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  • L'edicola che c'è

    Intervista ad Andrea Carbini che ha inventato un modo nuovo e originale per occuparsi di informazione e di cultura. ()
    Carbini immagine
    All’angolo tra le vie Morgagni e Plinio opera un’edicola di giornali che definire in controtendenza rispetto a ciò che sta accadendo nel resto del mondo è addirittura limitativo. Abbiamo intervistato il suo gestore per farci raccontare la storia di questo straordinario fenomeno.

    In questo luogo esiste un’edicola che vende giornali dal 1926. Poi nel 2019 è arrivato Andrea Carbini… Chi è Andrea Carbini?

    Sono un uomo che ama leggere, che ama la lettura, anche con la passione per la politica. Sin da ragazzo ho avuto questa grande passione di divulgare i libri e i giornali. E’ stata la mia stella polare. E’ il contesto in cui mi sono formato, attraverso il quale ho anche imparato a stare al mondo.
    La mia grande fortuna è stata quella di trasformare una passione in un’attività economica che mi ha permesso di guadagnarmi da vivere e mi ha dato soddisfazioni eccezionali, in particolare con la creazione di una catena di librerie che ha avuto molto successo.

    In cosa consiste e come è nata l’idea di avviare questa originale esperienza di edicola?

    L’edicola nasce da un’idea molto semplice. Io volevo costruire una catena di edicole mobili che andasse a sostituire le edicole tradizionali che stavano ormai estinguendosi. Ho iniziato così a fare questo percorso, ma per avere un’edicola mobile occorre possedere un’edicola fissa.
    E così ho acquistato un’edicola fissa e ci sono rimasto dentro, perché poi con il Covid e altre situazioni il progetto di edicole mobili non è stato possibile realizzarlo, per cui mi sono dovuto impegnare in questo luogo. Mi sembra di avere costruito un mondo straordinario che mi ha permesso di diventare, di gran lunga, la prima edicola di Milano.
    E soprattutto mi ha permesso di incontrare molte persone interessanti, un piccolo-grande mondo che non finirò mai di ringraziare.

    Quali sono i ritmi di lavoro e quante persone ogni giorno frequentano l’edicola?
    Io inizio alle 5.30 del mattino e finisco alle 21. Sette giorni su sette, ogni giorno per sedici ore.
    Per raggiungere i risultati che mi sono prefissato occorre totale dedizione e grande resistenza: al freddo, al caldo, alla pioggia, alla fatica.
    I rapporti con il quartiere sono eccellenti, posso definirli addirittura eccezionali. I clienti sono circa 600 nei giorni feriali e possono arrivare a 1500/2000 nei giorni di festa.

    Qual è l’aspetto più interessante di questa esperienza?

    E’ stata sicuramente un’esperienza che mi ha cambiato moltissimo nella quale mi piace sottolineare l’importanza dei rapporti umani e la possibilità di abitare il reale. Vivere la strada mi ha dato tanti strumenti per comprendere le dinamiche sociali della città.

    L’edicola è sicuramente un presidio territoriale molto significativo. Quali sono le sue considerazioni?
    Esistono edicole che non hanno alcun rapporto con il territorio. La mia invece garantisce un servizio continuo, con un atteggiamento completamente diverso. A mio parere l’edicola deve essere un luogo di informazione e di formazione, un vero presidio territoriale, un luogo in cui i cittadini entrano in contatto con le possibili letture della realtà in cui si trovano a vivere. Il mio lavoro è totalmente analogico, non vendo prodotti se non cartacei. Vivo di carta e di attività territoriale, mi sento un po’ l’opposto di ciò che oggi sta accadendo in un mondo sempre più digitale e liquido. In edicola il contatto con le persone è reale, con tutte le difficoltà e le contraddizioni che questo comporta, un confronto dialettico faccia a faccia a cui siamo sempre meno abituati. Qui spesso si discute, qualche volta si litiga, sul fatto politico del giorno o sulla partita della sera prima. . Citando il mito della caverna di Platone, io mi sento fuori dalla grotta in cui tanti si chiudono, vivo sotto il sole che illumina il mondo reale. Questo non significa rifiutare la tecnologia, che ad esempio permette a tanti clienti di pagare le bollette o ricaricare il credito dello smartphone in edicola. Sono anche attivo sui social perché mi aiutano a condividere con tante persone l'idea che sfogliare le pagine di carta di un giornale o di un libro oggi può essere un atto di resistenza culturale.

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