Dilili a Parigi

Un sorprendente film d’animazione che coniuga avventura e cultura con colorata leggerezza, restituendo
una Parigi da memoria collettiva.
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dilili a parigi immagine
Non è certo scontato che i film d’animazione siano riservati esclusivamente ai più giovani, ma questo “Dilili a Parigi” di Michel Ocelot (“Kirikou”, “Azur e Asmar”) si pone in una sorta di terra di mezzo laddove il racconto avventuroso, perfettamente colorato e realizzato, e pertanto decisamente fruibile da un pubblico di giovanissimi, si innerva con uno scenario riservato a un pubblico non solo più adulto ma persino colto.

Dilili è una intraprendente ragazzina originaria della Nuova Caledonia che si ritrova a Parigi nel 1889 in
occasione dell’Esposizione Universale. Siamo in piena Belle Epoque, in una città allora sì capitale del
mondo, mirabilmente descritta, disegnata e animata da una maestro del genere.
Nelle suggestioni della Ville Lumière, la ragazzina e un suo giovane amico si trovano a competere con la
losca banda dei “Maschi Maestri” che hanno come scopo, tra l’altro, quello di reprimere sul nascere lo
spirito emergente dell’emancipazione femminile, di cui anche la piccola Dilili rappresenta un fresco risvolto.
Nella tormentata e avventurosa ricerca della verità, al fine di far trionfare come sempre il bene, la piccola
kanaca incontra personaggi storici (scrittori, artisti, scienziati) che l’aiutano a dipanare la complessa
matassa.
Da Ernest Renan (chi si ricorda del suo “La vita di Gesù”?) a Erik Satie, per non dire di Proust, Matisse,
Toulouse Lautrec, Renoir, Degas, Monet, Pasteur e un giovane Pablo Picasso.
Accanto a Dilili, una sorta di Zazie di fine ‘800, si ergono a sue sostenitrici donne come Marie Curie, Sarah Bernhardt e Louise Michel, grande protagonista della Comune di Parigi a cui, tra gli altri, Paul Verlaine dedicò questi versi:” Lei ama il Povero aspro e franco/ o il timido; lei e la falce/ nel grano maturo per il pane bianco…”.
Naturalmente è bene ciò che finisce bene in un tripudio di colori e di immagini in cui l’eleganza della
realizzazione ci riporta indietro nel tempo e nello spazio.
“Dilili a Parigi” è godibile per grandi e piccini, come si diceva un tempo, i grandi, più dei piccoli, hanno anche occasione per ripassare la storia e ricordarsi che, malgrado qualcuno lo neghi, è pur sempre maestra di vita.

In programmazione al cinema Palestrina


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