Spazio Oberdan è morto, viva Spazio Oberdan

Il 20 maggio Spazio Oberdan chiude e lascia il testimone a Meet Center, centro internazionale di cultura digitale. Cineteca Italiana festeggia 20 anni di attività a Spazio Oberdan con una tre giorni di grandi film. La storia continua (si spera). ()

DSC06669Il 7 maggio 1999 quell’istituzione che allora andava sotto il nome di Provincia di Milano inaugurò Spazio Oberdan, un centro polifunzionale destinato a ospitare mostre d’arte e di fotografia e incontri di carattere culturale di varia natura, oltre agli uffici dell’Assessorato alla cultura. La sala dello Spazio venne destinata principalmente alla programmazione cinematografica della Fondazione Cineteca Italiana.
In quella data, ormai lontana 20 anni, lo spazio espositivo venne inaugurato con una grande mostra dedicata a Mirò, mentre in sala la primissima pellicola proiettata fu “Stramilano”, cortometraggio visionario di Corrado D’Errico, datato 1929, con accompagnamento musicale al pianoforte di Stefano Maccagno.

Lo Spazio era stato progettato dagli architetti Gae Aulenti e Carlo Lamperti che trovarono felici soluzioni per ristrutturare quello che un tempo era stato il Cinema Giardini. Lo spazio espositivo venne ricavato dalla galleria del cinema, mentre a piano terra venne mantenuta la sala di proiezione con servizi annessi.
La sala, che aveva e ha 193 posti a sedere, suscitò da subito qualche perplessità per l’uso diffuso, sulle pareti e sul soffitto, di legno scuro che, per quanto estremamente elegante, aveva e ha il difetto di riflettere in parte le immagini.
Da quel giorno Spazio Oberdan ha organizzato decine e decine di mostre. La più frequentata in quegli anni (più di venti mila visitatori) fu la mostra fotografica “Snaps” di Elliott Erwitt, straordinario fotografo, per altro anche dotato di enorme umanità e simpatia. Merce rara.

Da quel 7 maggio 1999, almeno per quindici anni, Spazio Oberdan ha ospitato centinaia di mostre, eventi, proiezioni. Alla rinfusa ecco di seguito alcuni nomi di persone della cultura nazionale e internazionale che da lì sono transitate e ci scusino quelli che involontariamente abbiamo tralasciato: Umberto Eco, Aleksandr Sokurov, Manoel de Oliveira, Terrence Malick, Nanni Moretti, Marco Bellocchio, Enzo Jannacci, Renzo Arbore, Moni Ovadia, Otar Iosseliani, James Ellroy, Ivan Della Mea, Enrico Ghezzi, Ermanno Olmi, Giulia Lazzarini, Luca Ronconi, Mariangela Melato, Maurizio Nichetti, Carlo Verdone, Franco Battiato, Francesco Guccini, Elisabetta e Vittorio Sgarbi, Maurizio Cucchi, Patrizia Valduga, Umberto Fiori, Giovanni Raboni e Alda Merini a cui la sala cinema venne intitolata nel 2010.
Ma veniamo ai nostri giorni. Nel luglio del 2018 la Città Metropolitana di Milano, subentrata alla Provincia di Milano, ha ceduto lo Spazio alla Fondazione Cariplo che ha deciso di destinare il luogo a un centro internazionale di cultura digitale, garantendo però il ruolo della Cineteca.

Giusto per festeggiare i 20 anni di proiezioni presso Spazio Oberdan, la Cineteca Italiana organizza una tre giorni di festa (10-11-12 maggio) con la proposta di undici capolavori del cinema, come da programma:
La festa si apre alle ore 19.30 di venerdì 10 maggio (ingresso libero con prenotazione obbligatoria) con la proiezione del film di Augusto Genina “Miss Europa-Prix de Beautè” (1930) con Louise Brooks, la stessa pellicola che venne proiettata l’8 maggio del 1999, primo giorno di programmazione della Cineteca Italiana presso Spazio Oberdan.
Il titolo della manifestazione recita: “IN20AMO IL FUTURO- MEET CENTER (EX SPAZIO OBERDAN)” ad annunciare un prossimo cambio di denominazione del luogo che non si sottrae e forse non può sottrarsi all’imperante uso della lingua inglese per qualsiasi o qualsivoglia manifestazione.
Ma la vera notizia è che Spazio Oberdan, ormai ex, chiude le sue attività il 20 maggio per riaprire in autunno con la nuova denominazione e con la nuova vocazione.

Lunga vita, comunque.


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