Collateralmente - A Cascinet tre serate di... "antropologia visiva"
Dal 22 al 25 settembre, la prima edizione CAVI: Campi Visivi - Rassegna Internazionale del Documentario Etnografico.
(a cura della Redazione)22/09/2026

CasciNet presenta, in collaborazione con Il Cinemino, la prima edizione di CAVI: Campi Visivi - Rassegna Internazionale del Documentario Etnografico, che animerà gli spazi di CasciNet nelle serate del 23, 24 e 25 settembre 2026. La rassegna è stata realizzata da Rebecca Invernizzi e Leonardo Sammito in coordinamento artistico.
Durante le tre serate di CAVI sono state programmate sei proiezioni. Ciascuna di esse propone al pubblico due documentari etnografici di antropologia visiva. La rassegna così organizzata ritrova il suo cuore pulsante nell’esperienza dell’incontro.
Per l’antropologia visiva l’incontro è l’albero che dà frutto a ogni scena, ogni dialogo, ogni sequenza di immagini.
Per CAVI l’incontro è il terreno fertile su cui far nascere tra il pubblico e i filmmaker attente discussioni esplorative e di rielaborazione.
L’antropologia visiva è una branca specialistica delle scienze sociali che utilizza telecamera e microfono come strumenti di ricerca sul campo. Il risultato della ricerca diventa così, naturalmente, un documentario. Alla base dell’antropologia visiva c’è il metodo etnografico, i cui capisaldi sono posizionamento, partecipazione, riflessività e, soprattutto, osservazione. CAVI mira a far sì che queste pratiche non rimangano esclusivamente in mano ai filmmaker, ma che possano essere trasmesse al pubblico.
I momenti di confronto saranno infatti guidati da domande chiave: come sono rappresentate le relazioni che hanno reso possibile il documentario? Chi c’è dietro la telecamera? Come ci aiutano le scelte del montaggio a rispondere a queste domande?
Gli spazi aperti di CasciNet si prestano bene a ospitare la rassegna CAVI, in quanto sono luoghi connotati dalla transizione, come dallo stare. Le relazioni sono infatti libere di nascere e di sfaldarsi. L’immersione nel verde permette un ritmo sincronico dei rapporti e, dunque, di poter osservare questi ultimi nel loro dispiegarsi, proprio così come l’antropologia visiva fa attraverso i documentari.
L’ideazione della rassegna nasce dall’incontro tra Rebecca Invernizzi, laureata presso lo IULM di Milano in Valorizzazione e Mercato dell’Arte e Leonardo Sammito, laureato in Antropologia all’UVA - Universiteit Van Amsterdam, con master di ricerca in Antropologia Visiva. L’incontro presso CasciNet ha generato una sinergia tra le competenze di direzione curatoriale di Rebecca e di direzione artistica di Leonardo. Nasce così CAVI, che per la prima volta porta sul territorio milanese una rassegna interamente dedicata al genere del documentario etnografico.
La prenotazione e l’ingresso sono gratuiti. Nella giornata di venerdì 25, come tutte le settimane, si terrà la cena sociale organizzata da CasciNet. La cena è aperta a tutti, a offerta libera, vegana e senza glutine. Sempre in coordinamento con CasciNet, per concludere il tutto ci saranno il concerto live della band TV DUST seguito da DJ set di honey Jazz.
Durante le tre serate di CAVI sono state programmate sei proiezioni. Ciascuna di esse propone al pubblico due documentari etnografici di antropologia visiva. La rassegna così organizzata ritrova il suo cuore pulsante nell’esperienza dell’incontro.
Per l’antropologia visiva l’incontro è l’albero che dà frutto a ogni scena, ogni dialogo, ogni sequenza di immagini.
Per CAVI l’incontro è il terreno fertile su cui far nascere tra il pubblico e i filmmaker attente discussioni esplorative e di rielaborazione.
L’antropologia visiva è una branca specialistica delle scienze sociali che utilizza telecamera e microfono come strumenti di ricerca sul campo. Il risultato della ricerca diventa così, naturalmente, un documentario. Alla base dell’antropologia visiva c’è il metodo etnografico, i cui capisaldi sono posizionamento, partecipazione, riflessività e, soprattutto, osservazione. CAVI mira a far sì che queste pratiche non rimangano esclusivamente in mano ai filmmaker, ma che possano essere trasmesse al pubblico.
I momenti di confronto saranno infatti guidati da domande chiave: come sono rappresentate le relazioni che hanno reso possibile il documentario? Chi c’è dietro la telecamera? Come ci aiutano le scelte del montaggio a rispondere a queste domande?
Gli spazi aperti di CasciNet si prestano bene a ospitare la rassegna CAVI, in quanto sono luoghi connotati dalla transizione, come dallo stare. Le relazioni sono infatti libere di nascere e di sfaldarsi. L’immersione nel verde permette un ritmo sincronico dei rapporti e, dunque, di poter osservare questi ultimi nel loro dispiegarsi, proprio così come l’antropologia visiva fa attraverso i documentari.
L’ideazione della rassegna nasce dall’incontro tra Rebecca Invernizzi, laureata presso lo IULM di Milano in Valorizzazione e Mercato dell’Arte e Leonardo Sammito, laureato in Antropologia all’UVA - Universiteit Van Amsterdam, con master di ricerca in Antropologia Visiva. L’incontro presso CasciNet ha generato una sinergia tra le competenze di direzione curatoriale di Rebecca e di direzione artistica di Leonardo. Nasce così CAVI, che per la prima volta porta sul territorio milanese una rassegna interamente dedicata al genere del documentario etnografico.
La prenotazione e l’ingresso sono gratuiti. Nella giornata di venerdì 25, come tutte le settimane, si terrà la cena sociale organizzata da CasciNet. La cena è aperta a tutti, a offerta libera, vegana e senza glutine. Sempre in coordinamento con CasciNet, per concludere il tutto ci saranno il concerto live della band TV DUST seguito da DJ set di honey Jazz.
