Restituire i parterre alla città: la “faida” di via Eustachi

Quella che per oltre trent'anni è stata dapprima concessa e poi pretesa come "sosta tollerata", questa la definizione ufficiale, è tornata a essere ciò che è sempre stata: un'occupazione indebita di suolo pubblico e di marciapiedi, in palese violazione del Codice della Strada e del Regolamento del Verde. L'intervento avviato dal Municipio 3 per la posa dei paletti dissuasori, peraltro contenuto chiaramente nel programma della giunta al governo dal 2021, punta a ripristinare la legalità, proteggere la salute dei platani storici e garantire la sicurezza dei pedoni, così come è già avvenuto in molte situazioni analoghe in tutta la città.
Nella seduta del Consiglio di Municipio 3 del 24 settembre dedicata a questo tema, diversi residenti e comitati hanno espresso forte contrarietà all'intervento. Hanno lamentato la perdita di posti auto e i costi delle autorimesse private, chiedendo di fermare il cantiere e criticato le tempistiche di comunicazione. Altri cittadini e rappresentanti delle opposizioni hanno espresso preoccupazioni per le necessità quotidiane di lavoratori e famiglie.
Di contro, le argomentazioni della Giunta municipale e dei consiglieri di maggioranza hanno chiarito con fermezza la natura strategica dell'intervento, uno dei tanti previsti da questa giunta, di cuiu molti realizzati. Come ha ricordato la presidente del Municipio 3 Caterina Antola, via Eustachi rappresenta un'arteria percorsa ogni giorno da centinaia di bambini diretti verso quattro plessi scolastici e una piscina. Mantenere le auto in sosta sul parterre significa costringere veicoli a manovrare in retromarcia sui marciapiedi, creando situazioni di gravissimo pericolo per l'incolumità dei più piccoli e dei pedoni fragili.
Anche l'assessore alla Mobilità del Municipio 3, Dario Monzio Compagnoni, ha spazzato via l'equivoco della "sosta tollerata" e ricordato come l'asfalto e la pressione continua di tonnellate di ferro compattino il terreno ed eliminino la permeabilità necessaria alla sopravvivenza degli alberi. Un concetto ribadito con forza anche dall'assessore comunale alla Mobilità Marco Mazzei, che ha sottolineato come l'uso dei dissuasori rappresenti l'unica risposta concreta e doverosa alle richieste di sicurezza e decoro avanzate da migliaia di cittadini.
Sebbene la scelta del Municipio 3 sia impeccabile sul piano della tutela ambientale e della sicurezza stradale, gli stessi rappresentanti della maggioranza non hanno esitato a esprimere autocritica. Giacomo Pensabene, del Partito Democratico, presidente della Commissione Mobilità e segretario del circolo 02PD di via Eustachi 48, pur subendo direttamente l'inaccettabile pressione e gli atti vandalici contro la sede, ha riconosciuto con trasparenza che i canali di informazione preventiva verso i cittadini e i condomini avrebbero dovuto essere gestiti con maggior preavviso.
L'autocritica sul metodo non intacca tuttavia la sostanza della decisione: liberare il parterre era un impegno programmatico del centrosinistra fin dal 2021 e l'amministrazione intende portarlo avanti fino in fondo.
Per ridurre in parte l'impatto del provvedimento sui residenti il Municipio 3 ha già approvato un atto d'indirizzo per riorganizzare la sosta legale su strada, che prevede la trasformazione dei parcheggi su via Eustachi (nel tratto tra piazzale Bacone e via Plinio) dalla disposizione "in linea" alla disposizione "a spina di pesce", riorganizzazione che permetterà quasi di raddoppiare i posti auto regolari disponibili sulla carreggiata. Per consentire l'ampiezza necessaria alle manovre nel pieno rispetto del Codice della Strada, la via verrà convertita a senso unico di circolazione. Si è in attesa della necessaria delibera comunale in tal senso.
Parallelamente, la Giunta ha avviato una mappatura delle strutture private della zona, compresi i parcheggi sotterranei dei supermercati, per promuovere convenzioni e tariffe agevolate per la sosta notturna dei residenti. L'assessore Mazzei ha confermato la piena disponibilità dell'amministrazione centrale ad aprire un tavolo di confronto con il Municipio e la cittadinanza per affinare i dettagli esecutivi di queste misure.
Al di là dei toni accesi emersi in aula e delle difficoltà fisiologiche legate alla riorganizzazione della sosta, la vicenda di via Eustachi dimostra la bontà e la lungimiranza della linea intrapresa dal Municipio 3. In gioco non c'è una disputa su qualche decina di stalli, ma una precisa visione di città e di futuro.
Per decenni, l'occupazione impropria dei parterre alberati è stata tollerata sottraendo suolo pubblico alla collettività. In una metropoli colpita con sempre maggiore intensità dalla crisi climatica, dalle isole di calore e da fenomeni meteorologici estremi, consentire che le auto continuino a soffocare le radici dei platani e a impermeabilizzare indirettamente il terreno non è più accettabile.
La scelta della Giunta municipale e del centrosinistra, che è storica e che ha ottenuto buoni risultati in termine di riduzione delle auto, come mostrano i dati in fondo a questo articolo, non nasce da un intento punitivo verso gli automobilisti, ma attua un piano strategico di rigenerazione urbana. Liberare i parterre significa restituire permeabilità al terreno, proteggere la salute degli alberi e consentire la reale riqualificazione del verde nei quartieri.
A questo si unisce la priorità indiscutibile della sicurezza stradale e della vivibilità degli spazi, garantendo che i bambini, gli anziani e le persone con disabilità possano camminare lungo via Eustachi senza il costante pericolo di veicoli in manovra sui marciapiedi.
I miglioramenti nella comunicazione e nel coinvolgimento preventivo saranno preziosi per i prossimi interventi. Ma la direzione tracciata dal Municipio 3 è, a mio parere, quella giusta: la tutela dell'ambiente non è più rinviabile e va perseguita con scelte coraggiose.
A conclusione riporto un post su FB dell'assessore Mazzei in risposta a un cittadino:
“Da molti anni, direi 15 anni da Pisapia in avanti, le varie amministrazioni che si sono succedute hanno portato avanti, più o meno velocemente, politiche di restituzione dello spazio pubblico alle persone e di liberazione dei parterre alberati dalla sosta irregolare. Capisco che ci si renda conto delle cose solo quando si incontrano vicino a noi, ma tutto si può dire tranne che queste politiche di riequilibrio dello spazio siano improvvise o inaspettate. Invece, sì, è vero che i parterre e le aiuole dovrebbero essere curati meglio e da subito, ma questo non toglie che stiamo dando per normale, lecito, guidare automobili sui marciapiedi.”
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Sul tema, ecco una breve analisi sui valori percentuali del numero di auto nelle più grandi città europee e italiane.
Le grandi città europee hanno in media molte meno auto rispetto alle città italiane, con valori che vanno dalle 22 auto ogni 100 abitanti di Londra fino alle oltre 60 delle città italiane più motorizzate:
Londra: 22 auto su 100 abitanti
Parigi: 27 auto su 100 abitanti
Madrid: 32 auto su 100 abitanti
Berlino 33 auto su 100 abitanti
Milano: 51 auto su 100 abitanti
Le città in Italia presentano tassi di motorizzazione generalmente più alti rispetto alla media del resto d'Europa. Negli anni 2000 il tasso di motorizzazione a Milano era superiore, ma nell'ultimo decennio (2015-2024) Milano è risultata una delle poche grandi città italiane in controtendenza, con una riduzione del rapporto auto/abitanti grazie al potenziamento del trasporto pubblico e alle politiche di restrizione della mobilità (come Area C e Area B). Nel confronto a livello nazionale l'Italia registra medie ben superiori (circa 70 auto ogni 100 abitanti nel 2024).
La serie storica dimostra che a Milano, mentre la popolazione e il parco veicolare totale (inclusi scooter e moto) sono cresciuti, il numero complessivo di automobili è rimasto stabile o in leggera flessione nell'ultimo decennio.
|
Anno |
Numero di Autovetture |
Tasso (Auto per 100 abitanti) |
|---|---|---|
|
2013 |
700.000 |
54 |
|
2015 |
687.000 |
51 |
|
2021 |
678.000 |
49 dato influenzato da pandemia e smart working |
|
2022 |
684.000 |
49 dato influenzato da pandemia e smart workin |
|
2023 |
701.000 |
51 |
|
2024 |
701.000 |
50 |
Milano è la metropoli italiana con il tasso di motorizzazione nettamente più basso e l'unica in cui il tasso di motorizzazione si è ridotto rispetto al picco degli anni 2000. Nelle altre grandi città, il rapporto tra veicoli e residenti è sensibilmente più alto, con tendenze all'aumento in controtendenza rispetto alla transizione meneghina. Questo fenomeno è strettamente legato alla capillarità della rete metropolitana, alle alternative di sharing mobility e alle politiche di limitazione del traffico veicolare privato (Ztl, Area C e Area B).
|
Città |
Auto ogni 100 abitanti |
Tendenza del Decennio |
|---|---|---|
|
Milano |
51 |
In leggera flessione / Stabile |
|
Torino |
61 |
In aumento |
|
Roma |
64 |
In aumento |
|
Bologna (Area metropolitana) |
61 |
Stabile |
|
Media Nazionale |
66 - 68 |
In aumento |
