A teatro a teatro: La stagione 2013/2014 del Teatro della Cooperativa

Siamo decisamente fuori zona ma è giusto segnalare una delle esperienze di teatro più creative e partecipate in una periferia che è sempre meno lontana anche grazie al Teatro della Cooperativa di Niguarda.


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otello spritz

Quelli della Cooperativa, capitanati (O Capitano! Mio Capitano!) da Renato Sarti che sembra non invecchiare mai, sono usi dedicare le loro stagioni a personaggi della storia del teatro o a personaggi della storia tout court. In questi ultimi anni è capitato a partigiane/partigiani, donne e uomini di cultura.

La stagione 2013/2014 è dedicata a Angelo Cecchelin, incredibile personaggio del teatro triestino del ‘900, che i più non sanno chi sia.

Quando però Renato Sarti, nella conferenza stampa di presentazione della stagione 2013/2014 del suo teatro, racconta chi fosse, tutti i conti tornano.

Cecchelin, noto anche come il Petrolini di Trieste, era un eccentrico signore, re dell’avanspettacolo, antifascista e anticonformista, caustico umorista che amava dire: ”Beati gli assetati di giustizia, saranno giustiziati” e ancora:” La vita xe un bidòn”, perseguitato come fu da fascisti e ben pensanti al punto da collezionare 86 diffide, 3 anni di vigilanza speciale, 2 processi, 3 arresti e via condannando.

Un personaggio così originale e così scomodo non poteva essere meglio ricordato a cinquant’anni dalla morte. Colpo di teatro: la conferenza si apre con un vecchio video del 1994 in cui Mario Maranzana, Paolo Rossi, Renato Sarti e Giorgio Strehler improvvisano, divertendosi un sacco, vecchi testi di Cecchelin di cui condividono radici culturali e geografiche.

Ma eccoci alla stagione vera e propria del Teatro della Cooperativa così come viene raccontata da Sarti, dai suoi giovani e bravi collaboratori (Andrea Lisco per tutti) e da alcuni protagonisti della prossima stagione.

Dare conto di tutto quello che bollirà in pentola è impresa pressoché impossibile e quindi è doveroso rimandare al sito www.teatrodellacooperativa.itche contiene esaustivamente tutte le informazioni necessarie. Si parte il 1 ottobre (in scena poi sino al 13) con La versione di Barbie di e con Alessandra Faiella, con la regia di Milvia Marigliano. Divertimento assicurato alla luce di un grande vaffa alla bambolina tutta perfettina amata da milioni di bambine in tutto il mondo.

Dal 17 al 27 ottobre, In fondo agli occhi di e con Gianfranco Berardi e Gabriella Casolari. Dirige César Brie. E qui siamo al cospetto del dramma che scaturisce da una diversità sensoriale.

Ai primi di novembre, dopo Nel nome del padre di Claudio Fava, con Roberto Citran per la regia di Ninni Bruschetta in tema di mafia, approda sul palco della Cooperativa Flavio Oreglio con il suo Sulle spalle dei giganti, una sorta di pamphlet sul potere, che prende il titolo da un’espressione del filosofo francese medioevale Bernard de Chartres. Lo stesso titolo, giusto per notizia, venne adottato dalla prima edizione della Milanesiana nell’ormai lontano anno 2000. Sulle spalle dei giganti anche i nani (cioè gli uomini) hanno la facoltà di vedere lontano…

Il 20 novembre ritorna quello che è ormai considerato un classico del Teatro della Cooperativa:

Io santo, tu beato, sgangherata ma irresistibile farsa degna della commedia dell’arte in cui Renato Sarti e Bebo Storti danno vita e voce, rispettivamente, a Papa Pacelli e a Padre Pio. Un delirio comico sotto forma di sghignazzo.

Dopo di che, diventa improbo dare segnalazione di tutti gli spettacoli che seguiranno, produzioni e ospitalità, spettacoli drammatici e comici, commedie e cronache amare dei nostri giorni. Ci saranno, tra gli altri, Manuel Ferreira e Elena Lolli degli Alma Rosè, Debora Villa in veste di regista di(T)recital, Marco Rovelli con le sue ballate toscane, un’edizione più che curiosa di La cantatrice calva(dal 4 al 16 febbraio) per la regia di Marco Rampoldi con Leonardo Manera, Diego Parassole, Max Pisu, Guido Cavalli in Vaticano S.p.A. (titolo provvisorio).

Dal 25 al 30 marzo si segnala La gabbia, regia di Renato Sarti con Federica Fabiani e Vincenza Pastore, drammatico dialogo madre vs. figlia, ad aprile Arianna Scommegna sarà interprete di Potevo essere io di Renata Ciaravino, nuova drammaturgia al femminile e, per il gran finale, il ritorno di Nudi e crudi, dal racconto di Alan Bennett, che tanto successo ebbe lo scorso anno. Sul palco Alessandra Faiella e Max Pisu, adattamento di Edoardo Erba, regia Marco Rampoldi (dal 19 al 25 maggio).

Ma non è finita qui. A gennaio si annuncia uno spettacolo dal titolo “Fidarsi è meglio”(altro non è dato sapere) per ingraziare il pubblico del teatro che si è abbonato “al buio”, sulla fiducia insomma.

Renato Sarti sarà il regista di Il pantano di Domenico Pugliares che sarà in scena al Piccolo Teatro Grassi (dall’8 al 12 gennaio 2014), è prevista la ripresa di Otello Spritz con Sarti e Storti al Teatro Leonardo (dal 25 febbraio al 9 marzo 2014), ancora Renato Sarti sarà in scena con Elio De Capitani in Goli Otok, straordinario dramma politico del ‘900, che verrà ripreso al Teatro Elfo Puccini ad aprile. Resta ancora da ricordare, come è nelle civili abitudini del Teatro della Cooperativa, una serata dedicata a Vincenzo Gigante, medagli d’oro della Resistenza, in data da destinarsi.

Interessanti poi le offerte di abbonamento e le promozioni speciali per chi va a teatro in bicicletta o con i mezzi pubblici. C’è anche un abbonamento a “Edizione limitata” che offre 5 spettacoli a scelta a € 40 (acquistabile sino al 31 luglio).

C’è soprattutto un grande impegno a fare teatro per tutti in un territorio di periferia. Solo questo vale il viaggio.

Alla conferenza stampa parole non formali di Filippo Del Corno, assessore alla cultura del Comune di Milano, del vice presidente della Cooperativa Abitare di Niguarda che offre la casa al teatro e di numerosi ospiti in un clima amichevole e collaborativo. Viene anche rievocato il tragico episodio dell’11 maggio scorso ( la follia di Mada Kabobo) e la civilissima risposta del quartiere, contro ogni speculazione politica e razziale.

Questo teatro no xe un bidòn.


(Massimo Cecconi)



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