Cinema una volta (terza parte)


Una volta Milano era la città dei cinema. Nel centro storico operavano decine di sale di prima visione e tutti i quartieri della città avevano le loro sale di seconda e di terza visione. Sul filo della memoria, ripercorriamo il territorio per ricordare i cinema d’antan.
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Plinius piccoloSpostandoci lungo
viale Abruzzi, si raggiunge il Cinema Plinius,
aperto nel 1937 come cine-teatro con oltre
2000 posti, che, narra
la leggenda, ospitò
oltre ad Aldo Fabrizi,
anche il grande Totò.

Dal 1997 diviene una multisala (sei sale)
che programma soprattutto film commerciali con
qualche attenzione
però anche al cinema
di qualità.

O garage o banche
Quasi alla fine del nostro viaggio non resta che ricordare, un po’ a macchia di leopardo, gli altri cinema della zona.


Il Cinema Pacini di via Pacini, sala di quartiere attiva dalla seconda metà degli anni ’30 sino al 1969. Ora ospita un garage.

Il Cinema Porpora, al civico 104 della medesima via, fu costruito nel 1929 dove c’era vecchia cascina (la platea fu ricavata dalla stalla), svolse una funzione di cinema di zona spingendosi però, negli anni ’80, a programmare rassegne tematiche d’essai e a sperimentare le proiezioni in 3D. 
Chiude nel 1983, sostituito da una banca.

Verso Città Studi
zona storicamente scarsa di sale cinematografiche, si ricordano
il Cinema Leonardo di piazza Leonardo da Vinci, altra sala parrocchiale, che ora svolge funzione di teatro e ospita la compagnia teatrale di “Quelli di Grock” e il Cinema Splendor
di viale Gran Sasso che, dopo essere divenuto una multisala di prima visione  nel 1998, chiude per stenti nel 2007.

Agli estremi  confini  della zona 3, in via Giovanni da Milano, ha operato dal 1933 il Cinema Reale che, nel 1944, per non incorrere nelle ire della Repubblica di Salò, cambiò nome in Cinema Susa. Si segnala che nel 1955 vi tenne una conferenza
il dirigente comunista Piero Secchia. Anche in questo caso si tratta di una sala di quartiere però con una programmazione, a volte, anche di prima visione e con la possibilità di utilizzare un’arena estiva.
Il cinema chiude nel 1979 senza passare dalla gogna delle luci rosse ed ora ospita un garage.

  Cineteatri
  Spostandoci verso il centro, lungo l’asse 
  Plebisciti/Indipendenza, in via Menotti
  troviamo l’X  Cine che opera come sala
  cinematografica sotterranea di seconda
  visione dal 1933 al 1978. Nel 1979 divenne
  sede del Teatro dell’Elfo e dal 2011 del
  Teatro Tieffe ed almeno il teatro di qualità
  è garantito.

  Alla fine del nostro viaggio non resta
  che ricordare il mitico Cineteatro Ciak
  di via Sangallo.
Nato nel 1949 come Cinema Dea, una terza visione di quartiere, diviene Cineteatro Ciak nel 1976 grazie alla intraprendenza di Leo Wachter, uomo di spettacolo e geniale impresario che portò in Italia, tra gli altri, i Beatles e Jimi Hendrix. La programmazione prevedeva la proiezione di due film e, tra un film e l’altro, uno spettacolo comico. Senza far torto a nessuno, sul palco del Ciak si sono esibiti, tra gli altri, Paolo Conte, Enzo Jannacci, Dario Fo, Paolo Rossi, Antonio Albanese, Lella Costa, Diego Abatantuono, Teo Teocoli, Claudio Bisio e quasi tutti i comedians più importanti di questi anni, oltre a jazzisti di rilevanza mondiale.
Dal 1988 l’attività diviene prevalentemente teatrale e questa straordinaria esperienza, anche per la morte di Leo e di Susanna Wachter, chiude nel 2007. Anche in questo caso, sulle ceneri del cineteatro è sorto un palazzo residenziale.

Sul filo della memoria rivive un mondo che ha formato migliaia di spettatori, offrendo buon cinema a prezzi modici, emozioni, spazi e luoghi che nessuno schermo televisivo può garantire o sostituire.
In conclusione davvero, per parafrasare Celentano, là dove c’era un cinema ora c’è una banca, un negozio, un garage…
E’ il segno dei tempi.

Per chi volesse approfondire questi temi, si rimanda al sito www.giusepperausa.it che offre notizie e documenti veramente interessanti sui cinema milanesi.





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