Terza età sempre più attiva

Giovedì 25 maggio, presso il Circolo ACLI di via Conte Rosso a Lambrate, il Municipio 3 ha organizzato un incontro su “Terza età sempre più attiva” con le organizzazioni che operano nel sociale, nell'ambito della settimana SocialMi.


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Il Municipio 3 conta più di 160.000 abitanti dei quali uno su tre ha superato i 60 anni. Gli abitanti definiscono Città Studi questa zona che in realtà è una fusione di quartieri alto, medi e piccolo borghesi, di operai, che lavoravano nelle fabbriche di Lambrate, di immigrazione e di intellettuali gravitanti sulle università, come è stato documentato nel film prodotto lo scorso anno. Dunque, questa zona è stata così gradita ai suoi abitanti che hanno deciso di invecchiarci, ma chissà quale vivacità conserverà fra qualche anno con le trasformazioni in atto!

La riflessione si aggancia anche al cambiamento di definizione di quella che viene oggi definita terza età. Guardando i film degli anni '50 capita di sentire definire “anziani” i cinquantenni; oggi vengono differenziati - dopo i 65 anni (con diritto di sconto al cinema, nei musei e sui treni) - le persone tra i 65 e i 75 anni come “anziani molto attivi” e successivamente poco attivi o non più attivi. Questa mutazione viene ritenuta il risultato delle migliori condizioni: di salute (grazie alla riforma sanitaria degli anni'80), della migliore alimentazione, abitazioni più salubri, maggiore istruzione e capacità di reperire informazioni utili, ricchezza di interessi, ma anche meno logoramento grazie alle macchine che tolgono fatica, anche se tolgono lavoro.

Uno su cinque dei cittadini di questo Municipio appartiene alla fascia tra i 65-75 anni e sono attivi, i non attivi risultano essere persone povere e poco istruite, senza interessi particolari.

Un problema da valutare e che inciderà nel futuro sono la grande maggioranza dei nuclei familiari di una sola persona. Chi li accudirà negli anni della non autosufficienza?

Il Municipio - sostiene Sergio Boniolo vicepresidente della Commissione Sociali Municipio 3- deve favorire l'incontro di sinergie per ottimizzare i servizi agli anziani. Stiamo accumulando un ritardo rispetto a paesi del nord Europa, in cui sono state create apposite previdenze aziendali o religiose, o in Norvegia dove lo stato ha investito in fondi pensioni il surplus derivato dal petrolio, in Svezia è possibile chiamare aiuto con un dito utilizzando un pc fornito dall'assistenza pubblica.

Lella Brambilla, dell'AUSER Lombardia, dice che è ora di affrontare il problema e mettere in campo risposte; così, insieme all'associazione Anteas, hanno preparato una proposta di Legge per dare organicità al tema dell'invecchiamento attivo che non deve essere considerato un costo, un problema, bensì una risorsa, attraverso l'educazione permanente, per una cittadinanza attiva, aiutando le persone ad esprimere desideri e promuovere attività. L'Auser svolge attività di accompagnamento, per fare terapie o visite specialistiche, per gli anziani poco autonomi, segue circa 32.000 cittadini in Lombardia con l'aiuto di 10.000 volontari. Opera per contrastare la solitudine con il servizio domiciliare dei pasti a casa, anche temporaneamente (per esempio nel periodo estivo), della consegna di medicinali, per cercare di mantenere al proprio domicilio le persone anziane. Recentemente sta sperimentando un servizio di videotelefonia: una piazza virtuale nella quale le persone possono conversare tra loro, uscendo dalla solitudine. Gli anziani attivi vengono coinvolti in attività di volontariato civico: giardinaggio, vigilanza davanti alla scuola elementare “nonni vigili”, gruppi di “cammino”, corsi di fotografia, di ricamo, di solidarietà internazionale.

Amedeo Giuliani, Presidente di ADA – sicurezza d'argento per un'assistenza domiciliare a distanza - ha trattato il tema della sicurezza: alimentare per una corretta scelta degli alimenti, della sicurezza farmacologica per prevenire gli eccessi, tra le mura di casa per gli impianti.

Michele Smeraldi, presidente di ANTEAS – associazione nazionale terza età attiva per la solidarietà - puntualizza come il benessere degli anziani stia diventando un materiale appetibile . L'associazione si occupa di accompagnamento di anziani per andare a fare terapie; insieme a Auser ha collaborato per una proposta di legge e un progetto “Antenne sociali”per comprenderne i bisogni stando sul territorio e preoccuparsi anche nel caso un anziano non risponda più alle chiamate.

Giovanna Tedesco dello SPI CGIL di Milano relaziona su una serie di dati statistici raccolti per rilevare la situazione. Tre sono i punti da considerare per una terza età più attiva: salute, reddito e socialità. Nel 2050 i centenari saranno 150.000 in Lombardia a fronte di una popolazione attiva del 34%. Occorre quindi ripensare al percorso e al progetto “anziani”; l'invecchiamento deve però essere letto positivamente, importante è mantenere una buona sanità, perché i malati cronici sono, con diversa gravità, una costante dell'invecchiamento. Occorre pensare a spazi alla mobilità per l'accesso ai servizi sociali e incrementare la partecipazione alla vita sociale, avere presente che la presenza di immigrati a Milano è più alta e che anche loro diventano anziani, proporre una personalizzazione dei servizi per un aiuto psico-affettivo e materiale perché la rete familiare si è assottigliata e il 29% dei nuclei familiari è formato da una sola persona.

Anche Emilio Didoné, segretario FNP CISL, parla di benessere mentale e sociale e della necessità di prevedere facilitazioni economiche per gli anziani che hanno la necessità di modificare i servizi nell'abitazione, sostituendo la vasca con la doccia o altri adattamenti, per esempio per far passare la carrozzina dalle porte. Il bilancio della sanità in Lombardia utilizza il 70% delle risorse a causa delle cronicità, delle lunghe degenze e dei grandi invalidi.

Giuseppe Ippolito segretario della UILP di Milano ricorda che le famiglie mononucleari sono anche monoreddito e facilmente vanno incontro a difficoltà economiche.

Questi interventi non esauriscono però il tema e e il ventaglio di iniziative che già sono sviluppate sul territorio come la “Busta rossa” del Comune di Milano o “Il giardino condiviso” che si sta concretizzando in via S. Faustino. Sommando iniziative pubbliche, private o della cittadinanza si può concludere che il territorio “eppur si muove”.



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