A proposito di Quarta Parete

Un’esperienza di teatro unica e coinvolgente che offre un luogo di confronto e di dibattito senza trascurare il rito creativo della rappresentazione. Merita il viaggio. ()

4PARETEDel progetto Artepassante (www.artepassante.it) abbiamo già avuto modo di parlare in passato per sottolineare la significativa sfida dell’associazione Le Belle Arti che, in collaborazione con le istituzioni preposte, ha trasformato gli spazi dei vari “passanti” ferroviari milanesi in luoghi di incontro e di creatività.
Dal Passante Repubblica a quello di Lancetti, da Porta Venezia a Dateo (che sono quelli che territorialmente ci sono più vicini) sono nate iniziative, mostre, spettacoli, laboratori che spaziano in varie espressioni del linguaggio artistico dal teatro al canto, dalla pittura alla fotografia, dalle attività di servizio alla disponibilità al dialogo e di confronto.

Oggi vogliamo occuparci di un’attività che ha sede presso il Passante di Porta Vittoria che è forse quello che ospita il maggior numero di realtà e di iniziative. Per quanto sia fuori dal nostro territorio, ci sono forti motivi di carattere culturale e umano che motivano la scelta di parlarne.

Intendiamo riferirci al progetto Quarta Parete, nato qualche tempo fa, prima che il Covid e altre mestizie offuscassero noi tutti, da una giovane operatrice teatrale armata di grande entusiasmo, invidiabile coraggio e voglia di sovvertire in positivo l’ordine, spesso caotico e nefasto, delle cose.
Anna Ginevra Ongaro voleva offrire a giovani attori, registi o operatori teatrali uno spazio per provare, studiare, sperimentare, ricercare, costruire insieme scene o proposte teatrali. Insomma un luogo per incontrarsi, coltivare il proprio talento o far fiorire il proprio progetto.
O meglio ancora, per dirla con le parole usate sulla sua pagina FB:” Quarta Parete è uno spazio teatrale condiviso, libero e aperto nato per promuovere la cultura teatrale, in un’ottica di condivisione delle esperienze e delle informazioni”.

Da questa idea forte si è sviluppato un processo di crescita che sta caratterizzando Quarta Parete anche come luogo di rappresentazione teatrale e di spettacolo.
E’ noto che i teatranti abbiamo giuste dosi di creatività, di tenacia e anche di incoscienza che li spinge a cercare, sperimentare, ribaltare ottiche e prospettive, trovare soluzioni che agli altri possono apparire assurde, impraticabili se non paradossali. Ma tant’è, questo è il mondo del teatro anche e soprattutto in tempi grami come quelli che stiamo attraversando per via della pandemia.

Chiuso, speriamo definitivamente, il tempo del lockdown, durante il quale comunque i teatranti hanno continuato a lavorare, progettare e produrre, rimane ora la voglia sacrosanta di riprendere e di riappropriarsi del cammino interrotto.
Ed è così che i responsabili di Quarta Parete, anche sulla spinta delle esigenze dei loro interlocutori artistici, hanno pensato di riconvertire, almeno in parte, lo spazio di Quarta Parete in luogo di rappresentazione e spettacolo.

Già a partire dalla metà di ottobre e sino a tutto il prossimo mese di dicembre sono previsti appuntamenti di grande interesse e coinvolgimento.
Il 23 e 24 ottobre va infatti in scena la lettura teatrale “Nani e Giganti”, tratta da tre atti unici del premio Nobel Harold Pinter, proposto da Lagotina, una giovane compagnia che vive tra Milano e il Ticino.
Nell’ultima settimana di ottobre, all’interno del Progetto Artepassante, lo spazio ospiterà alcune performance della rassegna “ ¿Future?” con la direzione artistica di La Confraternita del Chianti, interessante compagnia emergente del teatro italiano che ha anch’essa sede presso il Passante Vittoria.
E così programmando sino a dicembre con spettacoli e rassegne affidati, tra gli altri, alla Compagnia Animanera, riconosciuta e sostenuta dal Ministero della Cultura e dal Comune di Milano, nell’ambito del progetto “La linea del colore”.

Per la programmazione completa è consigliabile consultare la pagina FB di Quarta Parete.
In questa crescita progettuale, che ci si augura non venga interrotta da malasorte alcuna, si coglie ancora la tenacia e la forza positiva di Anna Ginevra Ongaro e di coloro che continuano il viaggio da lei intrapreso.


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