Una donna in cammino


Lunedì 16 aprile alla Biblioteca Sormani è stato presentato un libriccino su Maria Grazia Cutuli, inviata del Corriere della Sera, uccisa in un agguato nel 2001 in Afghanistan lungo la strada che porta da Jalalabad a Kabul. Ultimo viaggio della giornalista.
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Maria Grazia Cutuli WEB

La sala del Grechetto, spazio intimo e raccolto, si è rivelata una scelta perfetta per presentare questo piccolo, prezioso libretto su una grande donna e giornalista.

Dopo il saluto dell'Assessore alla Cultura Stefano Boeri, all'evento, moderato da Clara Sereni (direttrice della collana le "farfalle") sono intervenuti l'autrice del libro, Cristiana Pumpo, i colleghi Fausto Biloslavo, giornalista di guerra e Barbara Stefanelli del Corriere della Sera, quest'ultimi amici di Maria Grazia.

Ma altri amici erano lì, presenti, in un silenzio di affetto misto a nostalgia e commozione, ad ascoltare e rivivere, insieme alla sorella Donata, non solo la figura della giornalista ma l'immagine di quella donna complessa, determinata, appassionata e viaggiatrice del mondo e nell'anima quale era Maria Grazia Cutuli.

Il libro possiede caratteristiche importanti: un percorso attento e minuzioso alla ricerca della sua personalità e come giornalista e come persona attraverso i diari, foto, documenti di lavoro, da una parte, dall'altra parlano e ricordano di lei gli amici, i colleghi che ne hanno condiviso la passione per il lavoro e per la vita che, in stretta simbiosi, in lei erano una sola cosa.

Un particolare curioso, non privo di importanza, l'autrice non ha mai conosciuto di persona Maria Grazia. Per scoprirla e raccontarla, come ammette, si è fatta accompagnare nel suo mondo trovando "tanto di tutto".

E allora, con grazia e riserbo, non comparendo mai nel racconto, lascia che attraverso il dialogo della stessa Maria Grazia e dei suoi amici, si ricomponga il complesso personaggio di giornalista e donna, riuscendo a restituirle la vitalità, il coraggio, l'impegno e l'inquietudine che le erano proprie.

E così il racconto, come chiave di lettura, parte dalla "immagine della donna viaggiatrice per descrivere il senso che il viaggio aveva avuto nella sua vita, viaggio inteso anche come percorso personale".

Nel filo intenso delle pagine scorrono guerre e genocidi, la guerra in Kosovo, in Africa ma specialmente in Ruanda e in Afghanistan,"i paesi della sua vita", come li definisce Pietro Rashillà collega e amico che ha condiviso con lei, tra Pakistan e Afghanistan, gli ultimi mesi della sua vita.

Ecco rivivere il suo viaggiare con la mente e il cuore dovunque ci fosse qualcosa da raccontare con uno sguardo lucido, attento ai particolari, ma sempre con una visione femminile che va oltre la guerra, come ricorda Fausto Biloslavo con lei in uno dei suoi primi viaggi in Bosnia come inviata di Epoca: le donne, i bambini, la condizione femminile e i diritti dei più deboli, dei diseredati," e i racconti, le testimonianze, il coraggio delle denunce che fa proprie, non solo per dovere di cronista ma per raccontare le vere radici della violenza e gli aspetti meno evidenti di un conflitto".

La condivisione, l'empatia, l'essere dentro le cose le appartenevano e i suoi reportage ne sono la testimonianza.

Nella professione e nella vita, un filo mai sospeso ma fortemente annodato: intelligente, ironica, simpatica e divertente solo se e quando voleva. Eccessiva, a volte insopportabile ma generosa, fortemente legata agli amici, alla famiglia, alla sua Sicilia che tanto assomiglia, talvolta, al luogo dov'è morta "un posto bellissimo, di una durezza meravigliosa, di una bellezza struggente, rocce, colore, mai un albero". Il cielo blu.

E il suo rapporto mai risolto con Milano,"l'ammorbante Milano" come lei la definiva, “dove compri i vestiti di Prada che non ti stanno mai" ma alla quale faceva sempre ritorno, per finire spesso nei suoi buchi neri di inquietudine e angosce e poi rinascere in vista di un nuovo viaggio.

Questo e altro, era Maria Grazia Cutuli.

Un libriccino, solamente un centinaio di pagine, ma dove noi amici l'abbiamo ritrovata, pensando che lei è ancora qui: "Con i piedi a mollo nella corrente delle cose".

Marzia Frateschi




 


 "Maria Grazia Cutuli"
 Cristiana Pumpo
 Ali&no editrice. Collana "Farfalle"

 Parte dei proventi de le "Farfalle" saranno devoluti 
 alla Fondazione "La città del sole"- Onlus, 
 che costruisce progetti di vita per persone 
 con gravi problemi psichici.

 


Tags:
afghanistan, giornalista di guerra, Maria Grazia Cutuli

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