Alberi e aiuole in via Corti, Grossich e Golgi, contro l’isola di calore
Lanciata una petizione cittadina per implementare il verde urbano a Milano.
(Paolo Burgio)23/09/2026

Riceviamo dalla lettrice Mariapaola Mauri la richiesta di segnalare la petizione inserita da alcuni cittadini sul sito del Comune per piantumare e realizzare aiuole verdi nelle vie Corti, Grossich e Golgi.
Abbiamo appena pubblicato un articolo (qui) sul recente incontro in Municipio 3 sul nuovo Piano del Verde, con la presenza dell’assessora al Verde Elena Grandi e la direttrice dell’Area Verde del Comune Paola Viganò, a cui giriamo per competenza la richiesta della lettrice, Purtroppo questi Piani del Comune hanno solo valore strategico e non conformativo, come a dire non servono affatto ad affrontare in termini concreti i problemi caso per caso, ma solo a orientare altri Piani di settore, per cui chi vivrà, vedrà.
Ci permettiamo di avanzare alcuni osservazioni. Effettivamente, come vien fatto ben presente nella petizione “la presenza di alberi e aree verdi non rappresenta un elemento accessorio, ma una misura concreta e necessaria per migliorare la qualità della vita, ridurre le temperature percepite, aumentare il comfort degli spazi pubblici, favorire la biodiversità e contribuire alla resilienza climatica della città”.
I cittadini chiedono quindi "al Municipio 3 di intervenire quanto prima, individuando gli spazi idonei e programmando i necessari lavori di rinverdimento delle vie Alfonso Corti, Antonio Grossich e Camillo Golgi, affinché questa parte della città possa beneficiare di una maggiore presenza di alberi, arbusti e aree verdi, oggi fortemente carente, e dei benefici di raffrescamento che la presenza di verde può fornire”.
Per conto nostro osserviamo che sarà abbastanza problematico un intervento nelle vie in questione, per la larghezza limitata dei marciapiedi e perché si dovranno eliminare spazi di sosta delle auto. Se poi l’intervento venisse realizzato con i criteri adottati nel famigerato Piano ForestaMi, tre milioni di alberi a Milano, di cui non si vede quasi traccia, se non per i pochi striminziti alberelli piantati senza criterio qua e là, senza irrigazione e senza manutenzione, il risultato sarebbe assai deludente.
La mitigazione delle ondate di calore, che rendono ormai invivibili in estate i centri urbani con intensità e impatti non più occasionali, ma sistematici, deve essere affrontata non tanto illustrando ai cittadini le buone intenzioni del nuovo Piano del Verde, ma impegnando l’amministrazione a programmare e realizzare interventi concreti e fattibili per fronteggiare l’emergenza climatica, inarrestabile e progressiva a cui stiamo andando incontro. L’emergenza climatica è una certezza, non una ipotesi ed è una questione su cui la politica non può svicolare.
Ricordiamo intanto che vicino alle vie Corti, Grossich e Golgi solo poco tempo fa esisteva il parco Bassini, vedi la foro pubblicata, una bella area verde a disposizione degli studenti e degli abitanti della zona, un piccolo parco rigoglioso abbattuto per far posto all’edificio realizzato del Politecnico, nonostante le vigorose proteste dei cittadini.
L’amministrazione comunale promise allora di compensare il maltolto con nuove aree verdi; peccato, ne abbiamo perso le tracce.
Chissà se la promessa vale ancora, potrebbe servire per gli alberi delle vie Corti, Golgi e Grossich se la petizione raccogliesse le mille firme necessarie.
Sul piano politico aspettiamo allora di conoscere quali saranno le posizioni e gli impegni dei candidati sindaci e dei partiti, per fare alcuni esempi, sul destino del Parco dei Capitani, che si prevede di cancellare per il nuovo stadio a San Siro, sulla tutela dei grandi spazi verdi che ancora esistono a Milano, come la grande area verde della Goccia alla Bovisa, la Piazza d’Armi, dove la natura dove la natura nel corso degli anni ha rigenerato i terreni abbandonati facendo nascere un ecosistema urbano con boschi e fauna selvatica, un angolo di biodiversità prezioso in una città assediata dallo smog, dal traffico, dalla speculazione edilizia.
Abbiamo appena pubblicato un articolo (qui) sul recente incontro in Municipio 3 sul nuovo Piano del Verde, con la presenza dell’assessora al Verde Elena Grandi e la direttrice dell’Area Verde del Comune Paola Viganò, a cui giriamo per competenza la richiesta della lettrice, Purtroppo questi Piani del Comune hanno solo valore strategico e non conformativo, come a dire non servono affatto ad affrontare in termini concreti i problemi caso per caso, ma solo a orientare altri Piani di settore, per cui chi vivrà, vedrà.
Ci permettiamo di avanzare alcuni osservazioni. Effettivamente, come vien fatto ben presente nella petizione “la presenza di alberi e aree verdi non rappresenta un elemento accessorio, ma una misura concreta e necessaria per migliorare la qualità della vita, ridurre le temperature percepite, aumentare il comfort degli spazi pubblici, favorire la biodiversità e contribuire alla resilienza climatica della città”.
I cittadini chiedono quindi "al Municipio 3 di intervenire quanto prima, individuando gli spazi idonei e programmando i necessari lavori di rinverdimento delle vie Alfonso Corti, Antonio Grossich e Camillo Golgi, affinché questa parte della città possa beneficiare di una maggiore presenza di alberi, arbusti e aree verdi, oggi fortemente carente, e dei benefici di raffrescamento che la presenza di verde può fornire”.
Per conto nostro osserviamo che sarà abbastanza problematico un intervento nelle vie in questione, per la larghezza limitata dei marciapiedi e perché si dovranno eliminare spazi di sosta delle auto. Se poi l’intervento venisse realizzato con i criteri adottati nel famigerato Piano ForestaMi, tre milioni di alberi a Milano, di cui non si vede quasi traccia, se non per i pochi striminziti alberelli piantati senza criterio qua e là, senza irrigazione e senza manutenzione, il risultato sarebbe assai deludente.
La mitigazione delle ondate di calore, che rendono ormai invivibili in estate i centri urbani con intensità e impatti non più occasionali, ma sistematici, deve essere affrontata non tanto illustrando ai cittadini le buone intenzioni del nuovo Piano del Verde, ma impegnando l’amministrazione a programmare e realizzare interventi concreti e fattibili per fronteggiare l’emergenza climatica, inarrestabile e progressiva a cui stiamo andando incontro. L’emergenza climatica è una certezza, non una ipotesi ed è una questione su cui la politica non può svicolare.
Ricordiamo intanto che vicino alle vie Corti, Grossich e Golgi solo poco tempo fa esisteva il parco Bassini, vedi la foro pubblicata, una bella area verde a disposizione degli studenti e degli abitanti della zona, un piccolo parco rigoglioso abbattuto per far posto all’edificio realizzato del Politecnico, nonostante le vigorose proteste dei cittadini.
L’amministrazione comunale promise allora di compensare il maltolto con nuove aree verdi; peccato, ne abbiamo perso le tracce.
Chissà se la promessa vale ancora, potrebbe servire per gli alberi delle vie Corti, Golgi e Grossich se la petizione raccogliesse le mille firme necessarie.
Sul piano politico aspettiamo allora di conoscere quali saranno le posizioni e gli impegni dei candidati sindaci e dei partiti, per fare alcuni esempi, sul destino del Parco dei Capitani, che si prevede di cancellare per il nuovo stadio a San Siro, sulla tutela dei grandi spazi verdi che ancora esistono a Milano, come la grande area verde della Goccia alla Bovisa, la Piazza d’Armi, dove la natura dove la natura nel corso degli anni ha rigenerato i terreni abbandonati facendo nascere un ecosistema urbano con boschi e fauna selvatica, un angolo di biodiversità prezioso in una città assediata dallo smog, dal traffico, dalla speculazione edilizia.
