Le avventure radiofoniche di Tre Soldi

tresoldi ciabattini

Siamo lieti di offrire ai nostri lettori, anche grazie alla collaborazione delle Teche Rai, l’ascolto del radiodramma “Il guinzaglio”, primo degli episodi trasmessi da Radio Rai nel 1953, tratto dalle opere di Giuseppe Ciabattini, commediografo e attore toscano.

Grazie all’iniziativa del Sistema Bibliotecario del Comune di Milano, che ha recentemente pubblicato nella collana “Gli ebook della Sormani” tutti i racconti e i romanzi dello scrittore toscano (www.milano.biblioteche.it/opac/detail/view/mi:catalog:1216252), e alla tenacia di Sergio Seghetti, ex bibliotecario della Sormani, z3xmi.it ha ottenuto dalla Rai la possibilità di mettere a disposizione dei suoi lettori il primo degli episodi tratti dall’opera di Ciabattini, andati in onda sulla radio nazionale tra maggio e giugno 1953 per la regia di Claudio Fino, con le voci, tra le altre, di Elio Jotta, Guido De Monticelli, Diego Michelotti e Leda Celani.

Il protagonista del racconto “Il guinzaglio” è Tre Soldi, un “barbone” che vive in una grande metropoli (Milano?) e che si diletta di risolvere, con l’aiuto della sua spalla Boero, casi polizieschi alquanto intricati.

Come da più parti è stato sottolineato, è opportuno notare che i racconti stessi e i personaggi siano anche un esplicito omaggio al film “Miracolo a Milano” (1951) di Vittorio De Sica che, come è noto, è stato quasi interamente girato a Lambrate, sui pratoni di via Valvassori Peroni, sotto la massicciata della ferrovia.

Per l’occasione, ospitiamo, ringraziandolo per la cortesia, un commento di Loris Rambelli, studioso di narrativa poliziesca e autore del fondamentale saggio “Storia del giallo italiano”, Garzanti 1979.



L’atelier di Ciabattini

di Loris Rambelli



Con il recupero del testo radiofonico, trasmesso mercoledì il 6 maggio 1953 sul Secondo Programma della Rai, alle ore 21 e 30 (Compagnia di prosa di Milano, regia di Claudio Fino), ascoltato non senza trepidazione a settant’anni di distanza, possiamo entrare nell’atelier dello scrittore Giuseppe Ciabattini (1884-1962), che affidò alle voci degli attori la presentazione della coppia di personaggi che ormai fa parte della storia del giallo italiano: Tre Soldi e Boero, due clochard, raccoglitori di carta da macero, Sherlock Holmes e Watson sotto mentite spoglie. A Rosa Teruzzi, che insieme con Luca Crovi li ha ricordati di recente al pubblico milanese, hanno fatto pensare a Don Chisciotte e Sancho Panza, e, in questo suo paragone, la Milano del miracolo economico assumerebbe allora il profilo di grande mulino a vento. Strano: nelle avventure di Tre Soldi il duomo di Milano non compare mai: «l’ottava meraviglia», la prima cosa che vede Renzo nei Promessi sposi scendendo dai monti, e che gli fa volgere lo sguardo con nostalgia all’orizzonte in cerca del profilo familiare del suo amato Resegone. Anche Tre Soldi e Boero non sono milanesi, ma hanno scelto Milano come patria di elezione, al pari di tanti immigrati italiani negli anni del dopoguerra.


Buon ascolto.






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