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  • Human Week 2026 - Pace e Nonviolenza per le nuove generazioni

    Una delle caratteristiche consolidate di questa manifestazione è l'ampio spazio dedicato alle giovani generazioni, tutte e nessuna esclusa. Anche la nona edizione non sfugge a quella che è ormai diventata una 'regola': vediamone il perché. ()
    campagna bandiera bozza 1
    Anche senza considerare ciò che teoricamente è rivolto al pubblico adulto ma fruibilissimo anche dalle e dagli adolescenti (presentazioni di libri, reading, spettacoli teatrali e mostre), le attività e gli eventi per le giovani generazioni della Human Week 2026 - che si svolgerà tra l'1 e il 4 ottobre a Lambrate, in via Valvassori Peroni 56, tra Auditorium S. Cerri, Biblioteca e Casa di Quartiere, con uno sconfinamento per un evento sportivo al civico 21, alla palestra universitaria ISU-CUS Statale - sono praticamente la metà.

    Da questo punto di vista, due saranno i momenti clou, entrambi collegati al mondo della scuola e dell'educazione: "Libri e bandiere per la Pace e la Nonviolenza" (evento non aperto al pubblico, ma riservato alle scuole, organizzato in collaborazione con la rete Edumana, in programma la mattina di venerdì 2) e "Cosa fare insieme per un’educazione di Pace e di Nonviolenza?", confronto tra scuole, municipi, comitati genitori e realtà associative per la costruzione di specifici percorsi educativi territoriali e localizzati, che si terrà sempre venerdì 2 nel pomeriggio.

    Per quanto riguarda "Libri e bandiere per la Pace e la Nonviolenza", il punto di partenza è che la parola Pace rischia l’ambiguità quando viene usata per descrivere una semplice assenza di guerra o per giustificarne l'imposizione. La Pace autentica si costruisce unendola indissolubilmente alla Nonviolenza. Inoltre, sebbene esistano già simboli storici (la colomba, il simbolo della pace, il disarmo), sarebbe importante creare un nuovo codice visivo e concettuale in cui si riconoscano le nuove generazioni. Questo è l'obiettivo del progetto di cui tratterà l'evento, in cui:

    - si promuoverà il linguaggio della 'Pace positiva', fatta di giustizia sociale, convivenza e rispetto;
    - si darà centralità e voce alle bambine, ai bambini e ai/alle giovani;
    - si immagineranno i simboli per il futuro.

    Le classi/scuole sono chiamate a realizzare una bandiera, ognuna delle quali sarà un manifesto creativo, poetico e di impegno civile. Il progetto non è competitivo e non prevede classifiche o vincitori, tutti i lavori saranno raccolti e, coerentemente con i valori della Nonviolenza, la selezione dell’opera non avverrà tramite voto a maggioranza o dinamiche da gara. Ogni classe/scuola invierà un unico elaborato, frutto del dialogo, dell’ascolto reciproco e dell’accordo unanime di tutte le persone coinvolte. La Nonviolenza si praticherà partendo dal metodo! La rete Edumana curerà la raccolta degli elaborati e farà una prima mostra collettiva a Roma durante il Terzo Forum delle Scuole per un’Educazione Nonviolenta (21 novembre 2026).

    Il confronto pubblico "Cosa fare insieme per un’educazione di Pace e di Nonviolenza?" a livello territoriale e locale consentirà di pensare insieme a questo tema, perché abbiamo ancora bisogno di essere allenati, non conoscendone tutte le possibilità e non avendone ancora memoria condivisa. "Ciò che sappiamo bene è che la Pace non si insegna con una lezione isolata e non si costruisce con un progetto scolastico chiuso tra quattro mura", afferma Annabella Coiro del Centro di Nonviolenza Attiva, "È un'infrastruttura culturale che richiede la stessa cura di una rete idrica o di un servizio sanitario: va progettata insieme a chi abita un territorio, non delegata a un singolo soggetto. La scuola da sola non basta, perché l'educazione alla Nonviolenza riguarda tutto ciò che circonda bambine, bambini, ragazze e ragazzi: la famiglia, il quartiere, le istituzioni, il linguaggio con cui si comunica, anche online, gli spazi pubblici in cui ci si incontra".

    Il movimento di Scuola Sconfinata lo dice in modo netto: è necessario aiutare la scuola a sconfinare, mettere in atto nuove forme, spazi e percorsi dell'apprendimento, definendo nuovi modelli di governance e patti educativi territoriali capaci di garantire condizioni di benessere mentale, emotivo e fisico per tutti, in special modo per chi è più giovane. "È un'idea di scuola che non inizia né finisce al cancello", continua Coiro, "e al centro di quel patto educativo va posto, più di ogni altra cosa, quel valore universale che è la Nonviolenza, principio che sostiene la vita di ogni essere umano e che oggi, collettivamente, è messo in pericolo più che mai". Non si tratta di un'intuizione isolata: la riflessione pedagogica la riconosce come una linea di pensiero precisa.


    Per sapere di più sulla Human Week 2026, vedere il sito www.humanzone.org, da cui si può scaricare il volantino digitale.
    Il programma completo si trova anche su questo sito, in forma grafica o testuale

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