La riunione della Commissione Istruttoria Territorio e Affari Istituzionali del 21 aprile 2017

Presentata la bozza di delibera che contiene le linee guida di indirizzo del Municipio 3 sullo scalo ferroviario di Lambrate. ()

ScaloLambrate large

Con la partecipazione di uno sparuto gruppetto di cittadini, in mancanza di un ragionevole preavviso e alla vigilia del ponte per la festività del 25 aprile, si è riunita venerdì scorso 21 aprile la Commissione congiunta Territorio e Affari Istituzionali. All’ordine del giorno la discussione sulle linee di indirizzo del Consiglio di Municipio 3 per lo scalo FS di Lambrate.

Il presidente della Commissione Dario Monzio Compagnoni alle rimostranze dei consiglieri di opposizione, che si lamentavano di aver ricevuto una convocazione inattesa su una questione di rilievo come quella dello scalo di Lambrate, ha risposto dicendo di aver ricevuto un perentorio sollecito affinché il Municipio provveda ad emanare la propria delibera al più presto, precisando poi che l’intenzione era quella di deliberare nel Consiglio di giovedì 27 aprile. Nel prosieguo dell’incontro la data è stata spostata avendo deciso di tenere una seconda Commissione Istruttoria nei prossimi giorni.

L’assessora Bruzzese ha illustrato i passi compiuti per arrivare a stilare il documento che ora viene presentato, frutto degli incontri pubblici organizzati sul tema, della visita con i cittadini allo scalo, delle indicazioni e pareri raccolti attraverso la scheda di consultazione predisposta, senza avere la pretesa di aver avviato un percorso partecipativo vero e proprio, ma con l’intento di raccogliere una serie di indicazioni sulle aspettative dei cittadini.

La bozza di delibera predisposta  espone le principali problematiche dei quartieri circostanti l’area dello scalo di Lambrate, in breve le criticità relative al traffico e alla viabilità congestionata, ai parcheggi insufficienti nelle zone di interscambio con il trasporto pubblico, all’assenza di piste ciclabili), alla carenza di servizi scolastici primari e di esercizi commerciali prossimi alle aree residenziali, alla dismissione di centri di formazione e assistenza studentesca (Città Studi) oltre a situazioni di degrado urbano derivanti dall’abbandono di aree industriali, al mancato insediamento di nuovi edifici e ai cantieri fermi di altri in costruzione, alla carenza di offerta residenziale per brevi periodi.

La bozza indica le seguenti linee guida da osservare nella futura trasformazione dello scalo per tener conto delle esigenze del quartiere.

Per il verde, che nelle linee guida già deliberate dal Consiglio Comunale, è indicato non debba risultare inferiore al 50 % della superficie, si richiede una effettiva fruibilità pubblica senza frammentazioni, una accettabile qualità ambientale, la piantumazione di filari alberati lungo il rilevato ferroviario, la possibilità di attrezzare aree destinate allo sport e ad orti urbani.

Per la mobilità si richiede il miglioramento dei collegamenti tra Lambrate e Ortica e tra Lambrate e Città Studi, la realizzazione di una pista ciclabile lungo l’area dello scalo e nei sottopassi della ferrovia, la riqualificazione dei parcheggi e del piazzale della stazione di Lambrate.

Per i servizi si espone una lunga lista di esigenze, in relazione alle necessità attuali e future della popolazione e delle attività tradizionali e recenti che si sono sviluppate in zona, comprendenti asili nido e scuole per l’infanzia, servizi per i disabili, centro benessere e piscina, spazi commerciali (mercati agroalimentari, street market, manifestazioni florovivaistiche), spazi aggregativi per co-working, architettura e design, ciclo-officine, spazi culturali (auditorium, sale prova per musicisti e artisti, museo del lavoro legato alla storia delle tradizioni industriali locali).

Si danno poi numerose indicazioni in merito alle possibilità di uso temporaneo dello scalo, attivabili dopo aver proceduto alla bonifica dei terreni, tenendo in particolare conto che l’area di Lambrate si è affermata con il Fuorisalone come un importante polo di attrazione per il design e l’innovazione.

E veniamo al punto del documento che riguarda le indicazioni relativa alle volumetrie.

Considerando che nell'Accordo di Programma non ratificato dalla precedente amministrazione si stabiliva una volumetria pari a 34.000 mq di SLP, su un totale di 70.000 mq di superficie totale dello scalo, a seguito delle valutazioni e considerazioni svolte in questa fase si ritiene che tale volumetria sia decisamente insostenibile per lo scalo di Lambrate a causa delle caratteristiche morfologiche dell’area, dei vincoli di distanza imposti dalla adiacente linea ferroviaria e da quelli aeroportuali, delle volumetrie degli insediamenti abitativi previsti dai Programmi Integrati di Intervento già approvati in zona, che comporterebbero densità abitative e carichi di traffico inaccettabili.

Il documento proposto richiede infine che la trasformazione dello scalo di Lambrate venga inserita in una visione di assieme per quanto riguarda il verde (connessione tra gli spazi verdi da Città Studi a Parco Forlanini e Parco Lambro), per quanto riguarda gli spazi pubblici (tra le via Rimembranze di Lambrate, Conte Rosso e quartiere Rubattino), e per quanto riguarda i previsti trasferimenti nelle aree limitrofe (ndr: Università Statale e Istituti Besta e INT da Città Studi).

Si richiede una regia pubblica degli interventi, da attuare attraverso concorsi pubblici a fronte di bandi di gara corredati da Documenti Preliminari di Progettazione che recepiscano i contenuti delle linee di indirizzo deliberate dal Municipio 3.

Si richiede, cosa non meno importante, che le opere pubbliche poste a carico degli operatori privati vengano realizzate prima o contestualmente agli interventi di edilizia residenziale a cui sono correlate.

Nel dibattito che ha fatto seguito alla lunga lettura del testo completo della bozza di delibera da parte del Presidente della Commissione sono intervenuti alcuni dei cittadini presenti, sia valutando positivamente il testo proposto che ed esprimendo il loro compiacimento per il lavoro svolto, con la proposta da parte di Pierangelo Rovelli di istituire in Municipio 3 una Consulta comprendente tecnici e cittadini che si occupino poi di seguire questo specifico tema.

Gabriele Mariani è intervenuto rilevando come la proposta di delibera, pur analizzando le tante criticità esistenti e proponendo numerosi interventi atti a risolverle, non affronta la questione politicamente importante, ossia quella della volumetrie in gioco. Se gli scali hanno attualmente una funzione pubblica, la loro trasformazione deve essere restituita integralmente al pubblico. Quindi non è detto che bisogna costruire, o se vanno previste delle volumetrie perché non sono destinate essenzialmente a funzioni pubbliche? La delibera del Municipio 3 dovrebbe esporre le criticità esistenti, la richiesta di utilizzo essenzialmente pubblico delle aree, che non devono essere destinate ad operazioni speculative. Non si può nemmeno dire che il percorso attivato con i cittadini sia stato un momento di reale partecipazione, considerando il ridottissimo numero di presenti alle riunioni e al sopralluogo sullo scalo, oltre l’esiguo numero di schede raccolte.

In un altro intervento Adalberto Muzio ha ribadito che la questione principale su cui la delibera deve essere impostata è quella delle volumetrie, da ridurre sostanzialmente, da inserire come primo e non come ultimo punto della delibera.

Trascurando di citare le intemperanze con cui si è fatto notare il vicepresidente della Commissione Monti, in conclusione dai consiglieri di opposizione è stato chiesto di indire un’altra riunione per permettere una effettiva discussione della bozza presentata, escludendo dall’ordine del giorno del prossimo Consiglio la delibera sulle linee di indirizzo sullo scalo.

Lo scrivente, sollecitato da un’affermazioni del Presidente Monzio Compagnoni, che riteneva certamente auspicabile la riduzione delle volumetrie edificabili, ma in misura tale da consentire almeno, tramite gli oneri di urbanizzazione, di sostenere i costi delle bonifiche dei terreni, ha voluto precisare che i costi per la bonifica dei terreni per legge spettano al proprietario delle aree, in questo caso il gruppo FS, tenuto quindi a bonificare i terreni che ha inquinato a proprie spese. In aggiunta va ricordato che questi terreni appartenenti al gruppo FS sono a tutti gli effetti pubblici e quindi occorre una premessa indispensabile in base alla quale orientare le linee di indirizzo, qualsiasi intervento sulle aree dovrà essere attuato nell’esclusivo interesse pubblico.

Restiamo in attesa di conoscere quando sarà nuovamente convocata la Commissione e quale sarà il testo definitivo della delibera che il Consiglio di Municipio 3 approverà.



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Re: La riunione della Commissione Istruttoria Territorio e Affari Istituzionali del 21 aprile 2017
26/04/2017 VINCENZO ROBUSTELLI
Venerdì 28 Aprile p.v.,! dalle ore 17.30 alle ore 19.30,
presso il Consiglio di Municipio.

Sono all'ordine del giorno i seguenti argomenti:
1) Comunicazioni del Presidente;
2) Linee di indirizzo riqualificazione scalo ferroviario di Lambrate;
3) Linee di indirizzo per la definizione di priorità degli interventi di manutenzione straordinaria del verde.


 
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