Chi decide "Il mondo che viene"?

Un interessate libro di Al Gore, il presidente "scippato" da George W Bush nelle elezioni USA del novembre 2000, spiega le sfide globali che stanno di fronte all'umanità.
Il degrado delle istituzioni democratiche di fronte ai potenti interessi privati di cui si parla nel libro è ben rappresentato dalle pressioni esercitate in questi giorni dalle lobby della CO2 sull'Unione Europea e sul Commissario Tajani (che non ne ha neppure bisogno).
Anche Avaaz sotto attacco?  Possiamo fare qualcosa prima che sia troppo tardi?
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Al goreSpero non dispiaccia per una volta non parlare di Zona 3 (che peraltro fa parte a pieno titolo del Sistema-Mondo). Nel suo ultimo bellissimo libro (“Il Mondo che Viene”, The Future il titolo originale) Al Gore, l'ex vice presidente di Bill Clinton che fu scippato da George W Bush, con fondati sospetti di brogli e manipolazioni, della vittoria alle Presidenziali USA del novembre 2000 e con il quale il mondo avrebbe forse potuto prendere ben altro cammino, ci dà un quadro completo delle sfide che abbiamo di fronte come cittadini del pianeta Terra e come specie umana. La globalizzazione dell'economia (l'”Azienda Terra” e i suoi meccanismi di outsourcing e robotsourcing), con il conseguente cambiamento di stato del conflitto tra capitale e lavoro (manco a dirlo a vantaggio del primo), la formazione con Internet di una “Mente globale” che collega istantaneamente miliardi di persone e dà qualche speranza di veder aumentato il potere della pubblica opinione (e degli interessi colletivi) riguardo alle decisioni globali, il passaggio di potere dagli Stati Uniti (il cui sistema politico è stato degradato dall'assalto delle Corporation e del loro stuolo di lobbisti a libro paga) ai paesi emergenti Cina in primo luogo, e dai sistemi politici ai “mercati” (ossia a potenti interessi privati), lo sviluppo rapidissimo e imprevedibile nei suoi esiti delle biotecnologie e della genetica che addirittura “mette l'evoluzione nelle mani dell'uomo” senza prestare la dovuta attenzione alla dimensione etica e alle possibili conseguenze che non è detto saremo in grado di controllare, il rapido esaurirsi delle risorse naturali e lo sviluppo di tecnologie sempre più dannose e costose (come il fracking per l'estrazione di gas e petrolio che consuma immense quantità d'acqua dolce già scarsa) per assicurarsi altre fonti di approvvigionamento, e la probabilmente irrimediabile rottura del rapporto tra la specie umana e i sistemi naturali di cui il riscaldamento globale e i relativi cambi climatici sono i sintomi più dirompenti e ormai evidenti anche alla gente comune malgrado le persistenti potentissime capillari campagne di disinformazione condotte dalle lobby dei “produttori di CO2. Tutta l'analisi, davvero un esempio di divulgazione di altissimo livello, dà l'idea di voler essere lo strumento per una campagna politico-culturale globale finalizzata a dare battaglia alle visioni paralizzanti (“disfunzionali” le chiama Gore) dei promotori degli interessi privati di una ristrettissima cerchia di privilegiati per recuperare i valori fondativi di quella che per l'autore può essere ancora la nazione guida del Mondo. C'è da sperare che il vecchio Al abbia successo, però negli stessi Stati Uniti il processo di snaturamento della democrazia ad opera delle Corporation è andato così avanti da far parlare lo stesso esponente democratico di “conflitto tra Capitalismo e Democrazia” e della conseguente estrema difficoltà di sviluppare quell'ideale di “capitalismo democratico” che costituirebbe l'idea più feconda del sogno americano.  

Alla buon'ora. Che gli interessi privati, potentemente organizzati e immensamente ricchi di risorse e strumenti di condizionamento, abbiano snaturato la democrazia rappresentativa è un concetto che le forze di sinistra sostengono da tempo. Anzi, probabilmente quello che Gore non può vedere accettando il capitalismo come forma migliore per lo sviluppo della società, sostengono in molti a sinistra, è proprio la radicale, intrinseca contraddizione tra capitalismo e democrazia. Ma che un politico americano (anche se Gore dice di “essere guarito da questa malattia”) o comunque uno studioso in grado di portare queste tematiche all'attenzione globale, almeno si ponga il problema di restaurare una visione del bene comune contro i prorompenti interessi privati, è un fatto politicamente molto importante e da sostenere. Forse ancora più della sconvolgente panoramica offerta dalle nuove possibilità tecnologiche che la specie umana sta raggiungendo, è inquietante leggere nell'analisi di Gore il punto a cui è arrivato il degrado della capacità complessiva dei sistemi politici, di tutti i sistemi politici, di contenere e regolare gli interessi privati di un'infima minoranza di potenti in grado di bloccare decisioni che sarebbero fondamentali per affrontare con successo i problemi comuni ma nocive per i loro interessi di breve periodo. E uno degli strumenti più potenti per orientare e controllare le decisioni, malgrado la diffusione di internet, è ancora, udite udite, la televisione, strumento di costosissimo accesso e unidirezionale davanti al quale il cittadino americano medio (non solo i nostri poveri italioti telespettatori del pluricondannato) passa quattro ore in media ogni giorno e forma l'80% delle  proprie  opinioni politiche.

Stiamo freschi (come direbbe l'orso della foto qui affianco). Un esempio della potenza dei condizionamenti messi in atto dalle lobby? In questi giorni l'Unione Europea decide gli obbiettivi di riduzione delle emissioni di CO2 per i prossimi anni. Per la malconcia Unione sarebbe un'occasione per riprendere un ruolo di leadership nella difficilissima, vitale conversione a un'economia sostenibile. Ma le lobby della CO2 si oppongono e fanno enormi pressioni attraverso coorti di "bugiardi prezzolati", anche sul Commissario all'Industria, che è l'italiano Antonio Tajani, uomo di Berlusconi peraltro già vicino alle posizioni pro CO2 di Confindustria e di alcune componenti della destra europea legate agli stessi interessi, perché in Commissione blocchi gli accordi. Il lavoro di condizionamento più o meno occulto in questi giorni decisivi si spinge fino a tentare di gettare discredito anche su Avaaz, sito di campagne d'opinione espressione della cultura liberal americana, e sulla sua azione a favore di una decisione comunitaria fortemente innovativa sul clima e sulla riduzione delle emissioni di CO2 . Invece è importante che i cittadini facciano sentire la loro voce, perché a leggere il libro di Gore, impegnato da sempre contro le lobby di petrolio e carbone, si capisce che in gioco, senza esagerazione, c'è addirittura  la nostra stessa sopravvivenza come civiltà umana. Ma se ne sa poco o niente proprio per la potenza distorsiva delle lobby e perché, tanto per fare un altro esempio, per i nostri media televisivi è enormemente più importante l'incontro di un individuo di nome Renzi con un tizio chiamato Berlusconi. Allora il consiglio è: spegnamo la TV e dedichiamo qualche ora a leggere la fatica di Al Gore. Capiremo certamente qualcosa di più di ciò che ci sta cadendo in capo, saremo più attrezzati contro la sistematica disinformazione e forse riusciremo pure a fare qualcosa prima che sia troppo tardi.

Adalberto Belfiore


Al Gore, Il mondo che viene. Rizzoli saggi, 640 pp - 25€



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Re: Chi decide
13/02/2014 Ganavion
Adalberto, mi scusi se rispondo solo oggi, ma avevo perso di vista la discussione.
Incominciamo dal "tu".
In internet si dà del "tu". Lei non si attiene a quest'uso ?
Ok, le darò del Lei, se questo soddisfa la Sua voglia di tenere a distanza le altre persone. Non condivido, ma mi adeguo.
Lei fa una disquisizione su Bush e All Gore... non mi risulta che nessuno dei due abbia solide basi scientifiche...a Lei sì ?
All Gore ha vinto due premi Oscar e un premio nobel (per la pace...figuriamoci!) per un film senza basi scientifiche, che va considerato un pessimo fumetto di fantasia, e nient'altro.
Lei dice giustamente ".Per parte mia, lo ripeto, non essendo un grande esperto"...e non posso che darLe ragione, perché, da quello che scrive, lo si vede bene che Lei non è un grande esperto, mi perdoni. Quanto a me, non Le chiederò mai di credermi sulla parola, tutto quello che dico cerco di documentarlo, per quanto possibile. Né a Lei, né a nessuno ho mai chiesto di credere a quello che dico (potrei sbaglaire, mica sono infallibile come Lei...!) ma ho sempre chiesto di ragionare con la loro testa, e di verificare quello che dico.
Ma i miei tentativi di farLa ragionare sono andati a vuoto.
Non ha nemmeno risposto alle mie domande... evidentemente è talmente pieno delle Sue idee che non accetta di usare il Suo cervello per verificarle, per mettere alla prova le cose che affermo io.... mica Le chiedo di "condividere" il mio pensiero ! Le avevo solo fatto delle domande, per far scattare il pensiero nel suo cervello, ma Lei si rifiuta...
Non mi ha spiegato perché un livello di CO2 più basso faceva salire la temperatura, mentre un livello ancora più alto non la fa più aumentare. E' un dato di fatto, che in questo momento non stia aumentando, negarlo è impossibile, nemmeno i sostenitori dell'AGW lo negano !
Vogliamo finalmente ammettere che la affermazione fatta dall'IPCC e dai sostenitori dell'AGW che la CO2 sarebbe la principale causa del GW è falsa ? Non si può ammetterlo nella sostanza, ma poi negarlo a parole !
Dite che sarebbe la CO2 la causa principale che fa alzare la temperatura, e quando, ad un aumento della CO2, la temperatura non si alza (non giochiamo con le parole, la temperatura NON SI STA ALZANDO !) mettete in mezzo altre cose, e, guarda caso, proprio gli argomenti che portavamo noi scettici quando affermavamo (ed affermiamo) che la CO2 NON è il principale driver del clima.
VI STATE ARRAMPICANDO SUGLI SPECCHI
e si vede, abbiate un po' di dignità, e che cavolo !
Non mi ha spiegato perché, se per tutta la sua storia questo pianeta ha vissuto alla grande con 1300 ppm di CO2, adesso dovrebbe finire per misere 400 ppm ?
Lei scrive una cosa inopportuna e meschina "Ma evidentemente l'interesse per affermare la bontà delle emissioni inquinanti è predominante."
Le chiedo di pubblicare le scuse per questa affermazione lesiva della mia dignità, visto che anche Le avevo ben chiarito che non ho mai preso un soldo per le mie idee climatiche (anzi, qualche soldo ce lo spendo, per informarmi, per seguire conferenze e via dicendo).
Io non ho alcun "interesse" ad affermare alcunché, che non sia l'amore per la verità e il disgusto per la falsità e per l'ipocrisia, nelle quali eccelle il suo idolo All Gore, che, dopo aver fatto credere ad un inalzamento del livello del mare da paura, si è comprato una villa al mare... o forse crede che intende farci dei soggiorni "subacquei" ?
Il Suo All Gore si è arricchito immensamente con la bufala dell'AGW.
Lui sì che ha immensi interessi a divulgare la sua bufala.
Quanto allo "scioglimento" dei ghiacci (non si dice "scioglimento", i ghiacci "fondono", semmai) sappia che in Artico ci sono molti più ghiacci dell'anno scorso, e i ghiacci marini antartici sono aumentati....La invito a documenatrsi su fonti più veritiere. Questa non è una fonte scettica, veda un po' Lei come stanno i ghiacci marini antartici:
http://nsidc.org/data/seaice_index/images/daily_images/S_stddev_timeseries.png
Gli orsi bianchi stanno benone (vedo che Lei fa Sue tutte le bufale in circolazione, complimenti!).
Quanto al "principio" (non scientifico) di precauzione, mi leva una curiosità ? Come mai lo applica qualche volta sì e qualche volta no ?
Per esempio, perché non l'ha applicato nel caso della profezia dei Maya ?
Anche lì, secondo le condizioni di applicazione di quel principio, dato l'altissimo rischio in gioco (la distruzione del pianeta), Lei avrebbe dovuto (se davvero crede in quel principio, e se ha un minimo di coerenza - o chiedo troppo ?) applicarlo, e quindi abbandonare Rapallo (bella città, complimenti) e recarsi in cima al Kilimangiaro...
Perché non l'ha fatto ?
Glielo dico io perché:
perché il "principio" di precauzione è una buffonata.
Ecco perché.
E Lei, nel suo inconscio, se ne deve essere accorto.
Ha fatto bene a non applicarlo, quel principio del cavolo.
E farà bene anche a non applicarlo in altri casi.
Nella vita vale la generica prudenza, NON il principio di precauzione !
Quanto ai figli, L'assicuro, io ci tengo quanto Lei tiene ai Suoi. Solo che non li rovino per evitare un pericolo bufalesco. E' proprio per assicurare loro un avvenire migliore che combatto contro gente che scirve falsità e sciocchezze.
MI stia bene.
Naturalmente, tutto quello che scrivo risponde alla mia personale opinione, eni limiti delle mie consocenze, per cui invito, come sempre, chi mi legge a documentarsi, e a porsi delle domande e cercarsi di dare delle risposte.
Nel clima, coloro che spacciano conoscenze certe sono degli "spacciatori" (di falsità).
Non fidatevi, affidatevi invece al ragionamento, controllate, verificate, e...ricordate.
Non c'è nulla di meglio per sbugiardare le menzogne, che ricordare cosa veniva detto qualche anno fa, e controllare cosa sia avvenuto, e chi si sia avvicinato di più a quel che poi si è verificato.
Se andate a leggere quel che i sostenitori dell'AGW dicevano anni fa, vi renederete conto di quante falsità ci abbiano raccontato in questi anni !
Secondo me.


Re: Chi decide
13/02/2014 Riccardo Biondi
Salve Sig. Mauri,
le critiche quando motivate sono sempre ben accette.

Per quanto riguarda il rispetto credo debba essere reciproco e sinceramente non vedo per quale motivo io debba rispettare chi non rispetta me e il mio lavoro. Ma sono ovviamente punti di vista.

Il secondo punto non lo condivido affatto. La loro casa è pubblica e il fatto che loro possano decidere cosa viene detto è contestabile.

Sul terzo punto probabilmente ha ragione, anche se credo che non sia in questi forum che la gente possa capire certe cose, ma a scuola.

Lei riesce a rispondere solo alle cose che hanno senso e fa benissimo, io purtroppo non ci riesco e mi fa incazzare il fatto che i la gente giochi sui cambiamenti climatici come una battaglia politica e sociale (destra, ricchi ...) ... ha ragione devo imparare a rispondere solo alle cose che hanno senso.

Riccardo


Re: Chi decide
03/02/2014 Romeo Mauri
Sig. Biondi, mi scusi ma, secondo me, il suo modo di discutere non va tanto bene. Per 3 motivi.

Il primo e il più importante è che bisogna sempre mantenere un linguaggio e un tono rispettosi.

Il secondo è che anche se dovesse essere trattato in modo scortese, deve pensare di essere entrato in "casa" d'altri, la Libertà di parola non c'entra. In questo luogo decidono i proprietari cosa dire e cosa non dire. E' giusto così. La selezione sul sito la fa il gradimento.

Il terzo è che con questo tipo di atteggiamento lei ottiene sicuramente l'effetto contrario.

Ci rifletta sopra e non me ne voglia per la tirata.

RM


Re: Chi decide
02/02/2014 Riccardo Biondi
come scritto nel messaggio precedente viva la libertà di parola, anche se a voi questa libertà sembra non piaccia per niente, complimenti! Ignorante non è una offesa per nessuno solo una definizione per chi ignora, coglione lo stesso. Cmq non c'era nessun riferimento personale (visto che non c'erano nomi, ne riferimenti a niente che facesse risalire a qualcuno) era solo una considerazione, ma se lo avete cancellato suppongo vi siate sentiti tali. E' molto più offensivo per un ricercatore (cosa che voi ignorate cosa sia) venir definito negazionista solo perchè fa oggettivamente il suo lavoro, che per un ignorante venir definito per quello che è. In questo dibattito le uniche repliche a cose minimamente scientifiche sono state le "idee di destra", "pensiero neoliberista", "detassazione dei ricchi", wow! Fortuna che non siate voi a decidere il mondo che viene ...


Re: Chi decide
01/02/2014 Riccardo Biondi
Oscuriamo l'ultimo messaggio perché contiene insulti personali sia nei termini, sia nel tono. La redazione invita ad esporre dissensi, pur radicali, con rispetto delle altrui posizioni, evitando rigorosamente gli attacchi personali


Re: Chi decide
30/01/2014 AB
Auff, davvero mi sono stufato e non risponderò più. Se a qualcuno interessano questi sproloqui buona lettura.
AB


Re: Chi decide
29/01/2014 Romeo Mauri
Rispondo alle cose che hanno senso.

---- il riscaldamento globale (GW) è una bufala perpetrata da attivisti che vogliono imporre il socialismo (un'eco di ciò si è sentito anche qui),

Il riscaldamento globale (GW) degli ultimi 30 anni è un fatto vero registrato nel tempo con strumenti vieppiù raffinati.
Si va dai termometri delle stazioni meteorologiche ai rilevamenti satellitari, e nel compiere le misure i dati raccolti devono essere trattati per evitare errori sistematici.
Il cambiamento tecnologico e di uso del suolo (urbanizzazione o cambio di destinazione) può generare errori nei record storici di cui si deve tener conto.
La versione Catastrofica e Antropogenica del GW viene cavalcata da più soggetti, economici scientifico-istituzionali e politici, al fine di ottenere potere commerciale, decisionale, legale e impositivo oltre a lauti finanziamenti prevalentemente pubblici.
E' altresì un fatto noto che le associazioni ambientaliste gravitino intorno alla sinistra, ma l'appeal rappresentato dal fiume di denaro investibile attrae moltissimo anche le ali conservatrici.

---- il GW è finito e, se non lo è, è causato da cicli naturali,

Il GW ha finito di crescere da 18 anni e questo è scritto nei principali data record internazionali delle temperature medie globali. Comunque oggi non è dato sapere con certezza cosa farà il clima in futuro e quanto ne sia condizionato dall'Uomo.

---- la Terra ha capacità di recupero,

Probabilmente molte più di quelle che ci vogliono far credere e ci sono ottimi esempi.

---- è meglio addttarsi al GW che contrastarlo,

Probabilmente sì, dato che l'immissione di CO2 in atmosfera continuerà a crescere a livello globale.

---- il GW è causato dalle macchie solari e dai vulcani,

Il GW trova forti correlazioni (dipende poi dai punti di vista degli studiosi) con l'attività solare. Ma, nella Scienza, Correlazione non significa Causazione, occorre formulare ipotesi e testarle per avere una teoria scientifica come si deve. La PEG, Piccola era Glaciale, è stata coincidente con buona approssimazione a un profondo minimo di attività solare. Ma potrebbe essere solo una coincidenza.
I vulcani esercitano un forcing climatico di breve durata e di piccola ampiezza (dipende però molto dalla magnitudine delle eruzioni).

---- i modelli matematici sono inaffidabili

I modelli climatici catastro-antropo-CO2-centrici avevano previsto un trend di aumento che non si è verificato negli ultimi 18 anni ed hanno fallito al punto che anche le istituzioni che li difendevano a spada tratta ora sono in grave imbarazzo.
Sono talmente inaffidabili che hanno bisogno dell'aiutino ipocrita, come l'effetto a "senso unico" della PDO di cui s'è parlato in precedenza.
L'errore probabilmente è stato commesso considerando la CO2 come responsabile al 95% del GW e trascurando o sottovalutando altre forzanti naturali e soprattutto i feedback, che sono la reazione del sistema alle perturbazioni.
Immaginare infatti che i feedback fossero prevalentemente positivi conduceva i modelli a una catastrofe più rapida atta a giustificare il "send money please".
Per esempio se un aumento delle temperature riduce l'albedo globale (capacità di riflettere l'energia radiante) ciò costituisce un feedback positivo che amplifica la perturbazione, ma se invece l'albedo aumenta, allora il feedback è negativo e il sistema smorza la perturbazione.
Al momento non è noto se l'albedo globale sia in calo o in crescita, ma le temperature sono stabili da 18 anni mentre la CO2 continua ad aumentare in modo costante.
Mentre si punta il dito contro la CO2 e si narrano le storie più inverosimili collegandole al GW, non è stato fatto un passo avanti nella misura della sensibilità climatica (alla CO2 o quant'altro).
La sensibilità climatica è il fattore chiave e fin tanto che su questo non c'è confidenza, sarà molto difficile fare previsioni, specialmente per il futuro... ma possiamo fare delle dichiarazioni alla Dott.Trenbert:
"So we have to offer up scary scenarios, make simplified, dramatic statements, and make little mention of any doubts we might have. Each of us has to decide what the right balance is between being effective and being honest."
Che traduco:
"Dobbiamo offrire scenari spaventosi, fare dichiarazioni semplificate e drammatiche, senza far trasparire i dubbi che potremmo avere. Ognuno di noi deve decidere il giusto equilibrio tra l'essere efficaci e l'essere onesti."

Brrr, rabbrividiamo

Compitino: goggolare "Climategate"

RM


Re: Chi decide
29/01/2014 AB
L'animosità con cui i negazionisti dei cambi climatici dovuti alle emissioni inquinanti di CO2 (Al Gore riferisce le posizioni largamente prevalenti nella comunità scientifica) è davvero insopportabile e se ha fatto cadere anche me nella trappola della polemica me ne scuso con i lettori. Tuttavvia faccio notare che non ha alcun senso attaccare me come se fossi co-autore del libro. Il fatto è che le posizioni che vi si esprimono forniscono, giuste o sbagliate che siano, forniscono un quadro di insieme delle sfide che stanno di fronte all'umanità con una visione globale che nessuno sembra più avere. Per questo torno a consigliarne caldamente la lettura.
E' anche interessante notare che Gore, dopo un'ampia esposizione del problema, nota come le posizioni negazioniste sul clima si saldino con le altre proprie della destra su altri temi tipici del pensiero unico neoliberista per costituire un unicum ideologico: meno regole e meno governo, detassazione dei ricchi, bontà della povertà e dell'ineguaglianza perché stimolerebbe le persone e l'economia ecc ecc (ossia le politiche iniziate con Pinochet Thacher e Reagan che hanno portato al disastro l'Occidente e che la maggioranza degli esseri umani sta ancora pagando e pagerà a lungo). Sul tema delle emissioni Gore elenca una serie di posizioni su cui marciano compatti i numerosissimi "bugiardi a pagamento" al soldo del sistema industriale basato sulle emissioni inquinanti (oggi ancora largamente prevalente):
- il riscaldamento globale (GW) è una bufala perpetrata da attivisti che vogliono imporre il socialismo (un'eco di ciò si è sentito anche qui),
- il GW è finito e, se non lo è, è causato da cicli naturali,
- la Terra ha capacità di recupero,
- è meglio addttarsi al GW che contrastarlo,
-il GW è causato dalle macchie solari e dai vulcani,
- i modelli matematici sono inaffidabili
e altre decine di argomenti falsi e contraffatti dati in pasto all'opinione pubblica (come hot dog con senape, attraenti perchè inducono a pensare che non c'è bisogno di cambiare le proprie abitudini) principalmente attraverso la televisione e a innumerevoli altri strumenti, secondo quella che l'esponente democratico definisce "la politica della divisione". Dopo la crisi economica questi nostri simpatici coinquilini del Pianeta, per difendere i loro interessi riusciranno a causare anche il collasso dell'ecosistema che fino ad ora ci ha permesso di vivere e prosperare come specie? Perchè questo è in ballo secondo un personaggio di rilevanza mondiale come Al Gore.
C'è da chiedersi allora: è importante che i cittadini si interessino a questi temi o è meglio che li lascino nelle mani di grandi e piccoli padreterni che pensano di saperla lunga? Per chi vuole iniziare a informarsi, senza essere specialisti come alcuni dei nostri autorevolissimi lettori ma neppure mangiatori di hot dog al veleno,il lavoro (autorevole e documentatissimo) di Al Gore è uno degli strumenti migliori che ci sia sulla piazza.
AB
Ps: chissà se con questa tirata il vecchio Al mi gratificherà con qualche buona royalty.


Re: Chi decide
28/01/2014 Riccardo Biondi
Non conosco Romeo Mauri, ma quello che dice è
assolutamente corretto e i suoi tecnicismi sono probabilmente privi di interesse perché vi piace pensare che abbiate ragione solo voi con i vostri non tecnicismi basati sul nulla. Rispondere con un chi "ti credi di essere" è piuttosto idiota, soprattutto considerando da quale pulpito vengano fatte certe considerazioni.
Sicuramente l'analisi fatta sulla PDO ha le sue ottime basi scientifiche, come d' altronde anche tutti modelli che adesso non riescono più a rappresentare la realtà. La PDO può essere una con-causa delle variazioni delle temperature, ma potrebbe non essere l' unica causa o la maggiore, non si possono prendere singoli articoli ed attribuirgli la verità assoluta. La ricerca si basa sulle conoscenze che si hanno al momento e può esser completamente ribaltata avendo a disposizione nuove misure e nuove tecniche.
Penso di avere abbastanza titoli per poter dire certe cose, chiedetevi pure "chi ti credi di essere", sono sicuramente uno che ci capisce qualcosina più di voi e di Al Gore.
Adalberto, addirittura attribuire alla CO2 la responsabilità di calamità e catastrofi fa abbastanza ridere. Quali sarebbero queste catastrofi provocate dalla CO2?! Sicuramente l'inquinamento (CO2 inclusa) è un problema da evitare e mitigare, ma perché dovergli per forza attribuire tutte le colpe?!
Ci sono molti autorevoli scienziati ritenuti scettici che hanno teorie diverse, scientificamente altrettanto valide, non sono milionari grazie ai produttori di CO2 e sono molto più ambientalisti dei non scettici (vd. Svensmark e il suo gruppo). E poi perché ritenere un business solo la produzione della CO2? Chi "produce" la CO2 oggi è anche il maggior produttore di energie alternative che è un business altrettanto attraente e remunerativo ...
Aprite gli occhi e cercate di essere obiettivi, ma soprattutto imparate ad ascoltare chi ha studiato e studia certe cose piuttosto di creare le vostre teorie sul nulla.
In bocca al lupo per le vostre future scoperte sui cambiamenti climatici!


Re: Chi decide
25/01/2014 Aleksiej Comnen
Non conosco i dati nel nuovo libro di Gore, ma mi auguro che l'autore sia stato più rigoroso di quanto lo fu nel famigerato film (si veda la sentenza linkata nel mio precedente commento) di qualche anno fa.
In ogni caso mi sembra che dagli ultimi studi siano NASA e NOAA a non vedere variazioni significative, se non negli ultimi 18, almeno negli ultimi 10 anni: http://www.nasa.gov/sites/default/files/files/NOAA_NASA_2013_Global_Temperatures_Joint_Briefing.pdf


Re: Chi decide
25/01/2014 AB
Ecco, nel caso del nostro simpatico lettore Mauri la domanda giusta sembra proprio essere un bel “ma chi ti credi di essere”. Per mia parte non continuerò a polemizzare con lui dato che le sue convinzioni mi sembrano tecnicismi privi di interesse e per giunta conditi da una dose di insopportabile arroganza. La buona notizia è che mentre i presunti padreterni tentano di sfoggiare la loro incommensurabile superiorità su chiunque, persona fisica o istituto di ricerca non la pensi come loro, l’Unione Europea ha trovato proprio in questi giorni un accordo per ridurre del 40% le emissioni di CO2 e aumentare al 27% la quota delle rinnovabili entro il 2030. Chissà come mai si stanno ponendo questo problema, forse perchè sono tutti una massa di ignoranti. C’è chi dice che sia stato un accordo inferiore alle aspettative e chi ritiene che sarà difficile attuarlo, ma la direzione per fortuna è quella. Come dice anche Al Gore nel suo bel libro, è di vitale importanza per tutti noi che le istituzioni rappresentative abbiano una visione del futuro, sappiano sottrarsi all'influenza di corporazioni e lobby per tornare a essere espressione del bene comune.
AB


Re: Chi decide
24/01/2014 Aleksiej Comnen
Una scomoda sentenza:
http://www.bailii.org/ew/cases/EWHC/Admin/2007/2288.html


Re: Chi decide
24/01/2014 Romeo Mauri
Glielo dico subito sig. Caravita.

Perchè lei sbaglia affermando che: "Sicuramente le prenderanno in considerazione".

E, se le va, visto che è lei che lo afferma, tocca a lei anche l'onere della prova.

Comunque grazie.

RM

PS
Ovviamente la sua domanda è capziosa dato che non entra nel merito dell'argomento della discussione ma tenta di insinuare senza dirlo esplicitamente un bel "chi ti credi di essere?".


Re: Chi decide
24/01/2014 Beppe Caravita
Mi perdoni sig. Mauri,

Perchè non invia allo Scripps Institution of Oceanography o alla redazione di Nature le sue decisive considerazioni sulla Pdo? Sicuramente le prenderanno in considerazione, magari cancellando la ricerca pubblicata.


Re: Chi decide
24/01/2014 Romeo Mauri
Salve

La "scusa" della PDO è stata anticipata nel mio primo commento anche se non l'ho nominata perchè mi sembrava un filo troppo per esperti.
Le faccio presente allora che la PDO (con la controparte atlantica AMO) è un fatto noto da più d'un secolo che però i modelli (prodotti da color che tutto sanno) hanno bollato in passato come irrilevante al pari di altre quantità fisiche. Questo forse perchè accusando la CO2 fossile antropica pensavano di fare un ottimo affare.

Adesso provo a fare un ragionamento logico, non a suo beneficio (tempo sprecato, come dice lei) ma per gli altri eventuali lettori che volessero togliere i filtri ideologici dal cerebro.

Se la PDO è un'oscillazione multidecadale essa si ripresenterà a fasi alterne ogni qualche decina d'anni (circa 30).

Ciò significa che potrà scaldare il pianeta in fase calda e lo raffredderà in fase fredda.

La PDO ha dunque appiattito la curva di risalita delle temperature per gli ultimi 18 anni.
Degli 0,2°C di aumento previsto per decade, ne abbiamo visti solo 0,04°, ampiamente sotto la soglia del rumore di fondo.

In precedenza la PDO ovviamente era in fase calda.

La cosa imbarazzante è che le temperature sono salite "rapidamente" negli anni ottanta, se dobbiamo dar credito allo studio citato, anche sotto la spinta della PDO.

Questo annichilisce i sostenitori del trend di salita senza precedenti sempre e comunque, perchè al netto della PDO il trend di aumento delle temperature avrebbe assunto valori molto modesti e compatibili con la variabilità climatica secolare di cui abbiamo dati storici.

Ora la domanda è: Perchè la PDO vale quando le temperature non crescono e invece non vale quando crescono.

La risposta è: tecnica dei due pesi e due misure meglio nota come ipocrisia. Il sale della politica, la rovina della Scienza.

Guardi Belfiore, mi dispiace maltrattarla così, però purtroppo quanno ce vo' ce vo'.

Le dirò di più, con molta franchezza. Lei non ha fatto altro che infarcire i suoi interventi e l'articoletto stesso con riferimenti ai buoni e ai cattivi secondo il suo metro. Quando l'ho fatto io in maniera del tutto tranquilla e ironica e rimanendo nel seminato, ha avuto un attacco di bile. Anche questa è la tecnica dei due pesi e due misure...

Sogni d'oro

RM


Re: Chi decide
24/01/2014 adalberto
Gratta gratta viene fuori: mostrami uno che si oppone all’aumento incontrollato della CO2 e nel 90% dei casi ti mostrerò un reazionario. Infatti un politico onesto che si occupa dell’ambiente in modo che la comunità internazionale riesca a prendere decisioni opportune per la tutela del nostro delicato ecosistema viene subito messo sotto mira delle critiche più capziose di gente che probabilmente pensa ai Bush come gran presidenti. Agli occhi dei reazionari infatti gente come Arafat, Obama, Gore e quant’altri sono peggio di una fumata nera degli impianti a carbone o petrolio che a loro sembrano ineluttabili come la nostra società basata sull’arricchimento smisurato dei ricchi, la distruzione dei ceti medi e la condanna per fame di un terzo dell’umanità. A proposito dell’aumento delle temperature forse leggendo il succo dello studio di Shang Ping Xie dello Scripps Institution of Oceanography (trova il link in un'altra nota appena postata qui sotto) forse si renderà conto della falsità (in senso scientifico) dell’idea che l’aumento si sia arrestato. Secondo questo recentissimo studio si tratta invece di un’oscillazione prima della rapida ripresa della crescita. E se continuasse l’attuale trend di emissioni, alla fine di questa oscillazione (della durata presunta di una decina d’anni) molti scienziati, certo quelli a cui fa riferimento il libro di Al Gore, sostengono che i cambiamenti sarebbero già irreversibili e potrebbero mettere addirittura in forse la stessa sopravvivenza della civiltà umana come la conosciamo. Questo è ciò che dicono gli studi più recenti e che l’ottimo libro di Gore cerca di portare a conoscenza della pubblica opinione, non io che a differenza di lei non sono nessuno. Ma la gente come lei e forse come l’altro simpatico lettore non se ne da pena e parla di preconcetti ambiental-socialisti. Che bravo, peccato che non abbia tirato fuori anche quelli ecological-comunisti, o climatico-anarchisti. Siete davvero dei simpaticoni, peccato che facciate così presto a gettare la maschera, potreste divertirci ancora un bel po’.


Re: Chi decide
24/01/2014 beppe caravita
Il significato del contenuto del link che ho posto sotto è più o meno questo. Dopo almeno tre decadi di crescita accelerata delle temperature globali, e parallela crescita della C02 atmosferica, dal 1998 in avanti le temperature hanno smesso di crescere, quantomeno nella misura prevista dai modelli del riscaldamento globale.
Intanto però la concentrazione di Co2 nell'atmosfera continua imperterrita. Segno che la Co2 non c'entra con il riscaldamento globale? Mah, nessuna prova al riguardo. In realtà dal 1998 ad oggi si è sviluppato un fenomeno di raffreddamento del Pacifico, la Nina, o Oscillazione Pacifica Decadale di ampiezza (presunta) ventennale che sta contenendo (in parte) le temperature globali.
In sostanza: abbiamo dieci anni di tempo per mettere a posto e in sostenibilità il pianeta. Poi il ciclo del riscaldamento ripartirà. Il Padreterno ci ha concesso una breve proroga. Questo ci dicono al momento le nostre conoscenze.


Re: Chi decide
24/01/2014 beppe caravita
Sul paradosso delle temperature globali consiglio questo link: http://blog.focus.it/effetto-terra/2013/08/29/ecco-perche-la-temperatura-della-terra-non-cresce-piu/

E' l'ultima ricerca in materia e mi pare significativa. Abbiamo circa 10 anni perchè il riscaldamento riparta.


Re: Chi decide
24/01/2014 Romeo Mauri
Gent. Sig. Belfiore.

Mi scuso per la lunghezza del post precedente, ma c'era molto da dire e quello che ho scritto seppur sinteticamente è solo una piccola parte dell'argomento.

Purtroppo le confermo che i dati di Gore, se presentano un aumento delle Temperature negli ultimi 18 anni, sono errati. Quindi la premessa di Ganavion è corretta ed altrettanto il suo ragionamento.
Anche se Gore si presenta come un paladino dell'ambientalismo scientificamente supportato, non ha nessuna qualifica scientifica da esibire, è infatti laureato in "government" ad Harward. Altrettanto dicasi per il presidente dell'IPCC Dott. Ing. Rejendra Pachauri (ing. Ferroviario).
Il Nobel ricevuto da Gore è per la Pace, evidentemente non si nega a nessuno se l'hanno dato anche ad Arafat per aver detto di voler smettere di fare attentati e a Obama per il fatto di essere nero di colore.
Allora se il cittadino è indotto a farsi un idea della realtà leggendo il curriculum di uno che col clima c'entra come i cavoli a merenda, temo che i preconcetti (di cui si ritiene che gli scettici come me siano intrisi ) alberghino invece nei credenti "a prescindere" come lei.

Lei scrive anche:"Ma evidentemente l'interesse per affermare la bontà delle emissioni inquinanti è predominante"
Lo trovo offensivo. Mi piacerebbe sapere cosa intende. Per emissione inquinante per esempio. Le do una notizia: E' in atto un progetto politico targato ONU volto a far dichiarare inquinante la CO2. Si potrebbe fare lo stesso per l'H2O?
E poi chi ha interesse? Lei lascia in sospeso, parla di me? Cosa crede che stia respirando io attualmente? O pensa che sia un filino tonto?
Mi domando, cosa sarebbe successo alle foreste se non avessimo usato il carbone per l'energia e il cemento per le costruzioni? Facciamo tutto con le rinnovabili? Faccia funzionare un centro siderurgico o un cementificio con le rinnovabili, poi ne parliamo. Se escludiamo l'idroelettrico, le inaffidabili rinnovabili, cubano un 10% a essere ottimisti, col pregio della discontinuità e con la necessità di avere un backup turbogas a fianco e un aiutino enorme di incentivi fiscali pagati in bolletta dal popolo.
Sa cosa succede Belfiore? Succede che tutto quel che s'è scritto in termini "scettici" in questo topic, lei l'ha rigettato in blocco, senza pensarci un attimo, ed ha reiterato intatto lo stereotipo dei preconcetti ambiental-socialisti.
Non me ne voglia, ma sono quasi d'accordo con lei sull'ultima frase che ha scritto riguardo al perder tempo, cioè che probabilmente non ne varrebbe la pena, se a leggere fosse solo lei...

Saluti

RM


Re: Chi decide
23/01/2014 adalberto
Gentile sig. Ganavion,
innanzitutto la ringrazio per il tu con cui mi gratifica malgrado non mi risulti averla mai conosciuta. Nel merito, mi sembra che il suo ragionamento parta da una premessa falsa e dunque non abbia un grande valore, cioè che il rialzo delle temperature si sia fermato. Questo, oltre che dalla comune esperienza, è un dato che viene contestato statistiche e rilevamenti alla mano nel libro che ho portato all'attenzione dei lettori. Tutto il contrario: secondo l'autore assistiamo invece a un drammatico e appunto rapidissimo aumento delle medesime. Per parte mia, lo ripeto, non essendo un grande esperto come probabilmente lo è lei, però nemmeno millantando di esserlo, mi limito a indicare ai lettori il libro di Al Gore come un'ottima opera di divulgazione di temi di interesse globale, che si avvale del lavoro e degli apporti di un grande quantità di esperti di rilevanza mondiale. Vale la pena di ricordare ai nostri lettori anche che il problema del GW è solo uno dei tanti che vengono trattati nel libro, come ho cercato di illustrare nel mio articolo. Ma evidentemente l'interesse per affermare la bontà delle emissioni inquinanti è predominante. Purtroppo il cittadino comune per forza di cose è costretto a farsi un'opinione in base all'attendibilità della fonte. E Al Gore mi sembra che, per formazione, carriera, posizioni, cultura, integrità ecc ecc, sia una delle fonti migliori sul mercato. Almeno un pò più, ad esempio dei Bush, petrolieri, guerrafondai e boicottatori degli accordi di Kyoto. Se invece ritiene uno dei migliori esponenti della cultura liberal un pericoloso impostore, buon per lei. E buon per lei (e per tutti) se i 90 milioni di tonnellate di CO2 che vengono immessi nell'atmosfera ogni giorno (ogni giorno, capite?) non sono un problema. Si vede che possiamo tranqullamente andare avanti così, perchè preoccuparsi? E lo scioglimento dei ghiacci? Mica siamo pinguini o peggio orsi bianchi. E le crescenti calamità e catastrofi? Ho casa a Rapallo, mica a Dakka o Calcutta. E la possibilità di investire in tecnologie pulite invece di spenderle per sviluppare il "fracking" divoratore di acqua? Già e poi cosa ci metto nel SUV? E i pozzi sotto quel che resta della calotta polare artica (location dove in caso di disastri come quello causato dalla BP nel Golfo del Messico non ci sarà neppure la possibilità di intervenire)? Acqua passata, chi se ne ricorda più, ora staremo attenti. Avrà capito che non mi rivolgo tanto a lei adesso, caro sig.Ganavion, quanto ai lettori in buona fede: magari non sarete d'accordo, ma leggetelo quel libro, perchè potrebbe essere un buon vaccino contro la mancanza di visione globale a cui abitualmente siamo condannati. Proviamo a pensare anche al futuro dei nostri figli, basandoci magari, da buoni padri di famiglia, sul principio di precauzione. Macché, per i veri scienziati sono quisquilie e pinzillacchere da liquidare con un pò di saccente arroganza. Le confesso una cosa: l'unico dispiacere è essere costretti a stare sulla stessa barca di persone ben informate, sagge e lungimiranti come lei. E accetti un consiglio: non perda più il suo prezioso tempo a scrivermi, non ne vale la pena.
AB


Re: Chi decide
23/01/2014 Ganavion
Adalberto, parli di "rapidità"; immagino e spero che tu sia in buona fede, altrimenti non perderei il mio tempo a scriverti.
Vedi, è proprio la "rapidità" che dovrebbe farti riflettere.
Un certo livello di CO2 avrebbe riscaldato il pianeta, e molto velocemente nelle ultime tre decadi circa del secolo passato.
Ora mi rivolgo alla tua buona fede e alla tua intelligenza... non rispondere subito, prima pensaci su:
come mai ora che la CO2 è "ulteriormente aumentata" questo aumento di temperatura si è fermato ?
Una quantità di CO2 minore scaldava con velocità mai vista prima (su questo punto ci sarebbe da discutere, perché questa affermazione è arbitraria e senza fondamento scientifico)....
e una quantità "maggiore" non fa aumentare ulteriormente la temperatura ?
Non credi che ci sia qualcosa che non giri nel ragionamento catastrofista antiantropico ?
Vorrei poi farti rilevare che i soldi a disposizione dei catastrofisti sono IMMENSAMENTE di più dei pochi soldi che girano tra gli scettici (mai visto un soldo, per quel che mi riguarda...)
Quindi non parlare di soldi, per favore, altrimenti ti sommergo di dati sui soldi che vengono profusi ai catastrofisti, a iniziare dai finanziamenti di studi assolutamente inutili e ditte che falliscono appena finiscono gli incentivi...
ci sono ormai decine e decine e decine di clamorosi esempi.
Poi, mi rivolgo alla tua intelligenza perché tu ti ponga questa domanda, e trovi una risposta:
come mai dovrebbero spaventarci 400 ppm di CO2, quando negli ultimi 600 milioni di anni (hai idea di quanto siano ? sono 750 volte gli 800 mila anni che citano i catastrofisti...) le ppm di CO2 sono state in media 1300 ?
Ed è un dato non contestato da nessun catastrofista...
http://www.geocraft.com/WVFossils/PageMill_Images/image277.gif
pensaci, Adalberto, pensaci


Re: Chi decide
23/01/2014 Ganavion
Adalberto, parli di "rapidità"; immagino e spero che tu sia in buona fede, altrimenti non perderei il mio tempo a scriverti.
Vedi, è proprio la "rapidità" che dovrebbe farti riflettere.
Un certo livello di CO2 avrebbe riscaldato il pianeta, e molto velocemente nelle ultime tre decadi circa del secolo passato.
Ora mi rivolgo alla tua buona fede e alla tua intelligenza... non rispondere subito, prima pensaci su:
come mai ora che la CO2 è "ulteriormente aumentata" questo aumento di temperatura si è fermato ?
Una quantità di CO2 minore scaldava con velocità mai vista prima (su questo punto ci sarebbe da discutere, perché questa affermazione è arbitraria e senza fondamento scientifico)....
e una quantità "maggiore" non fa aumentare ulteriormente la temperatura ?
Non credi che ci sia qualcosa che non giri nel ragionamento catastrofista antiantropico ?
Vorrei poi farti rilevare che i soldi a disposizione dei catastrofisti sono IMMENSAMENTE di più dei pochi soldi che girano tra gli scettici (mai visto un soldo, per quel che mi riguarda...)
Quindi non parlare di soldi, per favore, altrimenti ti sommergo di dati sui soldi che vengono profusi ai catastrofisti, a iniziare dai finanziamenti di studi assolutamente inutili e ditte che falliscono appena finiscono gli incentivi...
ci sono ormai decine e decine e decine di clamorosi esempi.
Poi, mi rivolgo alla tua intelligenza perché tu ti ponga questa domanda, e trovi una risposta:
come mai dovrebbero spaventarci 400 ppm di CO2, quando negli ultimi 600 milioni di anni (hai idea di quanto siano ? sono 750 volte gli 800 mila anni che citano i catastrofisti...) le ppm di CO2 sono state in media 1300 ?
Ed è un dato non contestato da nessun catastrofista...
http://www.geocraft.com/WVFossils/PageMill_Images/image277.gif
pensaci, Adalberto, pensaci


Re: Chi decide
23/01/2014 adalberto
E meno male che ha finito, gentile sig. Mauri, perchè aveva esordito dicendo che sarebbe stato succinto. La ringrazio comunque per il suo dotto commento e anche per ricordare al mondo che quel mistificatore di Al Gore non divide con me la sua montagna di dollari.

Faccio notare a lei e a tutti i lettori che nel pezzo ho solo cercato di riassumere i temi principali trattati dal libro (di cui continuo caldamente a consigliere la lettura, specialmente alle persone senza preconcetti) e ho solo fatto alcune osservazioni non attinenti ai temi scientifici.
Continuate a gratificarci con il vostro interesse.
Cordiali saluti a lei e a tutti(ma non ai poveri esseri confusi che sanno solo insultare)
AB


Re: Chi decide
23/01/2014 Romeo Mauri
Buongiorno.
Tenterò di rispondere concisamente alle parti (in grassetto) a mio avviso più interessanti.

1- Mente globale: collega istantaneamente miliardi di persone e dà qualche speranza di veder

aumentato il potere della pubblica opinione (e degli interessi colletivi) riguardo alle decisioni globali.

La pubblica "opinione" è da sempre manovrata da quelli che oggi chiamiamo "opinion makers".

Trattando di "opinioni" va da sè che convincere molti di un'idea sballata è molto democratico ma

non rende giusta tale idea. Soprattutto in campo scientifico.

2- genetica che addirittura “mette l'evoluzione nelle mani dell'uomo”.

L'Uomo è prodotto dal braccio armato di Madre Natura, l'Evoluzione, ne consegue che l'Uomo

agisce secondo natura qualsiasi cosa faccia. Come ogni altro vivente che cerca di modificare

l'ambiente a suo favore (in realtà a favore della replicazione dei suoi geni secondo R.Dawkins).

3- il rapido esaurirsi delle risorse naturali

Tanto rapido non è, visto che negli anni 60/70 era "previsto" che di petrolio oggi non ce ne sarebbe

più stato, e che, tra l'altro, era in arrivo l'era glaciale, saremmo morti di freddo.
Dimenticate le previsioni passate oggi prevedono che moriremo di caldo ( john holdren e altri). Va

detto che il trentennio precedente aveva prodotto un forte trend di raffreddamento globale, a cui

immancabilmente fece seguito l'impennata degli anni 80/90. Adeguarsi era d'obbligo, ca va sans

dire, l'importante è fornire all'opinione pubblica qualche "scary scenarios". Così il buon

Dott.Trenbert:"So we have to offer up scary scenarios, make simplified, dramatic statements, and

make little mention of any doubts we might have. Each of us has to decide what the right balance is

between being effective and being honest."
E siccome non basta il clima adesso "prevedono" che non ci sarà più acqua (dolce), Una balla

epocale. Ma il discorso necessita di troppo tempo.

4- "potentissime capillari campagne di disinformazione condotte dalle lobby dei “produttori di CO2”

Penso che nessuno "qui" abbia la minima idea del fiume di denaro privato ma soprattutto pubblico

che finanzia e supporta il circo del Global Warming Antropogenico che adesso si chiama Climate

Change o Climate Disruption dato che di "warming" non ce n'è più da 18 anni (lo ammette l'IPCC).
Una domanda. Vi ricordate di aver mai visto un documentario o letto un articolo che mettesse in

dubbio la vulgata corrente del riscaldamento globale? Dov'è tutta questa "disinformazione" di

massa? La realtà è che gli scettici sono 2 o 3 ordini di grandezza sotto il mainstream, sia come

copertura che come finanziamento. E li chiamano "negazionisti", con un atto di bullismo mediatico.

Se qualcosa li salva dall'estinzione è proprio la Rete... Come gli acrobati.
La CO2 (Il gas della Vita non della Morte) è stata in atmosfera con concentrazioni 10 volte e più di

quelle attuali, e i SUV, 1 milione d'anni orsono, non li avevano inventati ancora.
La storia climatica del pianeta è ricostruita attraverso i "proxy" che si "spera" rappresentino

decentemente le fluttuazioni dei parametri da misurare (Temperatura, Concentrazione di Gas etc).
Oggi non è facile ottenere misure di temperatura al centesimo di grado con i termometri più precisi,

figuriamoci misurare quelle di mille anni fa valutando gli anelli degli alberi (L'Hockey Stick di Mann).
Il clima è sempre cambiato, ma sembra che non l'abbia mai fatto. Gli eventi estremi sono il nuovo

cavallo di battaglia. Non c'è giornalista che non ne parli, ma pare che in realtà non ci sia nessun

trend statisticamente significativo che lo dimostri. E l'IPCC è d'accordo, seppure a denti stretti come

per la temperatura degli ultimi 18 anni. Ma la cosa, ovvio, non fa notizia.
Sembra che solo oggi ci siano le alluvioni, ma se vi deste la pena di fare una ricerca su internet ne

scoprireste delle belle.
Certo è facile dire che i danni (in denaro) sono aumentati, omettendo che tutto è aumentato, sia

come utilizzo che come valore aggiunto. Le Assicurazioni speculano assai su questi rischi e sugli

assessment legali connessi al climate change.
Ma allora perchè la Scienza non fa chiarezza? Perchè la Scienza non è la stessa cosa degli

scienziati. Gli scienziati sono esseri umani. Fallibili, corruttibili e ricattabili.
La Scienza è un prodotto della cultura umana. La Scienza deve essere falsificabile in senso

popperiano, altrimenti non è Scienza. Guardacaso la Teoria del GW Antropogenico (da CO2 fossile)

fa "predizioni" usando modelli matematici ma rifiuta di sottoporsi all'esame dei fatti.
Predizioni smentite dalle osservazioni degli ultimi 18 anni, che si fa, si butta? Noooo...Si rivede il

modello affinchè rappresenti meglio l'andamento osservato, l'importante è che la CO2 fossile resti la

Causa e che tra 20, 40 o 80 anni "preveda" certamente il Disastro. Vanna Marchi Docet.
E non è nemmeno vero che gli scienziati siano tutti o quasi d'accordo, ma "passa" il contrario

supportato da pubblicissime e scientificissime "survey" dove si chiede a 10000 ricercatori di che

colore fosse il cavallo bianco di Napoleone. Rispondono in 3000, ne selezionano 75 e nemmeno su

quelle riescono ad avere l'unanimità. Solo il 97,3% è d'accordo, per 2 il cavallo di Napoleone

evidentemente era grigio.
Perchè la CO2 fossile? Per soldi, tanti soldi. Energia. Come dice lo spot? "... Nooo non questo

(benessere)".
Dobbiamo fare un altro benessere, o il benessere di qualcun altro.
Se crei una penuria di un bene, tanta gente dovrà spendere di più per averlo.
Allora no al carbone, al nucleare, al fracking, al petrolio...
Così gli sporchi petrolieri moriranno di fame? No, solo venderanno a un prezzo più alto un bene

artificiosamente divenuto scarso.
La climatologia è una Scienza giovane, ma la presunzione di certi guru non ha limiti. La Scienza non

è democratica, non è affar suo. Che questi guru sbandierino il "consenso" del 97,3% non sposta il

problema che i modelli hanno fallito, e che l'Osservazione batte sempre la Teoria.
Qualcuno se n'è accorto? Sì, parecchi ma non si sa, non si dice, non sta bene.
2 nomi: Judith Curry e Freeman Dyson, google please.
Si dice invece che le forze oscure del male petrolifero finanziano la disinformazione.
E' assai più vero il contrario, la disinformazione la fa Al Gore, insieme a una montagna di dollari.
(che non divide con Belfiore)
Ho finito.

PS

Questi articoli che poi invariabilmente si concludono con un attacco a Berlusconi (e a Renzi), a

prescindere, direbbe Toto', sortiscono sempre in me l'effetto opposto.

Sogni d'oro.


Re: Chi decide
23/01/2014 Riccardo Biondi
Ahahah i produttori di CO2 :-) Forse il Sig. Belfiore non sa che solo utilizzando il suo pc o utilizzando internet produce inutilmente tanta CO2. Ma a parte queste cavolate, se studiasse un pochino prima di scrivere certe cavolate, scoprirebbe che più la ricerca va avanti, minore è il contributo che viene attribuito alla CO2 per il GW. A dire il vero analizzando i dati degli ultimi tempi sembrerebbe che tale contributo sia molto basso.
Forse potrebbe essere interessante per il Sig. Belfiore anche parlare con alcuni "estremisti" IPCC che sostengono fermamente l' utilizzo dell' energia nucleare come energia pulita, esistono tante lobby e perchè non considerare quella dei produttori di scorie radioattive?!
I librettini come quello recensito sopra li possono scrivere tutti, basta trovare qualche coglione che li legga e diventano verità assoluta. In Italia si ascoltano solo quelli che vanno in tv o scrivono su topolino, la scienza è un altro mondo ...


Re: Chi decide
23/01/2014 ivan pascoli
poi semmai al limite le lobby sulla Co2 sono quelle finanziarie visto che , forse non lo sa vista la sua ignoranza, la CO2 é quotata in borsa da anni ed é soggetta a speculazioni scandalose, come altri veri giornalisti hanno già denunciato da tempo, da parte dai gruppi finnziari che lestiscono le quote per specularci sopra. E la semplicissima tassa sull'aria che respiriamo, o meglio che espiriamo, di cui tanto si parla tra i cosiddetti qualunquisti. QUello si é uno scandalo, tassare un gas naturale presente naturalmente da sempre nell'atmosfera.


Re: Chi decide
23/01/2014 ivan pascoli
scusi.... il giornalista


Re: Chi decide
23/01/2014 ivan pascoli
LObbi di produttori di CO2?!?! QUesta poi me la deve spiegare... non esiste nessu produttore di CO2, semplicemente tutti i processi industriali e di compbustione in generale producono CO2 , che é un gas naturale fonte di nutrimento primaria per tutta la flora, e poi si producono altri gas e sostanze chimiche velenose di cui a quanto pare non interessa nessuno. Lei purtroppo é una miope invasata, nulla piu di una fanatica religiosa estremista. MI spiace ma vada a studiare se veramente vuole fare la giornalista altrimenti si definisca semplicemente una seguace religiosa e ce ne faremo una ragione


Re: Chi decide
22/01/2014 adalberto
Kary Mullis ha vinto il Nobel per la chimica (sviluppo della tecnica della reazione a catena della polimeriasi) ed è ritenuto un originale (sostiene anche il non-rapporto tra HIV e AIDS). Sugli altri non trovo niente, salvo qualcosa in olandese sul sito Climagate. Non vorrei pensare e parlare male di nessuno, tantomeno di chi non conosco, però la strategia dello struzzo non mi è mai sembrata la migliore: è un fatto (e anche tragica esperienza concreta nelle Filippine, in Bangladesh, in Australia, negli stessi Stati Uniti e Nordeuropa e si potrebbe continuare) che siamo di fronte a eventi estremi sempre più numerosi, diffusi e frequenti. E l'idea che in Groenlandia qualche secolo fa si coltivasse il grano non mi tranquillizza affatto, perchè è la RAPIDITA' dell'impennarsi della curva delle temperature, (due decenni)che viene spiegata con l'impatto dell'attività umana, non i normali cicli più o meno millenari. Senza parlare di tutti gli altri fenomeni che si stanno producendo a cascata. Basterebbe applicare il principio di precauzione per decidere di ridurre le emissioni. Ma le lobby non vogliono e mettono in giro molti autorevolissimi pareri, magari ottenuti con ricche donazioni a studiosi e istituti di ricerca. E con i tempi che corrono mica tutti ci sputano sopra. Non ho una percentuale sulle vendite del libro di Al Gore, ma leggiamolo se vogliamo vaccinarci, almeno noi.


Re: Chi decide
22/01/2014 antonella
Ci sono comunque ricercatori scettici sul ruolo antropico nell'attuale riscaldamento: Tra questi "scettici" vi sono, tra gli altri, anche il premio Nobel Kary Mullis, oltre che ex membri dei vari comitati IPCC come il meteorologo Hajo Smit o Philip Lloyd, nonché fisici dell'atmosfera come Fred Singer, ne parla un premio Nobel non un infante....


Re: Chi decide
22/01/2014 adalberto
Scusate cari, ma sinceramente paragonare Al Gore a Savonarola mi sembra una rara scempiaggione. Che dire poi delle "interpretazioni scietifiche più accreditate" che dimostrerebbero essere l'azione del sole la causa del riscaldamento? Questa è addirittura più che una scempiaggine, è una tautologia di disarmante infantilismo. Quanto al fatto che non sono i protocolli d'intesa a farci respirare meglio... beh, mi viene da pensare che l'azione di confondimento delle lobby della CO2 hanno lavorato bene.
Leggete il libro del Savonarola amici, prima che sul rogo ci finiamo tutti.


Re: Chi decide
22/01/2014 antonella
Inoltre ...quando uno che fa il politico di professione mi viene a dire che lui non appartiene a nessuna lobbies, mi fa un pò sorridere.


Re: Chi decide
22/01/2014 antonella
E' quello che dicevo poc'anzi anch'io. Sicuramente non saranno i protocolli d'intesa a farci respirare meglio, e come dicevo ad Adalberto preferisco Galileo a SAvonarola....Dato che ormai è risaputo che la causa del cd "Global warming" non è da ricercarsi nel co2, secondo le interpretazioni scientifiche più accreditate ma nell'azione del sole e dei raggi cosmici.
E' stato provato che secoli fa in groenlandia si coltivava la vite...Cos'era? un altro global warming?
Comunque leggerò sto benedetto libro di Al Gore


Re: Chi decide
22/01/2014 Paolo Burgio
Forse Al Gore si accorge un po' in ritardo che da decenni i principali organismi internazionali che si occupano di discutere i problemi dell'ambiente e di stabilire protocolli di intesa da sottoporre ai governi nazionali per la salvaguardia del pianeta concludono i loro lavori con slogan più o meno aazzeccati (tipo 20-20-20), ma senza raggiungere alcun concreto risultato, che le potenti lobby dei produttori di CO2 hanno facile gioco quando nessun governo locale vuole affrontare realisticamente il problema della riduzione della CO2 con una seria politica di riduzione del traffico privato, di promozione delle energie alternative, di efficientamento energetico degli edifici, per timore di perdere il consenso dell'elettorato, che andrebbe posto di fronte a scelte precise, senza pretendere di avere la botte piena e la moglie ubriaca. Cominciamo a preoccuparci di quello che possiamo fare noi, qui a Milano, oggi, in termini concreti e possibilemente sostanziali con l'estensione dell'area C, l'efficientamento energetico degli edifici, il potenziamento del trasporto pubblico, lasciando perdere slogan e considerazioni sui massimi sistemi.
Paolo Burgio


 
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