La rubrica di diritto si arricchisce di nuovi contenuti e di una nuova consulenza. Oltre al diritto di famiglia, esamineremo questioni legate al diritto del lavoro al femminile. Affronteremo questioni frequenti ma complesse in maniera semplice ed esauriente. Con la speranza di contribuire a "districarci" nel complesso mondo giuridico
e forse a difenderci nei nostri diritti.
Convivenza con il figlio naturale e assegnazione della casa familiare
I figli nati da unione coniugale o di fatto hanno il diritto di restare nella casa familiare, quando i genitori si separano.
Affidamento condiviso: analisi e perplessità sul nuovo disegno di legge
Al Senato, in Commissione Giustizia, è in discussione un disegno di
legge (n. 957) volto ad apportare alcune sostanziali modifiche alla
normativa relativa all’affido condiviso dei figli in caso di separazione
dei genitori (sposati o conviventi).
Mi devo sposare: comunione o separazione dei beni?
La scelta del regime patrimoniale della famiglia: un problema da non sottovalutare.
La conciliazione tra i tempi del lavoro e quelli della famiglia
Breve quadro degli strumenti a disposizione delle aziende per favorire
la conciliazione dei tempi casa - lavoro per le madri lavoratrici e i
padri lavoratori.
Dark chocolate therapy
Con il cioccolato nero, benefici cardiovascolari. Lo sostengono alcuni ricercatori australiani, che si sono posti l'obiettivo di verificare l'efficacia e il rapporto costo/beneficio del
consumo quotidiano di cioccolato nero in una popolazione ad alto
rischio cardiovascolare.
Assegno di mantenimento e convivenza con un nuovo compagno
Secondo la Corte di cassazione, la convivenza avente carattere di
stabilità e continuità fa perdere il diritto all'assegno di
mantenimento.
La tutela della maternità sul posto di lavoro
L'articolo
sintetizza le norme poste a tutela dei diritti della madre
lavoratrice sia in termini di tutela della salute, sia di tutela del
posto di lavoro e della retribuzione.
La promessa di matrimonio non mantenuta
Per la Corte di Cassazione il promesso sposo che rifiuta di contrarre il matrimonio deve rimborsare le spese, ma non risarcire i danni morali.








