Sacrificato il Servizio "Soccorso Rosa" dell'Ospedale San Carlo di Milano

Decisione dell'Ente Ospedaliero di unificare due servizi in un unico Centro di Ascolto e Soccorso Donna. Penalizzato il Centro Antiviolenza.

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soccorso rosaAllarme all' Azienda Ospedaliera San Carlo Borromeo di Milano. La notizia certa è che con la  delibera n° 61 del 29.01.2015  la Direzione Generale dell'ente ha istituito un unico servizio denominato "Centro di Ascolto e Soccorso Donna" accorpando i servizi "Soccorso Rosa" e "Centro Ascolto e Salute per le Donne Immigrate e i loro Bambini" con provvedimento immediatamente esecutivo. In poche parole, detto e fatto. Delibera quindi inattesa, già contestata dal sindacato CLO-USIS in quanto, oltre ad attuare una variazione del piano organizzativo aziendale approvato dalla Regione senza previa informativa alle organizzazioni sindacali, sul piano assistenziale va a snaturare il lavoro e le finalità di ambedue i servizi, soprattutto quello del centro antiviolenza ridotto a centro di ascolto e offerta informativa.
 
Il Centro Antiviolenza dell'ospedale San Carlo è uno dei primi centri antiviolenza di Milano, aperto l'8 marzo del 2007 e fa parte della rete dei centri  antiviolenza del Comune di Milano fornendo assistenza e presa in carico a 360° delle donne e dei minori vittime di abusi e violenze. Quindi un servizio strategico considerando che solo nel 2014 vi hanno avuto accesso 514 casi, come riferisce la responsabile e coordinatrice dottoressa Nadia Muscialini, con il 98% di vittime italiane. Questo in contrasto ai dati del 2012 riportati dalla amministrazione sugli alti afflussi di straniere per giustificare, forse un po' forzatamente, la fusione dei due servizi.
 
Effettivamente, capire le motivazione della  modifica al piano di organizzazione aziendale non è facile. E le risposte della direzione appaiono fumose, trincerate dietro "una decisione  che segue le direttive delle regole della sanità regionale per il 2015". Non lo è sicuramente considerando il numero ancora insufficiente dei centri antiviolenza a Milano e in Lombardia previsti. Nè viene giustificato da tagli della spesa sanitaria.
 
Del resto, nell'ottica di evitare gli sprechi, appare anomalo come non sia stato ancora realizzato  un progetto finalizzato alla prevenzione ed al contrasto delle mutilazioni genitali femminili frutto di una convenzione fra  Regione Lombardia e il Dipartimento delle Pari Opportunità e deliberato a dicembre 2014 dalla stessa direzione dell'ente ospedaliero. Progetto della durata di 18 mesi a partire dal settembre 2014, al quale viene destinata una quota di Euro 1.012.000, con pena di decurtazione delle risorse non impegnate entro il 9.03.2016.
 
Malcontento quindi non solo dei sindacati ma anche e specialmente del personale del Centro Antiviolenza che vede immotivatamente vanificato un lavoro di anni.
Decisa la risposta di Pierfranco Majorino assessore alle “Politiche  Sociali del Comune di Milano:" limitare il centro antiviolenza sarebbe una sciagura: l'esperienza del San Carlo semmai andrebbe potenziata".
 
Marzia Frateschi


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Re: Sacrificato il Servizio
05/03/2015 nadia muscialini
Buongiorno,
devo dire che si stanno muovendo tantissime persone e soprattutto la verità sta venendo a galla.
La direzione asserisce che non ci saranno cambiamenti ma solo l'unificazione di due servizi.
Intanto il nuovo servizio non esiste per cui i medici del pronto soccorso, che da nuove procedure devono chiamare soccorso donna, non possono farlo perché non vi è nessun riferimento.
il tempo verrebbe dimezzato per le donne che dovrebbero trovarsi sul territorio qualcuno che si occupi di loro dopo essere state passate dal pronto soccorso e avere firmato una dichiarazione di quanto dichiarato al medico.
Le donne e alcuni giornalisti hanno chiesto alla direzione il perché delle modifiche e la solfa è la solita. Non cambia nulla cambia è solo una ristrutturazione.
allora perché la direzione non ha dato il permesso alla rai di venire a filmare i due centri e parlare di ciò che accadrà e dei motivi per cui è stata fatta tale modifica?
Quindi domani le registrazioni e le interviste verranno fatte fuori dall'ospedale.
Altra domanda perché l'anno scorso la direzione dell'ospedale non ha firmato la convenzione con il comune di Milano e la onlus fare per bene per avere risorse per aumentare il personale di soccorso rosa e quest'anno invece la direzione chiama gli stessi interlocutori per dire che invece sono disposti a firmare convenzione co soccorso donna?
La verità è che mascherare cancellazione di servizi e ridimensionamenti, come banali accorpamenti vuol dire, in questo caso specifico non accettare che la violenza di genere è un problema emergente, un problema di salute pubblica che va affrontato seriamente, con cura e impegno, soprattutto dalle strutture sanitarie, spesso primo e unico approdo delle vittime con un istituzione.
Se si preferisce nasconde il fenomeno della violenza di genere sotto il tappeto semplificandolo in nome del controllo e della burocrazia, allora che si ammetta che è un problema di cui non ci si vuole fare carico.
perché la direzione non vuole parlare e confrontarsi con le operatrici del centro, con le tante tante donne disposte a spiegare perché chiedono che il servizio non venga chiuso? perché non parlare con i media e aprire un contraddittorio su modelli, prassi e scelte di politica sanitaria?

La risposta a noi pare chiara.
Così come pare chiaro che se continuiamo a pretendere che vengano date risposte e garantiti servizi essenziali il centro non chiuderà ma verrà rinforzato.
Quindi Domenica 8 marzo ci troviamoci al San Carlo, via Pio II 3, dalle 10,30-12,30
per dire no alla chiusura irrazionale di soccorso rosa.


Re: Sacrificato il Servizio
04/03/2015 Silvia
Non chiudete per favore il Soccorso Rosa


 
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