A human adventure

Per la prima volta a Milano, e per di più nella nostra zona, una mostra internazionale dedicata all’esplorazione dello spazio. ()

a human adventure

Allo Spazio Ventura in Via Ventura, è stata allestita un’interessante mostra dedicata all'esplorazione dello Spazio. Inaugurata all’inizio di ottobre, rimarrà fino a primavera inoltrata. C’è tutto il tempo per fare un piccolo viaggio nella storia della Nasa. E ne vale la pena. Certo, non sarà all’altezza del museo dello Spazio di Washington, ma per chi è a digiuno di astrofisica e magari non ha vissuto l'emozione dello sbarco sulla Luna in diretta, è uno spunto più che stimolante per avvicinarsi ai misteri di quella ricerca scientifica.

Si parte dunque dalla rampa di lancio dei Saturn, una camminata che tutti gli astronauti in procinto di partire effettuavano su quella stessa passerella presente nella mostra e che ora anche noi, in via Ventura, siamo obbligati ad attraversare per cominciare l'avventura. Confesso di aver provato un piccolo brivido nel camminarci sopra quasi come se anch’io, semplice visitatrice, stessi per lasciare il mondo conosciuto alla volta dell'Ignoto.

Il viaggio prosegue attraverso la fantasia degli scrittori come Leonardo, Welles , Verne… che hanno ispirato e a volte anticipato la ricerca scientifica. Cominciano poi le descrizioni dei primi lanci, primo tra tutti, quello russo del 4 ottobre 1957, e si conclude con il telescopio di Hubble che tra un anno terminerà il suo servizio e sarà sostituito da Web, un telescopio ancora più potente.

La mostra purtroppo ignora completamente tutta la ricerca spaziale effettuata dai rover su Marte e quella recentissima delle sonde (tipo Dawn o New Horizons o dalla nostra Rosetta). Vi è tuttavia una dettagliata descrizione dei primi razzi e dei suoi inventori sia russi, sia americani.

Se fino al XVII secolo, fu il desiderio di esplorazione a dominare il mondo contribuendo a migliorare la conoscenza di nuove popolazioni , culture e lingue, dal XX secolo, invece, si tenta l'esplorazione dell'Universo. La cosiddetta conquista dello Spazio è oggi il risultato di un confronto politico (la così detta guerra fredda) che se non avesse trovato quel campo di confronto avrebbe potuto sfociare in un altro, ben più temibile. Tutto ciò è ampiamente documentato nella mostra con il percorso storico delle vicende spaziali, i discorsi di J.F.Kennedy "chi pensa solo al presente e al passato si perde il futuro" e le corrispondenti risposte sovietiche (vedi programma per lo studio della Luna di Korolev).

Attraverso la ricostruzione di alcuni razzi, come il Saturn o lo Sputnik la mostra ci guida poi alla storia dei suoi inventori e alla sempre maggiore accuratezza dei dettagli scientifici che hanno accompagnato i lanci. Si segue l'evoluzione delle tute spaziali e dell'attrezzatura di bordo. Alcune ci fanno riflettere e scoprire cose interessanti. Ad esempio, pare che i primi computer di bordo degli astronauti fossero dei veri obbrobri se paragonati ad un cellulare di oggi. Oppure, si possono osservare i primi cibi liofilizzati usati nei lanci; oggi non vanno più, eppure sono serviti per perfezionare la ricerca scientifica nel campo. Anche le TAC tanto utili oggi nelle indagini mediche, derivano dalla strumentazione realizzata per i viaggi spaziali.

Si può anche salire nelle capsule dei razzi e osservare la strumentazione di bordo. Ve ne sono diversi ricostruiti all'interno della mostra, a cominciare dai primi che sembrano gusci di noci per finire a quelli usati oggi per la Stazione Spaziale internazionale dove è possibile anche fare ginnastica. Per concludere, il senso della mostra pare suggerirci che viaggiare nello spazio non è stato utile solo alla scienza ma anche all'economia e al progresso.



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