Istituzioni unite per combattere la violenza contro le donne

Il Consiglio di Municipio 3 ha aderito per primo al Patto inter-istituzionale contro la violenza di genere promosso dal Comune di Milano. Nel contributo dei tre consiglieri che se ne sono occupati, i presupposti, le ragioni e gli obiettivi di questa iniziativa, declinati per e sul nostro territorio. ()

Panchina rossa inaugurazione1Il 14 giugno scorso il Consiglio di Municipio 3 ha aderito al Patto inter-istituzionale contro la violenza di genere, promosso dal Comune di Milano, con apposita delibera da noi proposta in qualità di delegati alle Pari opportunità e ai Diritti. La nostra iniziativa e l’adesione del Consiglio che ha l’ha fatta propria con la delibera, si basano sulla convinzione che tutte le istituzioni devono partecipare attivamente a contrastare la violenza alle donne. Questo fenomeno, in tutte le sue forme, comprese la minaccia di mettere in atto tali azioni e la violenza che a loro volta subiscono i figli come spettatori, nonché la coercizione o la privazione arbitraria della libertà, sia nella vita pubblica, sia nella vita privata, lede il diritto alla vita, alla sicurezza, alla libertà, alla dignità, all'integrità fisica ed emotiva, e costituisce una minaccia grave per la salute fisica e psichica della donna che ne è vittima e dei figli che vi assistano.
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La violenza contro le donne da parte di partner o ex partner molto spesso non è conosciuta, e altrettanto spesso non è neppure riconosciuta come tale dalle stesse vittime. I femminicidi, circa uno ogni due o tre giorni, sono solo la punta di un iceberg in gran parte sommerso: secondo i dati di una ricerca Istat del 2016, il 35% delle donne fra i 16 e i 70 anni ha ricevuto nel corso della vita qualche forma di violenza fisica o sessuale, fenomeno trasversale a tutti gli strati sociali e a tutti i gradi di istruzione, che trova le sue radici nella situazione di diseguaglianza delle donne rispetto agli uomini. Per aiutare le donne vittime di violenza, è necessario che le istituzioni e gli enti del privato sociale collaborino strettamente e formino una rete stretta a sostegno delle donne che intraprendono un percorso di fuoriuscita da questa condizione. Devono essere coinvolte forze dell'ordine, ospedali e prontosoccorsi, consultori, medici di medicina generale, assistenti sociali, magistratura, avvocati, servizi per il lavoro, case rifugio, e al centro della rete devono esserci i centri antiviolenza, ad accompagnare e sostenere le donne con competenza e senza giudizio.

Per questo il Comune di Milano ha promosso il patto inter-istituzionale e lo ha sottoposto all'approvazione e all'adesione anche dei Municipi. Il nostro è stato molto attivo fin dai suoi primi passi contro la violenza alle donne e le discriminazioni che ne sono alla base, promuovendo servizi, incontri di approfondimento e iniziative varie. Ora, con l'adesione a questo patto, primo fra tutti i Municipi milanesi, ha voluto confermare questo impegno, sottolineando le linee di intervento con cui intende dare il proprio contributo:
  • sostenere e promuovere lo sportello antiviolenza gestito dal CEAS-Centro ambrosiano di solidarietà;
  • attivare il Centro Milano Donna, come luogo di orientamento, informazione, empowerment, socializzazione delle donne;
  • rafforzare e sostenere la rete associativa impegnata contro la violenza già presente nel nostro territorio;
  • potenziare la comunicazione sul tema, attraverso la diffusione sia delle ‘panchine rosse’, sia di materiali specifici presso spazi municipali, farmacie, consultori e scuole;
  • promuovere uno sportello rivolto alle donne più fragili, fra cui anche le donne vittima di violenza, per sostenerne l'inserimento o reinserimento nel mondo del lavoro, attraverso attività che ne rafforzino l'autostima.

Valeria Borgese, Filippo Rossi, Francesca Zanasi
Consiglieri di Municipio 3, delegati Pari opportunità e Diritti


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