Lettera aperta dei docenti e ricercatori della Statale

Riceviamo e pubblichiamo la lettera aperta che 244 docenti e ricercatori hanno indirizzato al rettore Vago, al Consiglio di Amministrazione e al Senato Accademico dell'Università degli Studi di Milano ()

UnivStudi

La lettera, trasmessaci dal prof. Paolo Stellari è stata sottoscritta da 244 tra docenti e ricercatori della Facoltà di Scienze e Tecnologie (pari a più del 55% degli afferenti) nonché da 61 dottorandi e assegnisti di ricerca, e 55 tecnici e amministrativi che si trovano a condividere una serie di preoccupazioni in merito al noto progetto di trasferimento dei dipartimenti di area scientifica nell'ex area EXPO. 

La raccolta firme prosegue all'interno della Facoltà di Scienze e Tecnologie.



Lettera aperta a:

Il Magnifico Rettore, Prof. Gianluca Vago

I Membri del Consiglio di Amministrazione e del Senato Accademico,

I Direttori dei Dipartimenti 

dell’Università degli Studi di Milano

Seguiamo con grande interesse e attenzione gli sforzi del Rettore e degli Organi Accademici dell’Università degli Studi di Milano volti a creare le premesse per dotare il nostro Ateneo di spazi ed infrastrutture di livello adeguato al confronto internazionale. Vediamo con favore l’attenzione che ciò dimostra per la qualità della ricerca scientifica portata avanti dai dipartimenti dell'Università degli Studi di Milano presenti nel campus di Città Studi, in strutture che necessitano, in molti casi, di importanti lavori di adeguamento.

D’altro canto, le informazioni pervenute tramite i canali ufficiali dell’Università degli Studi di Milano e gli organi di stampa nazionale a proposito del progetto di spostamento da Città Studi all’area Ex-Expo di molti dipartimenti del nostro Ateneo suscitano in noi una fondata preoccupazione relativamente ai seguenti punti:

- il sicuro ridimensionamento degli spazi disponibili per la didattica e la ricerca, che appare eccessivo pur tenendo conto di una loro razionalizzazione;

  • - il fatto che non sia tenuta in debita considerazione un'eventuale espansione futura, in funzione di un rilancio dei dipartimenti coinvolti;

 - l’esiguità  ed incertezza degli investimenti economici messi in campo, che non prevedono alcun margine di manovra in caso di lievitazione dei costi o di contrazione delle entrate in fase di vendita degli immobili.

Tutti questi aspetti non ci sembrano compatibili con un progetto scientifico-culturale espansivo e realmente migliorativo che permetta lo spostamento di tutti i dipartimenti con sede a Città Studi e attualmente coinvolti nel progetto.

Ci rammarichiamo inoltre per la mancanza di comunicazione riguardo ad una valutazione puntuale e precisa di piani alternativi al progetto Expo, consistenti nel rilancio e nella graduale ristrutturazione delle strutture e dei dipartimenti attualmente a Città Studi. È del resto noto che, in virtù della loro ottima collocazione e del pregio architettonico di alcune parti, alcune strutture che l'Università degli Studi di Milano lascerebbe libere nella sede di Città Studi hanno suscitato l'interesse del Politecnico e dell'Università di Milano- Bicocca.

In considerazione di tutto ciò e pur consapevoli che nessuna delle decisioni prese dal Senato Accademico e dal Consiglio di Amministrazione vincola in alcun modo il nostro Ateneo, esprimiamo profonda insoddisfazione e perplessità per i requisiti di progetto avanzati dall’Ateneo ad AREXPO, e per le modalità con cui è stata approntata la loro definizione. In particolare:

1) richiediamo una più puntuale e documentata informazione in merito al progetto di trasferimento (sostenibilità finanziaria; adeguatezza attuale e futura degli spazi previsti) ed alle sue alternative;

2) ci attendiamo nei prossimi mesi un coinvolgimento più ampio delle varie componenti della nostra Università nel dibattito di merito riguardo agli effettivi costi ed ai benefici di un progetto così rilevante per il futuro dell'Ateneo e per le prospettive di ciascuno dei suoi componenti.