Nel
primo incontro,Anita Sonego indica come
procedere: è una serata di impostazione
L’obbiettivo
degli incontri è pratico
1°
conoscere provenienza e competenze delle partecipanti
2°
raccogliere le esigenze
3°
formulare proposte per azioni concrete.
Numerosi
gli interventi delle donne partecipanti che hanno affrontato tutte le
problematiche che incontrano le donne che hanno un lavoro o che lo
cercano; è stato deciso di condividere i dati delle ricerche già
disponibili, i temi individuati per i prossimi incontri prevedono,
nel loro svolgersi, un incontro con l’assessore al lavoro nel mese
di gennaio 2012:
-
Visibilità della presenza a Milano di donne lavoratrici
-
Comune
sponsor di iniziative
-
Individuazione
e sostegno, diffusione di innovazione nei servizi, nella contrattualistica, nella organizzazione del
lavoro
- Nel
secondo incontro, dopo l’approfondimento dei temi proposti si è
deciso di convergere su alcuni temi forti, formando dei sottogruppi e
creando proposte concrete da sottoporre alla Commissione e quindi al
Comune.
Di
seguito, viene riportata una sintesi del verbale:
Hanno preso la parola
30 donne. Interessante sottolineare la composizione: molte donne
“esperte” dei temi di genere, altre rappresentanti di
associazioni, di gruppi definiti, altre “single” interessate a
portare la propria personale esperienza, tutte riconoscendo
nell’incontro un luogo nuovo e innovativo: per qualità del
dialogo, per l’intreccio intergenerazionale e ottiche diverse sul
tema del lavoro. Tema che si configura come complesso e sfaccettato,
e di centrale importanza in un quadro di grandi cambiamenti. Questo
incontro/tavolo-lavoro viene colto come opportunità innovativa
ancora da esplorare e sperimentare, il mix di saperi ed esperienze,
personali e politiche consistente e visibile nel corso della
riunione, è stato apprezzato come tratto distintivo.
Temi toccati sia
nelle presentazioni che negli interventi:
mobbing, mobbing al
rientro dalla maternità, lavoro delle donne nelle aziende, esigenza
di orientamento professionale mirato, conoscenza del mercato del
lavoro “povero”; conciliazione, raccolta e analisi condivisa dei
dati esistenti sulla presenza di donne nel mercato del lavoro della
città, lavoratrici autonome ed esigenza di maggiori condivisioni,
coworking, analisi numerica dell’impatto della manovra sulle vite
delle donne ora del tutto assente; attività di educazione per
sostenere le donne che vivono un doppio ruolo, esigenza di modifiche
profonde di un sistema dei servizi ancora di tipo fordista che non
incrocia le vite di coppie- e non coppie- di genitori, precarietà di
molte esistenze, valorizzazione della genitorialità, numero elevato
di donne nella Pubblica Amministrazione come portatrici di
innovazione, varie forme del lavoro attuali: quello autonomo, quello
precario, quello che non c’è, quello del fare impresa; questione
della carriera, valorizzazione dell’esperienza milanese di CdA
nelle partecipate per best practices.
Decisioni assunte:
condividere i dati delle ricerche già disponibili
Nei prossimi incontrii temi fin qui individuati si raccolgono intorno a 3 punti, su cui
costruire un percorso ulteriore fatto anche di un incontro con
l’assessore al lavoro nel mese di gennaio 2012:
- Visibilità, anche attraverso azioni, della presenza a Milano di donne
lavoratrici, in modi e forme differenti, esigenza di riconoscerne la
presenza.
- Comune sponsor di iniziative per incrementare la presenza qualificata del lavoro
delle donne.
- Il Comune può avviare campagne culturali sulla stessa traccia.
- Individuazione e
sostegno, diffusione di innovazione sia nei servizi, (alla
persona, al lavoro) sia nella contrattualistica, sia nella
organizzazione del lavoro (in Comune, nelle partecipate su
15.000+30.000 addetti, è maggiore la percentuale di donne)
Nel
secondo incontro, dopo l’approfondimento dei temi proposti si è
deciso di convergere su alcuni temi forti, formando dei sottogruppi e
creando proposte concrete da sottoporre alla Commissione e quindi al
Comune.
Si insiste sulla
necessità di dar visibilità alla multipresenza delle donne nel
lavoro, intendendo con lavoro non solo quello del mercato ma anche
quello delle relazioni e della cura; e di sponsorizzare una cultura
che dia più tempo al lavoro non di mercato. Un diverso sguardo sulle
possibilità di lavoro da anziani, lasciare la possibilità di
lavorare oltre la pensione in modo parziale e con altre modalità o
lasciare andar via.
Chi si spende per le
ultime delle ultime, le carcerate, proponendo l’istituzione di uno
sportello che le informi sui loro diritti e le orienti nel
reinserimento all’uscita.
Chi individua come
priorità l’estensione dell’indennità di maternità a tutte le
donne che ora non ne hanno diritto.
Anita Sonego interviene e
consiglia di non chiedere soldi: i soldi non ce ne sono!
A questo proposito
qualcuna esorta a rivolgersi altrove: in Europa i soldi ci sono,
anche il Comune potrebbe partecipare ai bandi e agli stanziamenti
europei. Si potrebbe creare un centro di intercettazione dei bandi e
dei fondi con consulenza gratuita su come formulare e sul percorso
delle domande.
Ci si chiede in quanti
momenti il Comune potrebbe essere garante nelle nostre richieste di
denaro alle banche. E a proposito dei grandi bandi europei, potrebbe
essere il Comune a partecipare per nostro conto.
Altri temi molto sentiti:
la questione economica, come vengono usati ora i fondi e quali
pratiche mettere in atto per esercitare delle pressioni? Il bilancio
di genere. Il bilancio trasparente. La necessità di una mappatura
delle associazioni e di una condivisione di dati e di saperi; di
spazi sia fisici, visibili, raggiungibili e riconoscibili dove si
possa raccogliere tutto ciò che sia di servizio alle donne (centri
donna), sia virtuali (rete donna, una parte del sito del comune
dedicata alle donne). Il coworking e la possibilità di uso degli
spazi liberi del demanio, per superare le difficoltà economiche e
uscire dalla solitudine del lavoro.
Un altro suggerimento è
l’utilizzo con affitti calmierati, del grande numero di spazi
vuoti, negozi, laboratori, magazzini, per iniziative culturali che
rivitalizzino la città.
A proposito delle
politiche per la famiglia si insiste sulla necessità del cambiamento
culturale dei comportamenti e del ribaltamento dello sguardo
nell’organizzazione del lavoro, di tempo flessibile, di servizi
alle famiglie (confronto disperante Milano-Parigi), di part time
allargato ai due genitori.
Altro tema interessante è
quello del curriculum anonimo - nel quale non si chiede sesso, età,
nazionalità - passo avanti contro le discriminazioni.
Alle 21 chiusura del
dibattito. Il prossimo incontro a dicembre.
Federica Neef
Gruppo Donne e Cultura di
Zona 3 x Milano