Le mostre in spazi espositivi, musei e gallerie del Municipio 3

Per prima cosa, un cenno alla partecipazione di Lusvardi Art alla decima edizione di “Milano Scultura”, fino al 4 ottobre presso la Concessionaria 23, in Via Maiocchi.
Alla Galleria Massimo De Carlo, in Viale Lombardia, fino al 10 ottobre, & una certa massa alla base di tutto | e massa determinata alla base di tutto, personale di Lawrence Weiner, compianto artista americano che ha ridefinito la scultura rendendo il linguaggio il suo materiale. Per oltre mezzo secolo ha inciso parole su muri, edifici, tombini, pelle, spesso con un carattere tipografico da lui stesso disegnato (Margaret Seaworthy Gothic), nella lingua del luogo in cui venivano lette: le parole stesse sono la scultura. Ha eluso ogni etichetta: proveniva dalla pittura, dalla scultura su tela e dalla performance, dagli stessi anni dell'Arte Povera e della Land Ar, e ha mantenuto un istinto democratico in ogni momento: l'opera non richiede alcuna conoscenza pregressa, solo la volontà di leggerla. https://massimodecarlo.com/
Presso iKonica Art Gallery, in via Porpora,
fino al 10 ottobre, una doppia esposizione:
Liminal: between reality and the virtual, collettiva che esplora
il confine tra realtà e virtuale attraverso la fotografia, le creazioni
digitali e l’uso dell’intelligenza artificiale, con opere di artisti come Anne
Avaux, Carme Gotsens, Boxados Ruiz, Oriol Puigdomenech, Giorgia Art, Antonio
Aguirre, Dimitrios Paterakis, Incertagloria, Mireia Norberto e Arnau Tasies - When
the Earth Speaks from Texas to Milan: personale dell’artista Marjorie
Parker, con i suoi scatti incentrati sui suggestivi e lontani paesaggi
texani. https://www.ikonica.eu/mostre-in-galleria/
Al MEET/Digital Culture Center, in Porta Venezia, fino al 25 ottobre: 2030: Collective Resonance. Human, AI, Rituals and Virtual Memory, collettiva di opere da Taiwan che porta a Milano alcuni degli artisti più significativi della scena contemporanea della new media. Le opere indagano l'evoluzione dell'immaginario culturale di Taiwan all'interno di un contesto tecnologico globale, immaginando un futuro ormai prossimo in cui tecnologia e cultura sono profondamente intrecciate. Allo stesso tempo, esplora come la memoria culturale venga trasformata e rigenerata nell'era dell'AI, dando forma a una risonanza collettiva in cui passato, presente e futuro dialogano costantemente. www.meetcenter.it/it/
Alla Fondazione Mudima, in Via Tadino, fino al 30 ottobre, Luce e Movimento – Licht und Bewegung, personale del pittore e artista performativo austriaco Helmut Schober, nato nel 1947 a Innsbruck e morto nel 2024 a Milano. Capace di catturare la luce e riproporla sulla tela a un livello altissimo di astrazione, Schober riesce a conglomerare la forza della natura attraverso il concetto di vortice (vortex), creando un turbine di luce che rapisce lo spettatore. La mostra ripercorre alcune tappe fondamentali della sua ampia produzione artistica: dalle foto delle performance degli anni Settanta al ritorno alla pittura negli anni Ottanta. Grazie a una speciale miscela di pigmenti colorati puri e grafite, che applicava a rilievo in vari strati sovrapposti, Schober crea una luce che si irradia nello spazio, superando la bidimensionalità del dipinto su tela. www.mudima.net
Presso Galleria Manifiesto Blanco, via Via Benedetto Marcello, fino al 31 ottobre, Rigenerazioni, personale di Françoise Bertolini, artista svizzera che attraverso scultura e installazione indaga il confine sottile tra perdita e rinascita, fragilità e trasformazione. Ha dedicato i primi anni della sua ricerca alla ceramica, al bronzo e alla pietra, realizzando opere che evocavano la forza del femminile, la fertilità e la capacità della donna di mutare forma senza perdere la propria essenza. Al centro di questa mostra una riflessione contemporanea: il riciclo non come semplice recupero della materia ma come possibilità di una nuova identità. Un linguaggio che mette al centro la vulnerabilità, la perdita d'identità provocata dalla distruzione e la sorprendente capacità della materia – e dell'essere umano – di rigenerarsi. Vetri di Murano, seta, feltro, paglia d'acciaio e materiali di recupero dialogano tra loro in combinazioni inattese. una nuova forma di identità. www.manifiestoblanco.com
Alla Galleria Vistamare, in Via Spontini, fino al 14 novembre, IMMAGINI DEL VUOTO: dalla camera oscura alla camera chiara, mostra dedicata a Mimmo Jodice (Napoli, 1933–2025), figura centrale della fotografia contemporanea. La sua è fotografia non come atto di rappresentazione ma come meditazione sulla realtàTraduzione di Italiano. . La mostra passa dal lavoro sperimentale degli anni '60 e '70 – con le loro opere concettuali e documentari sociali – alle raffinate di Vedute di Napoli (1980), fino a una selezione della serie Eden (1995). Jodice si è concentrato sull'essenza stessa dell'immagine, strettamente analogica e in bianco e nero. https://vistamare.com/
Presso The Open Box, in Via Pergolesi, fino al 29 novembre, Memorie, doppia esposizione dedicata a due artisti contemporanei: Valentino Albini e Paolo Masi. Il primo, nato a Reggio Calabria nel 1959, insegna fotografia dal 1985 e ha lavorato come fotografo per la moda, il design, la pubblicità e l'editoria. È il fotografo ufficiale del Dipartimento per i Beni Culturali dell'Università degli Studi di Milano. Masi, scomparso quest’anno, era nato nel 1933 a Firenze. Negli anni Settanta si è avvicinato alla Pittura Analitica, lavorando sulla ritmicità della scomposizione. Nel 1974 la sua "attenzione analitica" si sposta sulle Tessiture (tele cucite) e sui cartoni da imballaggio, che tratta con varie tecniche, pittoriche e non, elaborando in modo personale quel materiale povero. Ingresso alla mostra solo su appuntamento. www.theopenbox.org
Da Giò Marconi, in Via Tadino, fino al 19 dicembre, Canto delle Sirene, personale di Nathalie Djurberg e Hans Berg. Immersa nella semioscurità, la mostra si sviluppa attraverso una serie di animazioni in stop-motion. Ogni film ruota attorno a un singolo elemento scultoreo sovradimensionato - un naso, un orecchio, un paio di glutei - forme modellate in argilla, isolate e ingrandite, deliberatamente. Al tempo stesso solenni e assurdi, sembrano appartenere a un repertorio simbolico in cui il corpo diventa frammento, reliquia e enigma. Song of the Sirens indica il desiderio piuttosto che ciò che si desidera. Le storie emergono dall'assenza, le fantasie si intrecciano con il mito. www.giomarconi.com/en
Infine, alla Casa Museo Boschi Di Stefano, in Via Jan, a partire dal 21 ottobre: Laboratorio Messina. A 250 anni dalla fondazione dell’Accademia di Brera, dove Francesco Messina ha insegnato quasi ininterrottamente dal 1934 al 1969, e a 50 anni dall’apertura al pubblico dello Studio Museo Francesco Messina, chiuso per lavori di ristrutturazione e adeguamento, una significativa selezione di opere, un racconto che attraversa quattro decadi di scultura del Novecento. www.casamuseoboschidistefano.it/
Nella foto: Canto delle Sirene, personale di Nathalie Djurberg e Hans Berg.presso Giò Marconi
