Il futuro del Politecnico a Città Studi. Dal progetto di Piano alla possibile espansione sulle aree della Statale.

Il Municipio 3 organizza l’incontro pubblico con il Rettore del politecnico Ferruccio Resta sui progetti futuri del Politecnico a Città Studi. ()

progetto piano 3

Sala piena con pubblico in piedi in Consiglio di Municipio 3 per ascoltare il nuovo Rettore del Politecnico, il prof. Ferruccio Resta, ingegnere meccanico, Direttore del Dipartimento di Meccanica, bergamasco di 48 anni, in carica dall’inizio di quest’anno. Pubblico attento e interessato e molte domande alla fine              dell’ intervento del Rettore.

La forte presenza è stata indotta certamente anche dall’attenzione che in questo periodo si concentra su Città Studi a seguito dell’ipotesi, molto concreta in realtà, del trasferimento dei dipartimenti scientifici dell’Università Statale a Rho-EXPO.  

Breve introduzione della Presidente del Municipio 3 Caterina Antola, che ha anticipato un futuro incontro pubblico con il prof. Balducci che presenterà il suo progetto sul futuro di Città Studi commissionatogli dall’amministrazione comunale, e dell’Assessora all’Urbanistica Antonella Bruzzese, che sottolineando l’obiettivo informativo dell’incontro, da un lato ha confermato la volontà del Municipio di impegnarsi per il mantenimento della vocazione universitaria di Città Studi considerando importante in questo senso la presenza e il ruolo del Politecnico insieme a un probabile interesse della Bicocca per le aree che dovessero liberarsi in zona; dall’altro lato ha sottolineato l’importanza dell’integrazione tra città e università, di cui la nuova Piazza Leonardo è un esempio. Tema che verrà ampiamente ripreso dal rettore Resta .

Il prof. Resta ha esordito fornendo alcuni dati sulla realtà del Politecnico oggi. 42.000 studenti, tra Città Studi e Bovisa,che scelgono di venire a studiare al Politecnico di Milano, nonostante una concorrenza internazionale agguerrita. Da qui la necessità per il Poli di essere competitivo sotto due profili. Il primo avere  programmi di formazione sempre pronti a recepire le richieste del mercato del lavoro, il secondo avere degli standard internazionali, in termini di spazi e di servizi, che oggi lo studente ricerca.

Ed è per questo che il Politecnico sta facendo una serie di investimenti. Decine di milioni di euro in spazi, perché gli spazi sono un modo per dare agli studenti, al personale tecnico amministrativo, ai docenti, a tutta la comunità, competitività internazionale. Questo consente al Politecnico di essere la 24ma università in ingegneria e tecnologia al mondo, la 16ma in Architettura e la settima nel design. A Milano il Politecnico si sviluppa su due centri, Città Studi e Bovisa e non ha interessi a spostarsi altrove ma in questi due centri intende investire.

A Città Studi il Poli ha oggi circa 22.700 studenti. Rispetto al tema dell’allargamento in Città Studi, il prof. Resta ha ricordato che “già dalla prima intervista appena eletto dichiarai  l’interesse dell’ateneo a aumentare gli spazi in Città Studi, se ce ne fosse stata disponibilità, perché in questo momento abbiamo un problema di densità nelle aule e negli spazi in generale, per cui non riusciamo a garantire agli studenti gli standard necessari”.

Oggi il Poli si sviluppa principalmente in tre aree: il corpo centrale, l’area originale, su Piazza Leonardo, dove ha sede il Rettorato, il cosiddetto Campus di Architettura su Via Bonardi e l’area retrostante il corpo centrale, l’asse verso est di Via Pascal, Golgi e vie limitrofe, occupati da edifici di energia, di elettronica e informatica, di fronte al Giuriati.

Di 12 dipartimenti complessivi 7 sono situati in Città Studi. Oltre ai laboratori e alle aule il Politecnico possiede tre grandi infrastrutture: la galleria del vento, in Bovisa, il laboratorio prove materiali che effettua sperimentazioni su elementi strutturali, mondo delle costruzioni, e deve quindi esser vicino a Architettura e Ingegneria civile e Polifab, un laboratorio tra i primi al mondo per tutte le applicazioni di micro e nano elettronica vicine ai dipartimenti di fisica e bioingegneria.

Grazie alla qualità e all’ampia offerta di indirizzi di laurea triennale e magistrale, le matricole crescono ogni anno, 700 nell’ultimo, dato  interessante ma che necessita di continui interventi per mantenere anche attraverso gli spazi la qualità necessaria.

Venendo agli interventi progettuali sui campus e al rapporto tra Università e quartiere, Resta ha ricordato che già la riqualificazione della Piazza Leonardo, realizzata con un accordo tra Poli, Comune e l’allora CdZ3, è nata per voler offrire agli studenti uno spazio da vivere di giorno e anche alla sera e di presentazione dell’ateneo. Questo è il punto di partenza di un percorso da realizzare con la stessa logica di “permeabilità” nella direzione del campus di Architettura, all’interno del corpo centrale e verso l’asse di via Pascal, fino al campo Giuriati.

Iniziando dal campus di Architettura, progetto già in fase avanzata, che è stato presentato pubblicamente alla Triennale a maggio come “concept” di Renzo Piano. Il senatore a vita, nonché ex alunno del Politecnico, ha deciso di donare il suo “concept” all’ateneo. Il progetto in sostanza consiste nel ridisegnare (nella logica del “rammendo”, cioè in modo non invasivo rispetto all’attuale) aree e spazi nellaprospettiva di avere spazi più ampi, continuità del verde e una visuale più aperta. Trasformerà, coprendolo, il piazzale tra l’attuale edificio storico di architettura di Viganò, l’edificio adibito a aule detto  il “trifoglio”, anche lui di Viganò, e il palazzo di destra chiamato la “nave”, di Gio Ponti, in un bosco urbano con la massima permeabilità di queste aree con le aree esterne e, quindi, con la città. Analogamente sarà una piazza coperta anche l’area a destra tra la “nave” e Via Ponzio. Piano disegna così due piazze “pubbliche” in cui chiunque, dallo studente, al “visiting professor”, al cittadino, può entrare e affacciarsi sulla vita dell’Università. Sotto le due piazze ci saranno dei laboratori di modellistica architettonica nella parte a sinistra (dando le spalle a Via Bonardi) per rinforzare il concetto di campus internazionale di architettura, con pareti trasparenti sempre per mostrare all’esterno l’attività didattica, e aule nuove a compensare la demolizione di alcune palazzine senza valore estetico tra cui quella chiamata “sottomarino”. La base della nave, ripristinando il progetto originale, verrà aperta e resa permeabile alla vista e al transito su tutto il piazzale.

E’ un intervento da 37 milioni di euro, importante per una Università pubblica, che condiziona diversi anni di esercizio, di cui 31 già finanziati e iscritti a bilancio. Si stanno cercando dei contributi per gli ulteriori 6 milioni prima di avviare la progettazione esecutiva e poi la costruzione.

Parte dei 37 milioni saranno usati anche per manutenzione degli edifici, ad esempio realizzare l’impianto di condizionamento del “trifoglio” e rifare la facciata della “nave”.

Nell’altra direzione, sul retro dell’ateneo, verso il Giuriati, pur non essendoci progetti finanziati e approvati, c’è comunque una programmazione. Innanzitutto sull’area all’angolo tra Ponzio e Bassini, lato est,  su quel che è rimasto del Dipartimento di energia che è andato a Bovisa da tempo, spazio che il Politecnico vorrebbe restituire completamente a verde. La prima parte verso via Bassini sarà resa accessibile a brevissimo a cavallo del Natale e aperta al pubblico, studenti e cittadini.

In Via Pascal si vuole completare l’insediamento di Chimica e ingegneria dei materiali, con un investimento stimato in 42 milioni, di cui per ora solo 24 finanziati. C’è anche un intervento da fare sul prato del Giuriati per circa 1 milione di Euro.

Resta intende infine continuare sulla linea di Azzone per quanto riguarda il passaggio da una situazione congestionata dell’area centrale a una situazione che permette l’usufruibilità degli spazi, ad esempio a causa dei parcheggi più o meno selvaggi all’interno del “Poli vecchio”. Trasformare quindi l’area in un giardino anch’esso permeabile e utilizzabile da tutti.

Per quanto riguarda l’interesse del Politecnico agli spazi che potrebbero essere lasciati liberi dall’Università statale, in particolare nell’area tra Via Celoria e Via Ponzio, dove il Poli ha già il Polifab, il Politecnico ritiene di avere le risorse per prenderla in carico e ristrutturarla con i livelli di qualità richiesti dagli standard internazionali. Sono circa 20.000 mq e il Poli ha progetti per poterli utilizzare, in particolare per i 5 edifici più belli, gli unici vincolati dalla soprintendenza, riqualificati per fare nuove aule, spazi di studio, piccoli laboratori come microelettronica, fisica ecc.

Numerosi a questo punto gli interventi di cittadini e consiglieri, la cui maggioranza ha espresso apprezzamento per i progetti presentati da Ferruccio Resta.

Un tema molto sensibile e che è stato oggetto di più di un intervento è quello del futuro dell’area del Centro Balneare Romano,la piscina Ponzio, oggetto di un progetto di studentato definito nel 2013 dopo una complessa trattativa tra Politecnico, Comune e l’allora Consiglio di Zona 3, che si oppose con una delibera al progetto originale di una stecca di tre piani nel giardino di Via Zanoia a ridosso dello stabile Viganò, arrivando per step successivi di confronto all’attuale progetto di un edificio di tre piani sul’area dello spogliatoio di destra e dell’ex libreria, con 80 camere più uno spazio mensa al piano terra affacciato sul giardino.

Numerosi cittadini e consiglieri hanno evidenziato alcune negatività possibili legate al progetto, in particolare derivanti dall’affaccio sul  giardino destinato ai bimbi più piccoli, unico nella zona, chiedendo al Politecnico di trovare soluzioni alternative in aree già libere o che potrebbero liberarsi a breve se si dovesse realizzare lo spostamento della Statale. Il prof. Resta ha risposto spiegando che a questo progetto, in quel sito, sono legati 8 milioni di euro di un finanziamento mirato del MIUR (Ministero dell’istruzione università e ricerca), che consentirebbero di realizzare l’edificio ma anche di restaurare la piscina che rischia fortemente di venire chiusa per la perdita di acqua dal fondo. A specifica domanda se gli 8 milioni potrebbero essere utilizzati per una soluzione diversa, Ferruccio Resta ha risposto che il finanziamento è vincolato e andrebbe perduto.

 Il tema più toccato però dagli interventi del pubblico e dai consiglieri di opposizione presenti  è stato quello, di attualità, ma a dire il vero un po’ improprio visto il tema della serata e le responsabilità del relatore ovviamente relative unicamente al Politecnico, delle conseguenze del possibile spostamento dell’Università Statale da Città Studi a Expo. Chi ha chiesto notizie, chi ha duramente affermato che la Statale non deve andarsene, chi ha chiesto al rettore Resta di intervenire per convincere il Rettore Vago a cambiare idea, chi ha spiegato che lo spostamento avrebbe causato da un lato la desertificazione di Città Studi, dall’altro il fallimento dell’Università Statale abbandonata dagli studenti che mai sarebbero andati a Rho. Posizioni già ampiamente espresse in altri incontri decisamente più centrati sull’argomento. Su questo tema evidentemente il rettore Resta ha risposto ricordando le sue competenze e le sue responsabiiltà, che nulla hanno a che fare con la Statale.

 



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