Incontri di gennaio alla Valvassori Peroni

Il nuovo anno si apre con interessanti appuntamenti dedicati alla narrativa, alla fotografia e alla Seconda Guerra Mondiale ()

la Zona 3

Martedì 10 gennaio, alle 18, si terrà un incontro con Enzo Tarsia, uno dei vari autori del libro “Natale a Milano – Moving stories”, in cui sono riunite storie che descrivono le atmosfere natalizie di una città in movimento: il traffico, le vetrine decorate, gli alberi addobbati, il centro, le periferie ai confini della campagna invernale. Nei quindici racconti dell’antologia”, spiega Enzo Tarsia, “Milano e i dintorni sono scrutati da ogni angolo e su diversi mezzi, dai tram ai bus, dai treni ai taxi, in un momento magico qual è l’avvento del Natale. Sono sguardi di scrittori giovanissimi o maturi, che, con pathos e fantasia, attraversano e accarezzano la metropoli risalendo nei secoli e nei vicoli più sorprendenti e inaspettati”.

Dall’11 al 21, sarà esposta la mostra fotografica “Punti di vista”, di Roberto Ciceri, un professionista che ha saputo farsi notare, oltre che per la bellezza delle sue immagini, per i suoi numerosi servizi fotogiornalistici, tra cui quello dedicato lo scorso novembre al Meeting annuale di “Medici con l’Africa Cuamm”, al quale ha partecipato anche il presidente Mattarella.


L’autore si è avvicinato giovanissimo alla fotografia, quando ha cominciato a esplorare e inquadrare con l’obiettivo la sua città, Milano. Il suo sguardo si è poi esteso ad altri soggetti e soprattutto ai paesaggi - campagna, mare, montagne -, ripresi con effetti suggestivi. “Punti di vista” è un’antologia che ripercorre l’attività di Ciceri nel tempo, dagli esordi a oggi. “In questa mia personale”, dice il fotografo, “ho voluto rappresentare tutti quei temi che ho sviluppato in quarant'anni di passione fotografica. Sono sempre stato attratto e incuriosito da tutto ciò che mi circonda. I miei primi scatti erano in bianco e nero e forse è per tale ragione che sono rimasto particolarmente legato a questa tecnica. La foto deve trasmettere un'emozione che si prova in un brevissimo spazio temporale. Negli anni ho riscontrato che le immagini migliori sono quelle più semplici, dove il particolare rappresenta il tutto. Il fotografo deve anche riuscire a guardare quello che altri si limitano a vedere. Il paesaggio è forse ciò che permette più tempo di riflessione, così si ha la possibilità di comporre al meglio il soggetto. Una poesia non è solo un componimento letterario: può e deve essere anche un’immagine. Se volessimo dare una definizione della fotografia potremmo farci aiutare  da un famoso motto latino, tradotto in ‘cogli l'attimo’". Una massima che Roberto Ciceri non dimentica mai nel suo lavoro.


Mercoledì 18, alle 18, si parlerà della Seconda guerra mondiale partendo dal libro di Angela Giannitrapani “Quando cadrà la neve a Yol”, nel quale si narra di due uomini anziani che tornano in India per rivedere il campo dov’erano stati imprigionati durante il conflitto. “Che fare quando inaspettatamente si trova un diario di prigionia?”, si chiede l’autrice dell’opera. 

“Leggerlo, naturalmente. E poi? Poi ho sentito l’impulso di scriverne, ma non sapevo come, cosa. E, visto che era il diario di mio padre, ho deciso di fare un viaggio, di percorrere le sue orme e arrivare al campo dove fu tenuto prigioniero dagli inglesi, dal 1942 al 1946, nel nord dell’India, alle falde dell’Himalaya. Da quel viaggio e dal libro che ne è nato ho imparato molto. Si può raccontare la grande Storia attraverso le vicende dei singoli, cogliendo le loro esperienze e i loro punti di vista, confrontandoli con altri ancora e mettendoli in rapporto col presente. 

Si delinea così un disegno dalle mille sfumature, più complesso di quello in bianco e nero dei manuali di storia e forse più fedele alla molteplicità delle sofferenze e alle contraddizioni delle vicende storiche. Utile da passare alle nuove generazioni”.



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