Vite di uomini non illustri

Una straordinaria raccolta di vite immaginarie che restituiscono tutti gli affanni del secolo breve grazie alla puntuale scrittura di Giuseppe Pontiggia. ()

Pontiggia immaginePuò capitare di aver necessità o curiosità di leggere un libro e non riuscire a farlo per lungo tempo.
Il volume rimane così sullo scaffale della libreria e poi sul comodino, sopravanzato da altri che diventa più urgente, per voglia o per caso, leggere. Capita poi una contingenza non certo piacevole che spinge a intensificare la lettura, del resto mai sopita, di libri che si sono accantonati in attesa di tempi che ora definire migliori sarebbe un tragico eufemismo.
Dalla pila di libri da leggere, finalmente viene estratta questa curiosa raccolta di Giuseppe Pontiggia la cui prima edizione risale al 1993 che, nel frattempo, è diventata un piccolo classico della letteratura italiana del '900.

Non fatevi fuorviare dal titolo, il libro contiene diciotto racconti fantasiosamente biografici undici dei quali sono dedicati a personaggi maschili e sette a figure femminili, per cui si potrebbe parafrasare il titolo stesso in “Vita di donne e uomini non illustri”, che oggi suonerebbe più politicamente corretto.
Diciotto racconti che percorrono tutto il '900 attraverso le vite di personaggi immaginari, certamente non illustri ma decisamente centrali per le vicende umane e storiche del nostro Paese.
Lovati Massimo nato a Milano nel 1896, così come Premoli Giovanna da Varese (1931), il cognome rigorosamente avanti al nome, rappresentano con gli altri sedici loro compagni di ventura uno spaccato plausibile di una piccola Italia che corre dietro ai suoi sogni, ai suoi sentimenti e ai suoi ricordi con inconfutabile attendibilità storica e sociale.
Storie soprattutto di piccola borghesia alle prese con le guerre e il fascismo, con la rinascita e con la sofferenza di non trovare, molto spesso, una ragione di vita.
Lovati Massimo, a esempio, è figlio di un cassiere di banca avaro sino all’estremo che erediterà dal padre questo frustrante morbo e che persino in punto di morte è condizionato dagli insegnamenti paterni.
O come Tornaghi Luigi, insegnante bergamasco, classe 1930, che si concederà un’evasione della mente e del corpo in un viaggio nei paesaggi struggenti, o che diventano tali per via del personaggio, della Loira.
Per non dire di Prinzhofer Nena (Basilea, 31 marzo 1890) che, sino alla morte, si arrovella in passioni irrisolte.
Diciotto biografie inventate ma essenziali, sorrette da una scrittura nitida e solerte, complice ma non giustificativa.

Vite di uomini non illustri
Oscar Mondadori, pp. 274, € 13

Pontiggia Giuseppe (Como 1934), scrittore illustre lo è certo diventato. Se ne è andato anzitempo nel 2003. Viveva, con la moglie e il figlio Andrea a cui questo libro è dedicato, a Milano in un appartamento stipato di libri sino al soffitto in via Farneti.


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