Tratta e prostituzione. Corpi in vendita: il denaro, il grande mediatore

Il denaro come grande mediatore, tema centrale del seminario tenutosi a Milano il 18 Febbraio, presso la Caritas Ambrosiana. Relatori don Stefano Cucchetti e Lea Melandri. ()

prostituzione WEBDi fronte a un pubblico quasi tutto femminile, il seminario, programmato già dal giugno scorso, cade in un momento in cui la questione “prostituzione” è più che mai dibattuta dopo la proposta del Comune di Roma e di Milano di creare una “zona a luci rosse”.
Il dibattito è acceso, ma, come osserva Suor Claudia Biondi della Caritas Ambrosiana introducendo i lavori, la trattazione della tematica apparirà sempre riduttiva rispetto alla sua complessità e ampiezza. Questa richiederebbe, piuttosto che facili e veloci risposte, “un lavoro formativo e culturale” capace di guardare a fondo dentro il fenomeno e di andare al di là dei luoghi comuni in cui sembra relegato.
Per rispondere, seppur parzialmente, a questa esigenza di approfondimento sono stati messi a confronto due relatori appartenenti ad ambiti culturali molto differenti: don Stefano Cucchetti, sacerdote e docente di etica sociale presso l’Istituto Superiore di Scienze Religiose di Milano, e Lea Melandri, presidente della Libera Università delle Donne, attivista del movimento delle donne e giornalista.
 
Don Cucchetti ha proposto una riflessione sul ruolo del denaro, che intreccia da una parte la filosofia del denaro di Georg Simmel e dall’altra richiami evangelici e riferimenti alla spiritualità francescana, della quale sottolinea l’importante ma poco conosciuto ruolo storico nella svolta medievale verso un’economia di mercato e monetaria, nella quale tuttora viviamo e nella quale la prostituzione stessa si situa in quanto oggettivazione del corpo che diviene così merce, vendibile. Il denaro, infatti, per sua caratteristica rende possibile lo scambio spogliando le cose dal loro significato soggettivo, dal valore che esse possiedono “per me” (la mia casa, l’orologio che mi ha regalato mio padre prima di morire, il mio corpo…), traducendo questo significato e valore soggettivi in un mero valore di mercato, in un prezzo oggettivo e valido universalmente. In questo modo, il denaro sembra perdere la sua “puzza” e tutto diventa vendibile/comprabile.
Si tratta allora, dice don Cucchetti, non tanto di cercare un’uscita dal sistema economico monetario quanto piuttosto di tornare a sentire “l’odore dei soldi”, di restituire cioè al denaro il suo spessore soggettivo e qualitativo, e quindi il suo valore di mediazione non di oggetti dal valore meramente quantificabile ma di relazioni tra soggetti, smascherando l’ipocrisia di fondo nell’uso del denaro che finge di non vedere proprio questo legame soggettivo sotteso al rapporto commerciale.

Da parte sua Lea Melandri ha articolato un lungo discorso ben poco lineare, a tratti tortuoso, talvolta precipitoso al limite dell’inafferrabile, dai molteplici riferimenti: al pensiero delle donne, a quello sviluppato in seno all’associazione Maschile Plurale, all’antropologia culturale di Paola Tabet, a Freud, a Otto Weinenger, alle posizioni espresse da Paola Covre e Carla Corso…
 
Lea Melandri rifiuta di fermarsi sulla consueta contrapposizione tratta/lavoro da regolamentare che sembrano rimandare a contesti e situazioni antitetiche - criminalità e sfruttamento da un lato, libera scelta di vita autonoma dall’altro. In realtà questa visione scissa allontana da noi il problema oggettivandolo in sfere a noi estranee - quella della giustizia o delle scelte personali individuali - ed elude le domande di fondo alle quali il fenomeno prostituzione rimanda e nelle quali siamo noi stessi implicati nel nostro essere nel mondo: domande sulla cultura, la storia, sul rapporto di potere tra i sessi, sui legami ambigui tra prostituzione e famiglia (dalla quale provengono i clienti come padri, mariti, figli, fratelli); sulle forme occupazionali oggi più diffuse che a loro volta rinviano a un “contesto prostituzionale allargato”, quello di un mercato del lavoro sempre più precarizzato dove si tratta di “vendersi bene e rendersi appetibili”, mettendo in gioco non solo competenze e professionalità ma anche “carte corporali” e relazionali. Lo stesso ruolo del denaro, tema centrale del seminario, non può, in quest’ottica più ampia e profonda, essere ridotto a quello del puro scambio economico, ma chiama in causa esperienze remote e intime (il rapporto col corpo della madre, colei che eroga le prime cure ma anche le prime sollecitazioni sessuali, in primis).
Il lungo e complesso percorso di riflessione offerto da Lea Melandri non è pervenuto perciò a nessuna risposta, nessuna soluzione magari definitiva al problema ma anzi ha sollevato nuove domande e nuovi dubbi, tenendo ferma solo la necessità di mettere in questione anche noi stessi e noi stesse, senza lasciarsi prendere dall’ansia regolamentativa che tali questioni di fondo vuole appunto liquidare.

Un dibattito aperto quindi, non conclusivo che, inevitabilmente, ha lasciato in sospeso molti punti (dalla responsabilizzazione del cliente alla prostituzione maschile alla prospettiva di una prostituzione in una società “liberata”) e che forse non ha appagato l'esigenza da parte del pubblico presente, di una risposta in un’ottica di maggior pragmatismo.
Questa "ansia di risoluzione", che caratterizza il dibattito odierno sul fenomeno e che era presente anche in sala, rende l’opinione pubblica - e i suoi referenti politici - poco propensa a percepire l’invito all’attesa, alla pausa di riflessione ulteriore che l’intervento di Lea Melandri conteneva.
D’altronde, trovare risposte ultimative non era l'obiettivo del seminario indirizzato più all'apertura e approfondimento che alla soluzione della “questione prostituzione” comunque intesa - emergenza sociale, sfruttamento, ordine e decoro pubblico, lavoro da regolamentare (e magari tassare). Sicuramente tutta un'altra cosa.
 
Chiara Santacroce
 

Tags:
Don Cucchetti, melandri, prostituzione, seminario, tratta

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Re: Tratta e prostituzione. Corpi in vendita: il denaro, il grande mediatore
02/03/2015 chiara santacroce
Cara Simona, ti ringraziamo moltissimo delle tue integrazioni al resoconto sul seminario della Caritas!
Non sono personalmente d'accordo con tutte le tue riflessioni in proposito: ritengo che gli interventi del pubblico non abbiano "raddrizzato" il tiro, ma che abbiano piuttosto frainteso il discorso.
Penso anche io che parlare di "libertà di scelta" nel caso della prostituzione sia assai problematico, ma proprio per questo non credo che si possa risolverlo tirando una bella linea netta con l'accetta!
Un bisturi sarebbe forse uno strumento più adeguato, e mi sembra che sia esattamente quello che abbia tentato di usare la Melandri, il che non significa non riconoscere la disparità di posizioni tra clente e prostituta, ma solo cercare di restituire la complessità delle situazioni senza semplificazioni brutali, che sono esse stesse violente.


Re: Tratta e prostituzione. Corpi in vendita: il denaro, il grande mediatore
01/03/2015 Simona Sforza
La mia ricostruzione dell'incontro sulla tratta e la prostituzione: "Corpi in vendita: il denaro, il grande mediatore".

https://simonasforza.wordpress.com/2015/02/23/non-relazioni-compro-e-pretendo/


Re: Tratta e prostituzione. Corpi in vendita: il denaro, il grande mediatore
26/02/2015 chiara santacroce
Giuseppe, grazie per il tuo intervento. Spero che in altri momenti potrai dilungarti di più. Ritengo anche io che interrogarsi su queste 2 questioni che hai messo in evidenza sia fondamentale.
Non credo che affrontare la questione del rapporto tra i generi debba necessariamente sfociare in uno scambio di giudizi (e magari di accuse). Penso che, con buona volontà da entrambe le parti, sia possibile portare avanti un dialogo costruttivo e liberatorio per tutte e tutti. Credo anzi che sia un passo fondamentale e preliminare anche a quasiasi tentativo di trasformare il sistema economico.
Quanto alla prostituzione, certo non la risolverà nessuno domattina e nemmeno il mese prossimo, per quante soluzioni "pragmatiche" si vorranno tentare. Magari però sarà possibile metterci una pezza qui e là, e me lo auguro, perlomeno per minimizzare gli effetti più devastanti del fenomeno.


Re: Tratta e prostituzione. Corpi in vendita: il denaro, il grande mediatore
26/02/2015 Giuseppe Maria Greco
Non ho potuto partecipare.Ringrazio quindi per la relazione.Il tema, come risulta dagli interventi, appare quasi irrisolvibile. Mutare il concetto di denaro quando ogni aspetto della nostra vita ne è investito appare quasi una prospettiva puramente intellettuale che investe il puro ambito morale. Affrontare il problema dal punto di vista del contrasto di genere non sembra offrire vie d'uscita, perchè tende a provocare uno scambio di giudizi opposti tra sessi diversi. In generale, quando non si riesce a risolvere un problema, i motivi tra gli altri possono essere due: si è posto male il problema e/o non si hanno dati sufficienti per affrontarlo. Non posso dilungarmi qui su questo problema. Credo però che interrogarsi in breve a partire da quelle due questioni possa aiutare a fare qualche passo avanti.


 
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