La Milanesiana fa 19 (anche in zona 3)

Torna in città una manifestazione entrata ormai di diritto tra gli appuntamenti più attesi dell’estate culturale di Milano ma non solo… ()

la milanesiana 2018 immagineDiciannovesima edizione di un festival culturale dedicato alla letteratura, musica, cinema, scienza, filosofia, teatro, e per la prima volta, anche al diritto (per non dire dell’arte).
Dal 9 giugno al 19 luglio, con un’estensione per l’arte sino al 30 settembre, numerosi appuntamenti interdisciplinari a cui La Milanesiana ci ha abituato nel corso delle sue precedenti edizioni.
Scrive nel prologo al programma Elisabetta Sgarbi, a cui si deve dal 2000 l’ideazione e la direzione della manifestazione: ”Sempre più disteso nel tempo e diffuso nello spazio, il Festival continua a viaggiare per l’Italia, curioso, ma anche desideroso di portare “fuori” l’energia che lo anima e che anima Milano. E desideroso, viceversa, di trasformare in energia la bellezza dei luoghi che attraversa”.
Oltre a Milano, che rimane al centro della programmazione e dell’attenzione propositiva, quest’anno La Milanesiana approda a Bormio, Matera, Ascoli Piceno, Verbania, Ferrara, Firenze e Collodi.
Il fil rouge che quest’anno dà il senso dell’impresa è “il dubbio e la certezza”, un amletico tema intorno al quale raccogliere parole, suoni e visioni.

Nel rimandare all’abbondante programma generale della manifestazione (www.lamilanesiana.eu), smisurato cahier di proposte e di sottili provocazioni culturali, ecco di seguito qualche nome, in ordine sparso, per dare il senso complessivo delle partecipazioni al festival: Dacia Maraini, Massimo Cacciari, Ramin Bahrami, Baustelle, Le Luci della Centrale Elettrica, Claudio Magris, Patrick McGrath, Michael Cunningham, Andrea Vitali, Davide Van De Sfroos, Tahar Ben Jelloun, Petros Markaris, Paolo Fresu, Omar Sosa, Gao Xingijan, Paolo Cognetti, Emanuele Severino, Giulio Giorello e ci perdonino tutti quelli (la stragrande maggioranza) che non abbiamo citato.
Al di là dell’impegnativo viaggio in Italia, molte anche le sedi milanesi di cui ben quattro si collocano nel territorio di nostra competenza.

Daremo dunque succinta notizia di questi appuntamenti fisicamente più vicini a noi per dare il senso di un programma sicuramente di respiro internazionale che va anche meritoriamente nei quartieri e nelle cittadine di provincia (vedi Collodi).
Per quel che ci riguarda, il primo appuntamento di zona scatta sabato 30 giugno alle ore 15 a Spazio Oberdan/Cineteca Italiana dove lo scrittore inglese Patrick McGrath propone alla visione due film da lui selezionati: “Viale del tramonto” (1950) di Billy Wilder (si segnala agli organizzatori che nel programma c’è un articolo di troppo) e “Il signore delle mosche” (1963) di Peter Brook.
Alle ore 21, stessa location, lettura cinematografica di Patrick McGrath con la partecipazione di Teju Cole (scrittore USA di origini nigeriane) a cui seguirà la proiezione del film “Spider” (2002) di David Cronenberg, tratto da un romanzo dello stesso McGrath.
Si replica il giorno dopo, domenica 1 luglio, quando sarà Teju Cole a proporre la visione di “Sans soleil” (1983) di Chris Marker e “Il tocco del peccato” (2013) di Jia Zhangke, due film di grande spessore come del resto quelli indicati da McGrath.
Il 6 luglio (ore 12) la Milanesiana approda all’Auditorium Stefano Cerri di via Valvassori Peroni 56, accanto alla biblioteca comunale, per proporre “Omaggio a Lucio Battisti in parole e musica” con letture di Crocifisso Dentello, Antonio Di Martino, Roberto Cotroneo e Francesco Tricarico, a cui segue un concerto in due parti affidato a Di Martino e Tricarico. Coordina Andrea Laffranchi.
L’omaggio a Battisti, tra i più amati (e contrastati) cantautori italiani, ci consente di ricordare che l’artista ha abitato a lungo nella nostra zona, in una casa con giardino di largo Rio de Janeiro 6, nei primi anni ’70 del secolo scorso.
Sabato 7 luglio (ore 21) Spazio Teatro Noh’ma (via Orcagna,2) ospita una serata dedicata a Umberto Eco, spessissimo presente alla Milanesiana con lectio magistralis di elevato profilo. La serata prevede una lettura scenica da “Il fascismo eterno” di Eco a cura del regista teatrale Lorenzo Loris, un concerto intitolato “La misteriosa fisarmonica della Regina Loana”, di echiana memoria, con l’ottimo fisarmonicista Gianni Coscia e lo spettacolo teatrale “Una promessa d’amore”, testo di Lucrezia Lerro, altro nome ricorrente della Milanesiana, per la regia di Lorenzo Loris.

Chiude la presenza territoriale di zona 3 lo spettacolo teatrale in anteprima “Il cigno nero e il cavaliere bianco” di e con Roberto Napoletano, con la regia di Angelo Generali, tratto dal libro omonimo edito da La nave di Teseo.
Dove accade tutto ciò? Al Teatro Menotti alle ore 21 di martedì 17 luglio.
Ecco, in estrema sintesi, quello che attende il pubblico nell’edizione numero 19 della Milanesiana, secondo uno schema ormai consolidato che ama mescolare gli ingredienti in una sorta di melting pot culturale che, in passato, ha (quasi) sempre dato buoni frutti.
Se poi qualcuno si dovesse maliziosamente chiedere cosa c’entri Al Bano con questa manifestazione, non gli resta che partecipare alla serata del 13 luglio al Piccolo Teatro di via Rovello dove il cantante dialogherà con lo storico Giordano Bruno Guerri e sarà protagonista di un concerto breve (cinque canzoni).
E nella certezza del dubbio, a cui anche quest’ultima considerazioni ci rimanda, non resta che parafrasare Descartes e suggerire: ”Dubito ergo sum”.


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