La favorita

Giochi di potere nell’Inghilterra del XVIII secolo. Una competizione a tutto campo, tutti contro tutti per la brama del potere. Ieri come oggi. ()

la favorita immagineRegno di Gran Bretagna agli albori del 1700. La regina Anna (Olivia Colman) è golosa, lussuriosa e infelice. Soffre di gotta e di altri malanni dello spirito e della mente. Negli appartamenti reali convive con diciassette conigli tanti quanti i suoi figli mai nati o morti poco dopo il parto. Conduce neghittosamente gli affari politici del suo Paese, militarmente impegnato in un’estenuante guerra di supremazia con la Francia.
In Parlamento Whig e Tory si alternano al potere, utilizzando la svogliata sovrana a proprio piacimento.
Intorno a lei, due donne si contendono i suoi favori negli intrighi di corte e nell’alcova, in un sottile conflitto di interessi senza esclusione di colpi.

Cinica e disincantata lettura di una pagina della storia inglese, il film di Yorgos Lanthimos (“The Lobster”, “Il sacrificio del cervo sacro”, entrambi premiati a Cannes) racconta, utilizzando gli strumenti della satira sociale, una discesa agli inferi di una persona debole e malata che per volere divino è stata destinata a decidere le sorti del mondo.
Il duello tra le due favorite (Rachel Weisz ed Emma Stone) ricorda gli intrighi e la competizione tra dive di “Eva contro Eva” (Joseph L. Mankiewicz, 1950), con la preziosità di ambienti sontuosi, musiche barocche e personaggi emblematici per quanto non certo esemplari.
Due ore di spettacolo, suddiviso in otto capitoli, ben condotto da una narrazione virata al grottesco attenta a cogliere le psicologie delle persone, i loro turbamenti, la loro brama di potere e di sopraffazione.
Invidie, congiure e cinismo, con un’abbondante spruzzata di sesso, conducono il gioco del mondo.

Allora come ora. E allora come ora, il potere, così come il sonno della ragione, genera mostri.
Convincente la prova delle tre grandi interpreti che gareggiano in bravura sostenute da una regia vigorosa e sagace.
“La favorita” non è un film banale.


In programmazione al Cinema Plinius e all’Arcobaleno Film Center.


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