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  • Restituire i parterre alla città: la “faida” di via Eustachi

    La protesta di via Eustachi riapre il confronto sul rapporto tra sosta, sicurezza dei pedoni, tutela del verde e uso dello spazio pubblico a Milano. Il caso dei parterre alberati diventa il simbolo di una trasformazione urbana che impone di conciliare le esigenze dei residenti con la necessità di restituire marciapiedi e aree verdi alla collettività. ()
    Foto Eustachi 2
    Un piccolo albero di acero spezzato nottetempo, una pila di biciclette di “bike-MI” ammassate in segno di sfida davanti alla sede del circolo del Partito Democratico 02PD di via Eustachi 48 e la segnaletica spostata durante la notte lungo il parterre alberato. Gli episodi di tensione registrati tra piazzale Bacone e via Plinio non sono soltanto la cronaca di una protesta di quartiere, ma il sintomo di una resistenza culturale di fronte alla scelta, ormai strategica, dell'amministrazione milanese di liberare lo spazio pubblico dall'occupazione abusiva delle automobili.

    Quella che per oltre trent'anni è stata dapprima concessa e poi pretesa come "sosta tollerata", questa la definizione ufficiale, è tornata a essere ciò che è sempre stata: un'occupazione indebita di suolo pubblico e di marciapiedi, in palese violazione del Codice della Strada e del Regolamento del Verde. L'intervento avviato dal Municipio 3 per la posa dei paletti dissuasori, peraltro contenuto chiaramente nel programma della giunta al governo dal 2021, punta a ripristinare la legalità, proteggere la salute dei platani storici e garantire la sicurezza dei pedoni, così come è già avvenuto in molte situazioni analoghe in tutta la città.

    Nella seduta del Consiglio di Municipio 3 del 24 settembre dedicata a questo tema, diversi residenti e comitati hanno espresso forte contrarietà all'intervento. Hanno lamentato la perdita di posti auto e i costi delle autorimesse private, chiedendo di fermare il cantiere e criticato le tempistiche di comunicazione. Altri cittadini e rappresentanti delle opposizioni hanno espresso preoccupazioni per le necessità quotidiane di lavoratori e famiglie.

    Di contro, le argomentazioni della Giunta municipale e dei consiglieri di maggioranza hanno chiarito con fermezza la natura strategica dell'intervento, uno dei tanti previsti da questa giunta, di cuiu molti realizzati. Come ha ricordato la presidente del Municipio 3 Caterina Antola, via Eustachi rappresenta un'arteria percorsa ogni giorno da centinaia di bambini diretti verso quattro plessi scolastici e una piscina. Mantenere le auto in sosta sul parterre significa costringere veicoli a manovrare in retromarcia sui marciapiedi, creando situazioni di gravissimo pericolo per l'incolumità dei più piccoli e dei pedoni fragili.

    Anche l'assessore alla Mobilità del Municipio 3, Dario Monzio Compagnoni, ha spazzato via l'equivoco della "sosta tollerata" e ricordato come l'asfalto e la pressione continua di tonnellate di ferro compattino il terreno ed eliminino la permeabilità necessaria alla sopravvivenza degli alberi. Un concetto ribadito con forza anche dall'assessore comunale alla Mobilità Marco Mazzei, che ha sottolineato come l'uso dei dissuasori rappresenti l'unica risposta concreta e doverosa alle richieste di sicurezza e decoro avanzate da migliaia di cittadini.

    Sebbene la scelta del Municipio 3 sia impeccabile sul piano della tutela ambientale e della sicurezza stradale, gli stessi rappresentanti della maggioranza non hanno esitato a esprimere autocritica. Giacomo Pensabene, del Partito Democratico, presidente della Commissione Mobilità e segretario del circolo 02PD di via Eustachi 48, pur subendo direttamente l'inaccettabile pressione e gli atti vandalici contro la sede, ha riconosciuto con trasparenza che i canali di informazione preventiva verso i cittadini e i condomini avrebbero dovuto essere gestiti con maggior preavviso.

    L'autocritica sul metodo non intacca tuttavia la sostanza della decisione: liberare il parterre era un impegno programmatico del centrosinistra fin dal 2021 e l'amministrazione intende portarlo avanti fino in fondo.

    Per ridurre in parte l'impatto del provvedimento sui residenti il Municipio 3 ha già approvato un atto d'indirizzo per riorganizzare la sosta legale su strada, che prevede la trasformazione dei parcheggi su via Eustachi (nel tratto tra piazzale Bacone e via Plinio) dalla disposizione "in linea" alla disposizione "a spina di pesce", riorganizzazione che permetterà quasi di raddoppiare i posti auto regolari disponibili sulla carreggiata. Per consentire l'ampiezza necessaria alle manovre nel pieno rispetto del Codice della Strada, la via verrà convertita a senso unico di circolazione. Si è in attesa della necessaria delibera comunale in tal senso.

    Parallelamente, la Giunta ha avviato una mappatura delle strutture private della zona, compresi i parcheggi sotterranei dei supermercati, per promuovere convenzioni e tariffe agevolate per la sosta notturna dei residenti. L'assessore Mazzei ha confermato la piena disponibilità dell'amministrazione centrale ad aprire un tavolo di confronto con il Municipio e la cittadinanza per affinare i dettagli esecutivi di queste misure.

    Al di là dei toni accesi emersi in aula e delle difficoltà fisiologiche legate alla riorganizzazione della sosta, la vicenda di via Eustachi dimostra la bontà e la lungimiranza della linea intrapresa dal Municipio 3. In gioco non c'è una disputa su qualche decina di stalli, ma una precisa visione di città e di futuro.

    Per decenni, l'occupazione impropria dei parterre alberati è stata tollerata sottraendo suolo pubblico alla collettività. In una metropoli colpita con sempre maggiore intensità dalla crisi climatica, dalle isole di calore e da fenomeni meteorologici estremi, consentire che le auto continuino a soffocare le radici dei platani e a impermeabilizzare indirettamente il terreno non è più accettabile.

    La scelta della Giunta municipale e del centrosinistra, che è storica e che ha ottenuto buoni risultati in termine di riduzione delle auto, come mostrano i dati in fondo a questo articolo, non nasce da un intento punitivo verso gli automobilisti, ma attua un piano strategico di rigenerazione urbana. Liberare i parterre significa restituire permeabilità al terreno, proteggere la salute degli alberi e consentire la reale riqualificazione del verde nei quartieri.

    A questo si unisce la priorità indiscutibile della sicurezza stradale e della vivibilità degli spazi, garantendo che i bambini, gli anziani e le persone con disabilità possano camminare lungo via Eustachi senza il costante pericolo di veicoli in manovra sui marciapiedi.

    I miglioramenti nella comunicazione e nel coinvolgimento preventivo saranno preziosi per i prossimi interventi. Ma la direzione tracciata dal Municipio 3 è, a mio parere, quella giusta: la tutela dell'ambiente non è più rinviabile e va perseguita con scelte coraggiose.

    A conclusione riporto un post su FB dell'assessore Mazzei in risposta a un cittadino:

    “Da molti anni, direi 15 anni da Pisapia in avanti, le varie amministrazioni che si sono succedute hanno portato avanti, più o meno velocemente, politiche di restituzione dello spazio pubblico alle persone e di liberazione dei parterre alberati dalla sosta irregolare. Capisco che ci si renda conto delle cose solo quando si incontrano vicino a noi, ma tutto si può dire tranne che queste politiche di riequilibrio dello spazio siano improvvise o inaspettate. Invece, sì, è vero che i parterre e le aiuole dovrebbero essere curati meglio e da subito, ma questo non toglie che stiamo dando per normale, lecito, guidare automobili sui marciapiedi.”

    ----------------------------------------------------------------------------------------------------------------

    Sul tema, ecco una breve analisi sui valori percentuali del numero di auto nelle più grandi città europee e italiane.

    Le grandi città europee hanno in media molte meno auto rispetto alle città italiane, con valori che vanno dalle 22 auto ogni 100 abitanti di Londra fino alle oltre 60 delle città italiane più motorizzate:

      Londra: 22 auto su 100 abitanti

      Parigi: 27 auto su 100 abitanti

      Madrid: 32 auto su 100 abitanti

      Berlino 33 auto su 100 abitanti

      Milano: 51 auto su 100 abitanti

    Le città in Italia presentano tassi di motorizzazione generalmente più alti rispetto alla media del resto d'Europa. Negli anni 2000 il tasso di motorizzazione a Milano era superiore, ma nell'ultimo decennio (2015-2024) Milano è risultata una delle poche grandi città italiane in controtendenza, con una riduzione del rapporto auto/abitanti grazie al potenziamento del trasporto pubblico e alle politiche di restrizione della mobilità (come Area C e Area B). Nel confronto a livello nazionale l'Italia registra medie ben superiori (circa 70 auto ogni 100 abitanti nel 2024).

    La serie storica dimostra che a Milano, mentre la popolazione e il parco veicolare totale (inclusi scooter e moto) sono cresciuti, il numero complessivo di automobili è rimasto stabile o in leggera flessione nell'ultimo decennio.

    Anno

    Numero di Autovetture

    Tasso (Auto per 100 abitanti)

    2013

    700.000

    54

    2015

    687.000

    51

    2021

    678.000

    49 dato influenzato da pandemia e smart working

    2022

    684.000

    49 dato influenzato da pandemia e smart workin

    2023

    701.000

    51

    2024

    701.000

    50

    Milano è la metropoli italiana con il tasso di motorizzazione nettamente più basso e l'unica in cui il tasso di motorizzazione si è ridotto rispetto al picco degli anni 2000. Nelle altre grandi città, il rapporto tra veicoli e residenti è sensibilmente più alto, con tendenze all'aumento in controtendenza rispetto alla transizione meneghina. Questo fenomeno è strettamente legato alla capillarità della rete metropolitana, alle alternative di sharing mobility e alle politiche di limitazione del traffico veicolare privato (Ztl, Area C e Area B).

    Città

    Auto ogni 100 abitanti

    Tendenza del Decennio

    Milano

    51

    In leggera flessione / Stabile

    Torino

    61

    In aumento

    Roma

    64

    In aumento

    Bologna (Area metropolitana)

    61

    Stabile

    Media Nazionale

    66 - 68

    In aumento

    Nonostante Milano abbia meno auto per abitante rispetto alla media nazionale, la densità urbana e i ridotti spazi stradali mantengono i livelli di congestione e di occupazione dei parcheggi pubblici tra i più alti d'Europa.







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    Re: Restituire i parterre alla città: la “faida” di via Eustachi
    08/10/2026 FABRIZIO BOTTINI
    Ju9pF
    Non trovo alcun riferimento, Pierangelo, al metodo della «Urbanistica Tattica» usato con successo a suo tempo da Maran (esponente peraltro del Circolo Eustachi ma è solo una coincidenza). E che evidentemente non è stato colto nelle sue potenzialità di ricerca del consenso per le trasformazioni urbane. Pensare che si rivolgeva esattamente al tema della sosta abusiva e dello spazio pubblico, ma ne sono stati colti solo il valore politico elettorale e quello folkloristico dei disegni colorati per terra.


    Re: Restituire i parterre alla città: la “faida” di via Eustachi
    01/10/2026 Giorgio
    Sono daccordo sull’applicazione del CDS in argomento ma contestualmente il Comune deve incrementare i controlli e le sanzioni di chi non essendo residente parcheggia nelle aree strisce gialle per residenti.Purtroppo in questa citta’ vigili a piedi e in bicicletta non se ne vedono malgrado il loro numero veramente grande(3.500). Se si rimandassero a fare servizio sulle strade a piedi o in bicicletta si avrebbe anche un notevole risparmio nei consumi di carburante e riparazioni delle auto di servizio oltre al miglioramento del giudizio che I cittadini hanno della polizia locale.


    Re: Restituire i parterre alla città: la “faida” di via Eustachi
    01/10/2026 Mariapaola Mauri
    Buongiorno, ero presente al dibattito in Consiglio di Zona. Sono per una liberazione lenta e costante dei parterre alberati, siamo l'unica città al mondo dove è tollerato parcheggiare sulle radici degli alberi. Però l'alternativa non può essere quella di aumentare i parcheggi in strada (a lisca di pesce anzichè in linea): questo significa solo spostare il problema e continuare ad avere una città soffocata dalle auto (già ora parcheggiate per il 90% del tempo in qualsiasi "buco" disponibile: in curva, seconda fila, in mezzo alla carreggiata...). Bisogna prevedere più parcheggi interrati a prezzi calmierati per i residenti. Nella mia Via (Via Gaio) hanno fatto i parcheggi a lisca di pesce. Ebbene: oltre a essere veramente brutti (se ci pensate non esistono in nessuna altra città europea), tolgono visibilità e sicurezza a chi cammina sul marciapiede, sono pericolosi per le bici quando l'auto esce dal parcheggio in retro, creano disordine. Dovevano essere temporanei in attesa che finissero i lavori dei box di Piazza Novelli (ben 500 posti!) e della M4, invece sono ancora così, purtroppo. Mettiamo le auto dei residenti sotto terra, vi prego. Non vogliamo più vivere in una città invasa dalle auto parcheggiate. Grazie


     
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