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  • Il 22 e 23 marzo riapertura straordinaria del Diurno Venezia

    Un enorme sforzo organizzativo e la volontà del Fondo per l'Ambiente, FAI, permetteranno, si spera, la riapertura straordinaria del Diurno Venezia.
    Dico si spera perché i tempi sono strettissimi e solo una grande volontà a superare le mille difficoltà che dovranno incontrare potrà permettere questa riapertura. Innanzitutto c'è il problema della messa in sicurezza dell'area, affrontata dai tecnici comunali, per cui l'area sarà agibile a gruppi di 20 persone alla volta.
    L'ultima volta che il Diurno ha visto la luce è stato nel 2003 quando il Comune decise, per paura che l'area fosse occupata,  di cacciare il barbiere Carmelo, ultimo rimasto delle botteghe che operavano al suo interno. Il Comune fece anche un altro atto gravissimo: per paura che crollassero i lucernai, asfaltò piazzetta Oberdan rendendo particolarmente onerosa la riapertura dell'area. La piazzatta è infatti il tetto del Diurno, per cui è impossibile rimuovere l'asfalto con macchinari e dovrà essere rimosso con molta cautela a mano.
    Il FAI ha deciso di far rientrare tra i progetti di recupero, su cui cercare finanziamenti, il Diurno Venezia, anche grazie all'opera dei ricercatori Stefano Masi e Pierfrancesco Sacerdoti.
    Il primo passo è avvenuto oggi con la pulizia di 50 volontari FAI dell'area. Ma lo sforzo non è solo loro; il Comune ha predisposto un piano urgente per permettere la riapertura, che comprende l'accordo con l'ATM per gli allacciamenti di luce e acqua e dell'AMSA per la rimozione dei rifiuti.
    Anche se purtroppo questa riapertura sarà straordinaria e per ancora molto tempo un'occasione unica per visitare il Diurno, l'augurio è che sia il primo passo verso la riqualificazione dell'area, anche perché la parte sovrastante è particolarmente degradata ed i cittadini che abitano nei dintorni hanno giustamente chiesto che si intervenga.