Andare al cinema (in rete)

Proposte per un cineforum casalingo all’insegna del buonumore dolce/amaro. ()

guardie e ladri immagine
Tempi bui. È fondamentale allora mettere in atto tutti gli accorgimenti necessari per traghettare oltre, senza danni del corpo, ma anche dello spirito. Poiché del corpo si stanno occupando le autorità civili e sanitarie (in primis: state in casa), nel nostro piccolissimo ci permettiamo di occuparci dello spirito, in senso lato.

Che la rete sia una risorsa utile lo sanno anche i sassi e l’offerta di intrattenimento intelligente (accanto alle note nefandezze verbali e visive) certo non manca. Ci riferiamo, soprattutto, a buona musica, a ottimo teatro (imperdibile su YouTube l’exploit di Tino Buazzelli in “Il tabacco fa male” di Anton Cechov) e a straordinario cinema.
Ricorriamo proprio alla risorsa YouTube per segnalare una piccola antologia di film che hanno come protagonisti, a volte insieme, tre grandissimi della commedia all’italiana: Aldo Fabrizi, Alberto Sordi e Totò.

Cinema d’evasione? Forse. Grande spettacolo di intrattenimento? Certo. Sicuramente puro piacere per lo spirito, così sotto pressione in questi giorni.
I film qui proposti sono visibili integralmente e senza alcun costo.

Iniziamo da “La famiglia Passaguai” (1952) di e con Aldo Fabrizi in compagnia di grandi comprimari come Peppino De Filippo, Ave Ninchi, Carlo Delle Piane e Tino Scotti. Una domenica al mare della famiglia Passaguai (nomen omen) è l’occasione per intrecciare storie divertenti nell’Italietta dei primi anni ’50 del secolo scorso, alla ricerca disperata di un benessere consolatorio dopo il dramma della guerra.

Sempre Aldo Fabrizi è protagonista con Totò di un altro film mitico di quegli anni, “Guardie e ladri” (1951) di Steno e Mario Monicelli, incontro/scontro tra due poveri cristi impegnati nella difficile arte della sopravvivenza. Anche in questo cast sono presenti gli ottimi Ave Ninchi e Carlo Delle Piane.
Risale al 1954 “Miseria e nobiltà” di Mario Mattoli in cui il grande mattatore è naturalmente il principe de Curtis. Anche qui un caloroso e affettuoso affresco popolar/familiare che gira intorno al tema della “fame”. Con Totò, l’avvenente (si diceva così?) Sophia Loren e una perfetta squadra di caratteristi del teatro napoletano.

Del 1958 è invece “I soliti ignoti”, capolavoro di Monicelli con un cast stellare (Vittorio Gassman, Marcello Mastroianni, Renato Salvatori, Claudia Cardinale e Carlo Pisacane, giusto per citarne alcuni).
Totò compare qui nella parte di un professore di scasso che insegna all’improvvisata banda di ladruncoli come si affronta con successo una cassaforte.
Ancora Totò, questa volta in compagnia di Peppino De Filippo e Giacomo Furia, è il protagonista di “La banda degli onesti” (1954) di Camillo Mastrocinque, esilarante commedia, calibrata sul sottile margine tra onestà e disonestà, che è elemento ricorrente nelle umane cose.
Per chiudere con Totò, non poteva mancare “Totò, Peppino e la malafemmina” (1956), per la regia di Camillo Mastrocinque. Nel cast anche Teddy Reno e, in una piccola parte, Nino Manfredi. Che dire di uno dei film più noti e più divertenti della coppia partenopea? Da vedere (ma chi non lo ha mai visto?) e rivedere per mandare a memoria scene straordinarie interpretate da “i fratelli Caponi, che siamo noi”.

Per quanto riguarda Alberto Sordi, superlativo interprete di un’Italia che sembra non esserci più ma che è invece ancora perennemente presente nel nostro DNA, da non perdere “Un giorno in pretura” (1954) di Steno (Stefano Vanzina), film a episodi con interpreti magistrali come Peppino De Filippo, Walter Chiari, Sophia Loren e Silvana Pampanini. Su tutti svetta appunto Alberto Sordi impegnato per la prima volta nel personaggio di Ferdinando (Nando) Meniconi, romanaccio con il mito degli USA. Una figura indimenticabile che ritorna in “Un americano a Roma" (1954), sempre per la regia di Steno, racconto strabordante di americanismo 'de’ noantri' che racchiude cento occasioni di risata a scena aperta.
Nei vari cast, spesso i registi sono ricorrenti e compaiono anche attori come Memmo Carotenuto, Mario Castellani, Carlo Croccolo, Dolores Palumbo e Luigi Pavese che hanno nobilitato il cinema italiano di quei lontani anni. E spesso, tra gli sceneggiatori, compaiono Age e Scarpelli due narratori sopraffini, capaci di interpretare perfettamente il clima e le vicende di quell’Italia che sembra ormai tanto lontana, ma che tale non è.

E fermiamoci qui. Otto film intelligenti e divertenti per affrontare con il dovuto spirito un periodo non esaltante della nostra vita con l’augurio che il tunnel, prima o poi, mostri sul fondo un po’ di luce.
Per il momento, “Tutti a casa” (Luigi Comencini, 1960).


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