Un’infrastruttura verde per Milano: la svolta strategica del Piano del Verde

Un cambio di paradigma fondamentale per il futuro della città: è questo il cuore del Piano del Verde e del Paesaggio del Comune di Milano, illustrato l’8 settembre 2026 nella seduta congiunta delle Commissioni Territorio e Ambiente del Municipio 3, presidente Francesca Zanasi, e del Municipio 8, presidente Susanna Beretta. L’incontro ha visto gli interventi dell’Assessora al Verde Elena Grandi, della direttrice dell’Area Verde architetto Viganò e del dottor Nicolò Mapelli per la Valutazione Ambientale Strategica (VAS), un documento atteso che traccia le linee di sviluppo sostenibile fino al 2030 e al 2050.
L’Assessora Elena Grandi ha aperto i lavori ricordando come il Piano nasca dall'urgenza dei cambiamenti climatici, marcati dall'innalzamento delle temperature, dalle siccità e dagli eventi meteorologici estremi. Oggi il piano è un atto volontario del Comune, ma anticipa una direttiva europea. La Nature Restoration Law e il Piano Nazionale di Ripristino imporranno i Piani del Verde entro il 2030 a tutte le città con più di 20.000 abitanti. Milano intende approvare definitivamente lo strumento entro la fine del mandato.
La novità concettuale risiede nel considerare il verde urbano non più come un mero arredo estetico, bensì come una infrastruttura strategica capace di erogare servizi ecosistemici vitali. Questa infrastruttura integra la biodiversità, il sistema delle acque e la rete di connessioni ciclopedonali. Inoltre, si impone una svolta progettuale: di fronte alla crisi idrica, le nuove piantumazioni dovranno privilegiare specie a ridotto fabbisogno d’acqua.
L’architetto Viganò ha precisato che il Piano è uno strumento strategico e non conformativo dei suoli (funzione che spetta al PGT), ma orienta gli altri piani di settore (PGT, Piano Area Clima e mobilità). Fondato sull'analisi del suolo, il piano individua quattro unità di paesaggio: centro consolidato, paesaggio agricolo e parchi periurbani, sistema delle acque e corridoi infrastrutturali.
17 sono le azioni tipo del piano:
Criteri di qualità e tutela (Azioni 1-2): il verde va progettato dall'inizio degli interventi edilizi con agronomi e figure specializzate. Prima di incrementare, occorre tutelare l’esistente. Si prevede l’ampliamento dei PLIS (Media Valle del Lambro e Martesana) e il loro accorpamento ai parchi regionali Parco Nord e Parco Sud.
Agricoltura e acque (Azioni 3-4): valorizzazione dei 5 milioni di metri quadrati agricoli comunali con l’accordo ACUST (siepi e fasce tampone) e riqualificazione delle sponde fluviali.
Spazi pubblici ed edifici (Azioni 5-10): depaving (rimozione di asfalto e cemento in eccesso) nelle piazze, verde pensile sugli edifici (l'architetto Viganò ha presentato come esempio virtuoso il progetto in corso per il giardino pensile del Policlinico di Milano.e il deposito ATM Giambellino), corridoi ecologici e mobilità dolce.
Gestione e innovazione (Azioni 11-17): recupero aree degradate, valorizzazione degli spazi verdi sanitari e sportivi e forestazione delle arterie viarie. Per la gestione si adotta un affidamento Global Service di 25 anni a una società partecipata (verde, acque, strade, scuole), promuovendo sfalci tardivi e prati fioriti.
Le risorse integreranno il canone Global Service, i fondi PNRR e regionali, le opere a scomputo dei privati e le compensazioni delle grandi infrastrutture (come il bosco per la M1).
Il dottor Nicolò Mapelli ha illustrato il rapporto preliminare di Valutazione Ambientale Strategica. Sebbene non obbligatoria per legge, la procedura di VAS è stata avviata volontariamente per garantire trasparenza e partecipazione civica. Le analisi sul 2030 e 2050 confermano l’assenza di impatti ambientali negativi. Il termine per l’invio di osservazioni precede l’emissione del decreto il 15 ottobre.
La Commissione del Municipio 3 ha accolto con favore il Piano, evidenziando la coerenza con le scadenze europee di conservazione del verde al 2030 e incremento al 2050. Per il territorio della Zona 3 emergono due priorità chiave: Parco della Media Valle del Lambro e riqualificazione del principale ingresso viario di zona est, trasformando via Porpora e via Rombon in un viale alberato ad alta sostenibilità con percorsi ciclabili. Le direttrici di sviluppo per il Parco della Media Valle del Lambro individuate partono con l'incremento delle superfici del Parco Locale di Interesse Sovracomunale (PLIS) , attraverso l'accorpamento con i Parchi Regionali. Il Piano punta a aumentare la permeabilità delle sponde trasformando i margini fluviali in spazi naturali capaci di favorire la biodiversità floristica e faunistica, collegando nel contempo la città ai parchi periurbani, creando accessibilità anche su percorsi a piedi e in bicicletta.
Nel Piano la riqualificazione dell'asse Rombon-Porpora è importante per la riorganizzazione della mobilità e dell'ambiente nella zona est di Milano. Via Rombon e via Porpora costituiscono una delle principali arterie d'accesso e di penetrazione verso il centro cittadino per chi proviene da est. Nel Piano, le grandi infrastrutture viarie d'ingresso non vengono considerati semplici corridoi di traffico, ma componenti dell'infrastruttura verde urbana, attraverso filari alberati e superfici vegetali per creare ombreggiamento, ridurre l'effetto isola di calore e migliorare la qualità dell'aria .Anche qui si incrementerà la ciclopedonalità attraverso l'integrazione di nuove piste ciclabili e percorsi pedonali protetti, e la riqualificazione dello spazio pubblico attraverso l'inverdimento dei margini e dei parterre, creando una “porta d'ingresso urbana sostenibile”. L'obiettivo del Municipio 3 è fare in modo che gli indirizzi del Piano del Verde vengano recepiti nel PGT.
Il confronto ha toccato l'apporto delle aziende agricole comunali, sulle quali l’architetto Viganò ha confermato gli incentivi per la piantumazione di filari. Di rilievo l’intervento di Caterina Carati (Coordinamento Parco Ovest), che ha espresso preoccupazione sull'Azione 12 (impianti sportivi) per il rischio di impermeabilizzazione legato ai nuovi campi da padel e ristorazione (es. centro Cilea nel Parco Sud e 25 Aprile al Monte Stella). Viganò ha evidenziato come il Piano miri a guidare culturalmente tutte le direzioni comunali verso la difesa del suolo.
Con la conclusione della Valutazione Ambientale Strategica ad ottobre e l’iter nei Municipi, il Piano approderà in Consiglio Comunale per trasformare gli indirizzi in interventi concreti sul territorio.
