Assassina

Sino al 19 marzo è in scena all’Elfo Puccini lo spettacolo probabilmente più interessante della stagione
teatrale in corso. Assolutamente da non perdere.
()

Assassina immagineAll’origine il testo di una commedia difficilmente classificabile di Franco Scaldati, uomo di teatro siciliano a
tutto tondo scomparso nel 2013, a cui si deve una costruzione linguistica ed espressiva assolutamente
originale.

A partire da quel testo, Enzo Vetrano e Stefano Randisi, registi e interpreti, costruiscono un percorso di
doppia identità in cui, con un sottile gioco di intelligente ironia, una “vecchina” (Vetrano) e un “omino”
(Randisi) abitano nella stessa misera casa l’una all’insaputa dell’altro, e, al contempo, l’uno e l’altra
definiscono la stessa faccia di una storia identica, al punto da mettere in dubbio la doppia identità stessa.
In una abitazione frequentata da galline e topi con la gobba, in cui la povertà è più che palpabile, l’uomo e la donna si affrontano, si confrontano, si sovrappongono in un crescendo espressivo in cui il sonno assomiglia alla morte e la morte al sonno.  
A fare da straordinario contrappunto, le voci e le musiche dei Fratelli Mancuso nella parte dei genitori che assistono alle schermaglie dei protagonisti da un barocco tableau vivant sonoro. Dal quadro avvolto dalla penombra i due musicisti suonano in scena rari strumenti come il salterio ad arco o il mezzo calascione e cantano con voci personalissime, potentemente mutuate dalla tradizione popolare siciliana.

Il risultato finale è una rappresentazione surreale che, senza scomodare citazioni e analogie, restituisce con
ironia i tormenti quotidiani, per cui universali, del malessere del vivere. Che poi ci sia un assassinio vero e
proprio poco importa. Il resto è ombra.
Spettacolo sorprendente per corposità espressiva, “Assassina” è preceduto da una breve lezione di termini
siciliani a cura di Stefano Randisi al fine di fornire chiavi di lettura linguistica a chi siciliano non è. E questo
prologo è già spettacolo di linguaggio e di clima. Cantano i Fratelli Mancuso (nella traduzione italiana
fornita nel prezioso libretto che accompagna lo spettacolo): “Il pensiero umano crea e crea storie,/ eterne
voci umane storie raccontano./ Quest’aria notturna crea infinite immagini,/ come sono lucenti e oscure
queste immagini!”.

Interpreti eccellenti richiamati in scena da ripetuti e sonori applausi.
Per i più attenti frequentatori del teatro milanese, sarebbe veramente sciocco perdere questo spettacolo. 

Assassina
di Franco Scaldati 

Interpretazione e regia Enzo Vetrano e Stefano Randisi

Musiche composte ed eseguite dal vivo dai Fratelli Mancuso 

Produzione Emilia Romagna Teatro Fondazione 

Info: www.elfo.org


Commenta

 
 Rispondi a questo messaggio
 Nome:
 Indirizzo email:
 Titolo:
Prevenzione Spam:
Per favore, reinserire il codice riportato nell'immagine.
Questo codice serve a bloccare i tentativi di inserimento automatici.
CAPTCHA - click right for audio Play Captcha