Città Studi, tutto procede come previsto

Alcuni lettorici scrivono preoccupati per il destino di Città Studi dopo il trasferimento delle facoltà scientifiche all'area ex- EXPO e quello dei Besta e del INT alla Città della Salute. ()

Statale med

Vi scrivo per chiedervi di approfondire il tema del trasferimento della Statale da Città Studi all'area Expo. Insieme al trasferimento del Besta e dell'Istituto dei Tumori potrebbe influire negativamente sulla zona. Stravolgendone l'aspetto e la funzione sin qui avute a favore di probabili speculazioni edilizie. Grazie e cordiali saluti.
Massimo Bitti


Attenzione al disastro che compiranno su Città Studi e noi cittadini non abbiamo in alcun modo manifestato le nostre opinioni. Hanno venduto l'area....
Valentina Zucchetti


Leggiamo sul Corsera di oggi che, dopo una serie di smentite, il CdA dell'Università Statale ha approvato il trasferimento delle facoltà scientifiche all'area ex-Expo e che, per coprire i costi dell'operazione, stimati in 380 milioni di euro, almeno 100 milioni dovranno essere ricavati destinando alla speculazione edilizia le aree liberate. La Cassa Depositi e Prestiti acquisterà queste aree gestendo l'operazione immobiliare e facendo intervenire i privati. Nel contempo leggiamo che anche il progetto della Città della Salute avanza spedito e, sempre dal Corsera, apprendiamo che entro il 2021 Besta e INT saranno insediati a Sesto S. Giovanni (ipotesi alquanto avveniristica). 
 
Tutto quindi procede secondo le iniziali ipotesi avanzate dal governo nazionale, regionale e dalle autorità accademiche, senza alcuna minima considerazione delle critiche e delle obiezioni sollevate sul piano economico, gestionale e sociale, sollevate da più parti, discusse e anche in parte recepite in Consiglio di Zona 3. 
 
Lo svuotamento di Città Studi e l'apertura alla speculazione edilizia sulle aree dismesse dalla Statale, non vedo come si potrebbe diversamente definire la vendita dei terreni alla Cassa Depositi e Prestiti, che dovrebbe avere ben altre finalità tra i suoi scopi statutari. non può che destare motivate preoccupazioni per i cittadini, non solo della zona, se l'unica prospettiva di sviluppo futuro è quella di edificare, evidentemente la grave situazione attuale di crisi economica generale, il crollo dei valori immobiliari, e il depauperamento dell'economia di Città Studi non rientra nelle preoccupazioni delle competenti autorità.
Certamente occorrerà ritornare sull'argomento e non mancheremo di riferire su tutte le iniziative che in parte si sono già attivate e che si attiveranno per salvaguardare il futuro di Città Studi.


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Re: Città Studi, tutto procede come previsto
30/07/2016 Giuseppe Maria Greco
Nel programma di Sala era previsto il potenziamento della "vocazione" delle nuove municipalità. Che vocazione è stata attribuita a Città Studi? Occorre cambiarle nome?


Re: Città Studi, tutto procede come previsto
27/07/2016 Antonio Piazzoni
chissà quali studenti andranno a Rho a fare l'Università? Per molti sarà più comodo andare a Bergamo o Pavia...
E chissà perché ci sono i soldi per fare uno humane technopole a Expo ma non per ristrutturare la Statale.


Re: Città Studi, tutto procede come previsto
25/07/2016 massimiliano
Commenti!!!! Che pensata geniale!!!!
Comunque vi sta bene : avete voluto Sala? Bene questi sono i risultati, via dalla zona 3 l'università e dentro i migranti e continuiamo a svalutare la zona....


Re: Città Studi, tutto procede come previsto
22/07/2016 Beppe Caravita
Il piano presentato da Vago prevede quattro anni da oggi.


Re: Città Studi, tutto procede come previsto
22/07/2016 Andrea Ricci
Buongiorno a tutti,
ma si conoscono i tempi di questo spostamento della Statale? Grazie


Re: Città Studi, tutto procede come previsto
21/07/2016 Beppe Caravita
Cara Federica,

E' esattamente la mia opinione. Il piano del rettore Vago prevede tre parti quasi uguali. 130 di nuovi debiti per la Statale. Con un mutuo ventennale a carico dell'ateneo. Poi altri 130 milioni di contributo dello Stato sulla prossima legge di stabilità. E ben 120 milioni dal ricavo della vendita degli edifici di Città Studi di proprietà universtaria. Stiamo parlando non del blocco "storico" di agraria-veterinaria-matematica e medicina (di proprietà del demanio e come edifici a vincolo culturale non ristrutturabili) ma di fisica, chimica e biologia. Prevedere un introito di 120 milioni per questi significa venderli non al Politecnico che farne aula magna e residenze universitarie. Ma ai privati per farne volumetrie correnti ad alto rendimento. Senza questi introiti da vendita immobiliare l'intero progetto crollerebbe. L'università dovrebbe indebitarsi oltre i limiti di rischio (già vicini) e il Governo dovrebbe decidere stanziamenti molto più pesanti. Quindi, per semplice matematica, il futuro di un gran pezzo di Città Studi mi pare messo al miglior offerente, chiunque esso sia. Con buona pace di un secolo e più di vocazione scientifica-universitaria.


Re: Città Studi, tutto procede come previsto
21/07/2016 Federica Belli
Stando a quanto riportato negli articoli, pubblicati in questi giorni, la Statale lascerebbe liberi 250 mila mq per trasferirsi in 150 mila mq; il “risparmio” di spazio sarebbe dovuto alla de-materializzazione di documenti e biblioteche. Ma a questo punto non basterebbe de-materializzare i documenti, liberare 150 mila mq in Città Studi, e costruire ex novo rimanendo in zona? O forse il motore di tutto questo è svendere una zona pregiata di Milano per pagare campi periferici a peso d’oro?


 
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