Festival Lambro 2026: il bilancio di un’edizione record che guarda al futuro dello sport di quartiere

L'edizione di quest'anno si è aperta sotto lo striscione "Chiudiamo il cerchio", un richiamo simbolico alle Olimpiadi Invernali Milano-Cortina 2026 e al completamento del mandato amministrativo municipale. Il focus principale è stato sullo sport di base e accessibile: durante i dibattito seguito all'inaugurazione del venerdì si è discusso di accessibilità negli impianti pubblici e di diritto allo sport per atleti con disabilità o in situazioni di fragilità economica.
Nel corso della commissione si è ricordata la figura di Don Antonio Mazzi, scomparso durante l'estate, che ha fatto del Parco Lambro e della comunità Exodus un faro di rinascita per molti giovani attraverso l'attività sportiva. I volontari di Exodus hanno anche quest'anno dato un supporto fondamentale all'organizzazione del festival.
La tre giorni ha registrato un'affluenza straordinaria nelle tre aree del parco (A, B e C), gremite di famiglie e bambini. In sinetesi:
82 associazioni coinvolte: una presenza capillare del tessuto associativo territoriale, con una ricca varietà di discipline (una sola associazione di calcio presente), permettendo ai ragazzi di cimentarsi con sport meno tradizionali come il disc golf o l'arrampicata.
"Corriamo per la pace" con Emergency: la gara podistica della domenica mattina ha segnato il record di 420 iscritti complessivi e ben 75 bambini (rispetto ai 3 del primo anno), raccogliendo adesioni da storiche realtà sportive come Schuster, Ortica Team e Michetta e destinando i fondi a sostegno della popolazione di Gaza.
Multidisciplinarietà ed eventi speciali: grande successo per il primo torneo municipale di ping pong, per i laboratori di ciclofficina e circo di Cascina Biblioteca e per un'inedita sessione di bird watching all'alba guidata da Thomas Giglio. L'evento ha visto inoltre la collaborazione dell'Università Statale di Milano e del Mercato Rombon di Sogemi.
La storia del festival nasce nove anni fa con risorse minime, quando la prima edizione vedeva la partecipazione di sole 10-15 associazioni sportive ed era gestita quasi a livello artigianale dai consiglieri. Oggi, grazie al lavoro dell'organizzatrice Stefania Baldi di Outside, che ha fatto in commissione un articolato intervento introduttivo di sintesi sui tre giorni, alternandosi con la vicepresidente della Commissione Sport Federica Merlo e l'Assessore allo Sport e Cultura Filippo Rossi, e al supporto municipale, l'evento si è trasformato in una macchina organizzativa complessa e strutturata.
Guardando al 2027, la commissione ha individuato tre sfide strategiche per chi raccoglierà il testimone. Innanzitutto con la crescita costante dell'evento, servirà reperire risorse e sponsorizzazioni per sostenere i costi organizzativi senza far pagare le associazioni. Servirà poi contrastare le assenze non preavvisate di alcune realtà per ottimizzare spazi e attrezzature a noleggio. Infine occorre puntare a un parco attivo durante tutto l'anno: recependo le richieste dei cittadini, l'amministrazione propone di organizzare eventi diffusi anche nelle altre stagioni (tornei di ping pong, lezioni di yoga, passeggiate), valorizzando le nuove rastrelliere per biciclette introdotte quest'anno per la mobilità sostenibile nel parco.
A chiusura dei lavori, è stato proposto l'invio di un questionario di gradimento alle 82 associazioni partecipanti per sintetizzare i feedback e consegnarli come lascito alla futura amministrazione.
