piano deve quindi essere coerente con la visione che si ha dello sviluppo della città. E’ chiaro a questo punto che la richiesta cambia, gli stili di vita cambiano, il rapporto con i mezzi di trasporto cambia e deve cambiare l’offerta spostandosi verso le case in affitto. In particolare c’è un bisogno storico di ERP, l’edilizia residenziale pubblica, le case popolari, con liste di attesa enormi, e enorme è la richiesta di case a prezzi accessibili per il ceto medio basso.
E’ chiaro che bisogna ragionare sulle regole che possono portare a questi risultati.

In primis se si punta sulla mobilità uno dei cardini su cui l’assessore ha ragionato è far atterrare i volumi dove ci sono gli snodi della mobilità pubblica e alleggerire il carico insediativo nelle aree meno coperte portando inevitabilmente a una riduzione del flusso di mobilità privata. E questa è una novità.

Un’altra cosa è avere un po’ più “mani libere” su quelle che sono le trasformazioni: le vecchie ex fabbriche, i vecchi magazzini, che oggi sono complessi da convertire, facilitandone la trasformazione d’uso in commerciale e anche abitativo.

Poi punto cruciale è la riqualificazione delle Piazze: sono state individuate le piazze principali sulla circonferenza 90-91, Piazzale Loreto è un caso eclatante, in modo da concentrare lì gli investimenti per intervenire riqualificandole completamente.

Poi il tema dell’ERS, Edilizia Residenziale Sociale, che è uno dei temi già affrontato ragionando sugli scali. Insediamenti che prevedono quote significative di edilizia sociale, nelle due forme di case vendute in convenzione (prezzo più basso ma con vincoli sulla rivendita ecc.) ma soprattuttutto nella forma dell’edilizia in affitto. E’ stato fatto imponendo che su tutte le trasformazioni superiori ai 10.000 mq dove almeno il 20% sono usati per edilizia, in qualche modo deve esserci del’ERS.

Per quanto riguarda gli interventi di ristrutturazione del patrimonio ERS del Comune gestito da MM, si sta provando un nuovo sistema. In passato si era cercato di imporre in tutte le grandi trasformazioni ai privati la costruzione di una certa quota di edilizia popolare la nuova tendenza è ora quella di chiedere ai costruttori di impiegare gli oneri di urbanizzazione invece che per pagare interventi su strade e altre opere intervenendo nella manutenzione delle case del Comune gestite da MM. Questo meccanismo innovativo è importante perché uno dei grandi problemi che si sono incontrati nelle riqualificazioni sono i tempi di intervento. In questo modo gli operatori costruttori che sono già operativi potrebbero avere una maggiore velocità di esecuzione nell’intervenire sugli edifici del Comune. In Germania si fa così da tempo.

Poi le Grandi Funzioni Urbane. Ci sono sei aree: Piazza d’armi, San Siro, Bovisa, Rubattino, Porto di mare, Ronchetto, dove esiste una forte componente di proprietà pubblica, una grande dimensione e queste aree andranno a ospitare delle grandi funzioni urbane e sulla base di questa previsione è stato data la possibilità di un indice edificatorio fino a 0,35. Cos’è un’area di Grande Funzione Urbana . Non possono essere centri commerciali o lo potranno essere, come San Siro, nell’ambitp dello 0,35. Saranno ospedali ad esempio, o anche grandi parchi.

C’è anche un piano delle attrezzature religiose. La legge regionale prevede che i nuovi luoghi di culto debbano essere lontani da un altro luogo di culto, anche se di culto diverso, creando problemiro non solo ai musulmani, ma anche a evangelici, nuovi insediamenti cattolici, ecc. Milano ha deciso di portare a 100 m. questa distanza.

Edifici abbandonati. Ci sono più di 200 edifici abbandonati mappati e da gestire. La vecchia norma prevedeva che su un edificio abbandonato, se il proprietario non si adoperava a recuperarlo, il Comune poteva intervenire in surroga e in qualche modo rivalersi sul proprietario. Con la nuova norma individuato l’edificio abbandonato, il proprietario entro un certo tempo ha tre opzioni:
• Lo abbatte mantenendo i diritti edificatori
• Lo riqualifica e mantiene i diritti edificatori
• Se non fa le azioni di cui sopra gli viene requisito e perde gran parte dei diritti edificatori

E’ previsto anche il 4% in meno di consumo di suolo che vuol dire molto verde in più.

Roberta Osculati ha aggiunto informazioni sul Piano Quartieri che sostituisce, non solo nel nome, il Piano Periferie. Una visione della città fatta di zone, aree storiche, territorio, quartieri e persone che ci vivono, con una nuova geografia della città dove i punti di fragilità non sono solo nei quartieri periferici. Con questa logica le prime attenzioni sono state rivolte alla riqualificazione delle piazze, intese non solo come luogo di passaggio, ma come luogo di coesione, di incontro, che permette mobilità dolce, un luogo di inclusione sociale, uno spazio verde da godere. L’esempio di Rimembranze di Lambrate è virtuoso perché il cambiamento è stato generato dal basso dalle associazioni di cittadini.

Altro Obiettivo del piano si chiama “ambiti di rigenerazione urbana” dove si prevede il recupero del patrimonio edilizio degradato con almeno 3000 alloggi di edilizia residenziale pubblica destinati in parte ad alloggi a scopo sociale.

Un’altra novità importante è la decisione di destinare ai quartieri periferici almeno il 50% degli oneri di urbanizzazione derivanti da interventi fatti nel Municipio 1.

L’assessore del Municipio 3, Antonella Bruzzese ha poi illustrato i punti contenuti nella delibera del Municipio che approvando la proposta di PGT evidenzia gli aspetti di criticità e urgenza presenti nella zona.
La delibera di parere del Municipio alla bozza del PGT contiene gli esiti del dibattito e delle segnalazioni raccolte e rilanciate. Il parere è stato favorevole esplicitando anche i principi che hanno motivato questo pere positivo
• Incrementare la connettività attraverso l’offerta di servizi e e la natura di questi nodi di di interscambio
• Il ragionamento sul favorire gli affitti a canone agevolato
• La riduzione di consumo di suolo e anche l’abbassamento del carico insediativo
• La richiesta di nuovi standard ambientali, efficientamento energetico eccc.
• La valorizzazione degli 88 quartieri
• La riqualificazione del sistema di Piazze
• Sostenere gli spazi pubblici con vocazione pedonale
• Promuovere la rigenerazione urbana
A fronte di questo parere favorevole sono state segnalate una serie di osservazioni sui luoghi più delicati.
Un primo punto riguarda le piazze e in particolare P.le Loreto. Loreto necessita di interventi sugli attraversamenti, sulla viabilistica, sulla vivibilità, rispettando i vincoli degli edificistorici, specificando le procedure che dovrebbero portare alla stesura e all’approvazione del progetto, prediligendo la modalità concorsuale.
Per quanto riguarda la GFU del Rubattino si è chiesto di tener conto della viabilità complessa est-ovest e della necessità della creazione della Scuola Primaria e secondaria di primo grado, esigenze più volte espresse dai cittadini.

Infine per completezza riporto in sintesi le richieste fatte dal Municipio nel documento di approvazione della bozza del PGT.
1 – progettazione del la sistemazione di P.le Bacone, raccordandosi con il progetto di P.za Lavater e con la ciclabile prevista dal PUMS fino in Paracelso, Donatello e Piola
2 – aggiornamento del progetto per lo skatepark sotto il viadotto della tangenziale in Via Rubattino.
3 – integrazione del progetto di riqualificazione e recupero della Piazzetta dell’Ortica. Con rotatoria tra le vie Tirone, Fraccaroli, Amadeo e cavalcavia Buccari e inversione del senso di marcia diVia Cima tra via Trentacoste e Via Bistolfi.
4 – Progettazione dell riqualificazione di via Benedetto Marcello tra Via Scarlatti e Via Vitruvio, nell’area parcheggio-mercato fortemente dissestata nel suolo e nell’alberatura
5 – Progettazione della riqualificazione del parterre alberato di Via Pacini, interessata nel biennio 2019-21 dai cantieri per la messa in sicurezza della sottostante linea M2. Come richiesto da cittadini nell’incontro con l’assessore Granelli e in un progetto del Bilancio Partecipativo 2018 si richiede che la strada sia restituita con la riqualificazione del parterre, l’eliminazione dei residui binari, la messa in sicurezza degli incroci, riordinando il posizionamento di alcuni manufatti come le edicole, verificando l’opportunità di aumentare le uscite della M2.
6 – La progettazione della riqualificazione dell’asse Argonne- Susa, chiusa da tempo per i lavori di M4, che che deve esssere restituita alla città secondo un progetto complessivo e coerente, come richiesto dai cittadini.


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