Miracoli metropolitani

In scena sino al 31 dicembre all’Elfo Puccini un esasperato apologo politico di Carrozzeria Orfeo. ()

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In un trasandato scantinato in cui arrivano sempre più insistenti i minacciosi effluvi delle fogne, una mal assortita squadra di cuochi prepara improbabile cibo da asporto per una società che là fuori e là sopra sembra ancora faticosamente esistere. L’ultima avventura teatrale di Carrozzeria Orfeo, compagnia di indole iconoclasta attiva dal 2007, riflette sul futuro già presente di una società in disfacimento nella quale sono generosamente proclamati tutti gli elementi contraddittori con cui siamo già abituati a convivere quotidianamente.

La scelta drammaturgica è quella della farsa, dove la carne al fuoco (trattandosi di cucina) è addirittura sovrabbondante, con una recitazione spesso sopra le righe che riscuote il divertimento del pubblico per battute disinvolte e gestualità provocatorie.
In un contesto distopico, ci sono certo elementi su cui riflettere: l’emergenza ambientale, l’immigrazione clandestina, l’istinto di sopravvivenza, lo scontro tra generazioni in un ritmo serrato nel quale si misurano vorticosamente gli interpreti tra cui segnalare quantomeno Beatrice Schiros e Federico Vanni.
Nel finale, la commedia vira in dramma mentre il liquame delle fogne invade la scena, non senza bagliori di speranza, però.

Dice il cuoco frustrato:” Il problema siamo noi, ma non ci arrivate? Il mondo ha quattro miliardi e mezzo di anni, noi siamo qui da trecentomila. Se fai finta che quattro miliardi e mezzo sono ventiquattro ore, vuol dire che noi ci siamo da circa tre secondi. E guarda che cazzo abbiano fatto. E meno male che possiamo usare solo il 10% del cervello, altrimenti pensa che casini avremmo potuto combinare”.
E non c’è bisogno di ricordare che di casini ne abbiamo combinati assai.
La regia collettiva è di Gabriele De Luca, a cui si deve anche la drammaturgia, Alessandro Tedeschi e Massimiliano Setti, anche in scena nei panni di un aspirante suicida.

Dopo “Thanks for Vaselina”, “Animali da Bar” e “Cous Cous Klan”, Carrozzeria Orfeo prova di nuovo a dare una sua interpretazione di questo flagellato mondo. C’è nello spettacolo una vena riconducibile alla locuzione latina “castigat ridendo mores”, del resto di origine teatrale, che lascia l’amaro in bocca ma non abbastanza.
Operazione, almeno questa volta, forse non perfettamente riuscita pur nell’effervescenza di una recitazione coralmente ritmata.
Produzione importante di Marche Teatro, Teatro dell’Elfo, Teatro Nazionale di Genova e Teatro Bellini di Napoli.
Calorosi applausi alla prima.


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