Apeirogon

Un libro complesso che tenta di creare un ponte attraverso due culture accomunate da una tragedia. ()

apeirogon immagineL’apeirogon è, per definizione, un poligono con una serie infinita di lati, così come sembrano poter essere infinite le parole per descrivere il tragico lutto della perdita di un figlio.
Il palestinese Bassam Aramin e l’israeliano Rami Elhanan, oltre a condividere e a convivere in una terra martoriata, hanno subito entrambi una immensa perdita: Abir, la figlia di Bassam, è stata assassinata da un colpo d’arma da fuoco esploso da un giovane soldato israeliano, mentre Smadar è stata vittima di un attentato terroristico di matrice araba.
Intorno a questi due tragici avvenimenti, ripresi da una storia vera, Colum McCann costruisce un racconto complesso, tormentato, suddiviso in 1001 capitoli, con simbolico riferimento a “Le mille e una notte”.
Capitoli, crescenti e discrescenti, di assoluta difformità, alcuni di poche righe o di una riga appena, altri più articolati per argomentare, in parallelo, la differenze/assonanze di due culture diverse di fronte alla disperazione della morte e alle scabrosità della vita.

Le morti delle due ragazzine e le vicende delle due famiglie vengono proposte e riproposte attraverso infiniti dettagli che, in successione, restituiscono tutto il dolore di due popoli lacerati dalla storia.
Da questi episodi, i due padri, che hanno alle spalle esperienze e culture diverse, decidono di andare per il mondo a predicare, semplifichiamo, la pace.
Al di là della ricorrenza narrativa delle due tragiche vicende, il libro offre abbondanti disgressioni sul passato di Palestina e Israele, sulla shoah, sulle infinite angherie subite dal popolo palestinese e sulle ragioni del popolo ebraico.
Si intrecciano anche storie che provengono dal passato, viaggi simbolicamente mitici, il volo degli uccelli, la rabbia, il rancore, la disperazione di chi lotta contro tutto e tutti.
“Apeirogon” di Colum McCann non è un libro da leggere tutto d’un fiato. Si presta invece a essere aperto quando se ne ha l’esigenza, una perfetta opera da comodino da centellinare come un vino d’annata, con parsimoniosa attenzione e partecipazione.

Scrive Michael Cunningham nel risvolto di copertina:”Apeirogon è un libro come non ne avete mai letti. Pensate di scoprire una forma narrativa senza precedenti, intima, vera. La stessa idea di romanzo, di ciò che è capace di contenere, è stata espansa, per sempre”. E gli fa eco Elizabeth Strout:” Un libro meraviglioso. Mi dà speranza, è un regalo”.
Per quanto possano essere condivisibili queste considerazioni, “Apeirogon” merita il viaggio, anche con tutti i suoi limiti, perché offre la possibilità di riflettere sulle vicende di due popoli attraverso il dolore di due persone.
Capitolo 1, prima riga: “Le colline di Gerusalemme sono immerse nella nebbia”.
Capitolo 1, unica riga:” Le colline di Gerico sono immerse nell’oscurità”.


Colum McCann
Apeirogon
Feltrinelli, pagg. 518, € 22


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