Sorry We Missed You

L’ultimo film di Ken Loach è un’amarissima riflessione sulla perdita di identità e di valori nella società di oggi. Realismo estremo senza via di scampo. ()

downloadNewcastle, Inghilterra del nord. L’economia va male, è difficile se non impossibile trovare un lavoro che possa dare un minimo di tranquillità a sé e alla propria famiglia.
Ricky Turner (Kris Hitchen) le ha provate tutte, lavori manuali di ogni tipo e tanta buona volontà. La moglie Abbie (Debbie Honeywood) gira freneticamente la città per prestare amorevole opera di assistenza malpagata ad anziani e disabili.
Il figlio Sebastian (Rhys Stone) è un adolescente inquieto e irrequieto con una grande passione per i graffiti. La figlia più piccola Liza Jane (Katie Proctor) è una bimba giudiziosa e affettuosa.
Una famiglia nella norma, di quella che un tempo si sarebbe chiamata classe operaia, in cui si insinua il malessere di mancanza di benessere.
L’obiettivo dell’acquisto di un appartamento porta Ricky ad accettare un lavoro in franchising di consegna merci che lo sottopone, costretto da regole assurde e coercitive, a uno stress insopportabile che, inevitabilmente, ricade su tutti i suoi congiunti sino ai limiti della disgregazione del nucleo familiare.
Ken Loach (83 anni), in collaborazione con il suo sceneggiatore storico Paul Laverty, torna ancora una volta sui temi a lui cari dei vissuti delle classi meno abbienti, dove però la realtà della tradizionale classe operaia è stravolta e sconvolta da una insana crescita di individualismo in un mondo del lavoro senza più regole e senza controlli.
“Sorry We Missed You”, che è la frase che compare sugli avvisi di mancata consegna delle merci, è un film duro, di carica negativa estrema, senza spiragli di speranza e di riscatto. Il mondo è sempre più frantumato, i rapporti umani sono viziati dalla spasmodica ricerca di riscatto più economico che sociale, la famiglia sembra disgregarsi nella rincorsa di “valori” sempre più esasperati. Un messaggio amaro, carico di angoscia che scaturisce dalla rassegnazione e dall’impotenza.
Se un tempo piovevano pietre ora piove sul bagnato…


In programmazione al cinema Palestrina


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