Presentazione del nuovo ciclo di letture dedicato al tema “Romanzi e racconti d’amore”
Raffaele Santoro propone per la stagione 2026-2027 un percorso di letture dedicato a un tema universale come l’amore. Romanzi e racconti per esplorare sentimenti e passioni con l’ausilio di grandi autrici e autori. Buon viaggio.
(Raffaele Santoro)07/09/2026

Concluso a giugno il ciclo di recensioni dal titolo “Libri di autrici da riscoprire”, incentrato su una serie di romanzi di grandi scrittrici che pur avendo avuto una loro fortuna con l'andare del tempo sono usciti di scena per poi venire riscoperti ed essere riproposti in questi ultimi anni da una o più case editrici con delle nuove riedizioni e cioè: “Rivolta dei pescatori di S. Barbara” di Anna Seghers; “La casa deserta” di Lydia Čukovskaja; “Il libro Franza” di Ingeborg Bachmann; “Il diario di Jane Somers” di Doris Lessing; “Avviso ai naviganti” di Annie Proulx; “L'anulare” di Yoko Ogawa; “L'isola riflessa” di Fabrizia Ramondino - i cui commenti sono, per altro, sempre reperibili su z3xmi - presentiamo, qui di seguito, temi, autori e libri che verranno proposti e commentati nel prossimo ciclo di recensioni che, come di consueto, avrà inizio con la prima “uscita” a ottobre e terminerà con l'ultima a giugno dell'anno prossimo.
Il ciclo 2026-27 sarà incentrato su uno dei temi classici della letteratura nonché dell'esperienza umana, quello dell'amore, affrontato naturalmente non in modo sentimentalistico ma attraverso una serie di autori che ne parlano in modo disincantato e/o delicato, ironico e/o passionale ma, comunque, senza toni idealizzati o consolatori. Nella scelta dei titoli proposti si è optato non per i grandi classici, maggiormente noti, ma per libri che pur essendo di sicuro valore sono meno presenti presso la generalità dei lettori così da favorirne la “scoperta” e la lettura. Come si evince dal titolo del ciclo che è “Romanzi e racconti d'amore”, si tratta sia di romanzi come “La pianista” della Jelinek, “Il morbo di Haggard” di Patrick McGrath, “Gli amori di mia madre” di Peter Schneider e “ Il gran bugiardo” di Ermanno Cavazzoni; sia di raccolte di racconti come “Racconti d'amore” di Ivan Bunin e “Amore” di Inoue Yasushi; sia di racconti singoli come “Lettere d'amore tradite” di Gottfried Keller.
Qui, di seguito, l'elenco sintetico dei libri e dei relativi autori, con l'indicazione dell' anno della loro prima pubblicazione, della edizione italiana e della previsione di uscita del relativo commento. Per una panoramica d'insieme, a seguire, una breve scheda per ciascun libro.
“ROMANZI E RACCONTI D'AMORE”
“Lettere d'amore tradite” - Gottfried Keller - 1874 - Svizzera - (Elliot Edizioni / 2015) - Ottobre
“Racconti d'amore” - Ivan Bunin - 1915/1949 - Russia - (Rizzoli / 1987) - Dicembre
“Amore” - Inoue Yasushi - 1959 - Giappone - (Adelphi / 2006) - Gennaio
“La pianista” - Elfriede Jelinek - 1983 - Austria - (Einaudi / 2017) - Marzo
“Il morbo di Haggard” - Patrick McGrath - 1993 - Inghilterra - (Adelphi / 2002) - Aprile
“Gli amori di mia madre” - Peter Schneider - 2015 - Germania - (L'orma editore / 2015) - Maggio
“Il gran bugiardo” - Ermanno Cavazzoni - 2023 - Italia - (La nave di Teseo / 2023) - Giugno
GOTTFRIED KELLER - “LETTERE D'AMORE TRADITE”
Gottfried Keller (1819-1890) è considerato il massimo interprete della letteratura svizzera dell’ Ottocento e, in generale, uno dei più grandi narratori di lingua tedesca. La sua opera ruota su un’ ampia produzione novellistica che evidenzia la sua padronanza per questo “genere”. E tra le sue novelle di maggior spicco una delle più famose è “Lettere d’amore tradite” dove l'amore vero si afferma in barba a quello finto. Sebbene infatti predomini in tutta la novella un tono tenero e divertente tuttavia la sferzante messa a nudo di ciò che è finto e borioso trasformano l'iniziale vena comica in una satira via via sempre più pungente. Ciò consente a Keller di esaltare l’affondo morale verso ciò che considera detestabile senza però farlo diventare moralismo bensì denuncia dell’inautentico, il che lo rende, ancor' oggi, sorprendentemente moderno.
IVAN BUNIN - “RACCONTI D'AMORE”
Ivan Bunin (1870-1953) è stato sicuramente l’ultimo grande interprete della tradizione classica della letteratura russa capace, coerentemente a tale tradizione, di descrivere nei suoi meandri più profondi i sentimenti umani, come attestano le motivazioni del premio Nobel conferitogli nel 1933, essendo stato tra l’altro Bunin il primo scrittore russo a ricevere tale riconoscimento. E il sentimento di cui Bunin più si è “occupato” è indiscutibilmente il sentimento dell’ amore, tanto da essere considerato l’autore russo che ha maggiormente incentrato la sua opera sulle tematiche amorose. In tal senso i racconti contenuti in “Racconti d’amore” ne sono una significativa dimostrazione che evidenzia l’ ampiezza delle declinazioni che egli è riuscito a dare a tale tema e la raffinatezza, delicatezza e intensità con cui è riuscito a trattarlo.
INOUE YASUSHI - “AMORE”
“Amore” contiene tre racconti brevi di Inoue Yasushi (1907-1991) i quali hanno al loro centro il tema dell’amore, tema che gli era peraltro caro costituendo uno dei suoi filoni narrativi. Il sentimento dell’amore per Yasushi è un sentimento che produce contrasti, che si manifesta in situazioni contrastate e che quando appare si presenta in modo improvviso, come una rivelazione dalla quale scaturisce un' intima e segreta bellezza. Ma il contrasto che più di tutto l’amore qui si trova ad affrontare è quello con la morte la quale, se pure in modi diversi, è sempre presente in questi racconti. Ma lungi dal venire condotti in atmosfere sepolcrali sono invece l’estrema eleganza e delicatezza che prevalgono nelle narrazioni di Yasushi. E dietro le sue descrizioni rarefatte vi è tutta la profondità di sentimenti veri ed autentici che arrivano al lettore in modo cristallino.
ELFRIEDE JELINEK - “LA PIANISTA”
La prima sensazione che suscita “La pianista” è quella del labirinto. Non solo perché le vicende della “pianista” Erika Kohut non hanno alcun contenuto evolutivo ma, soprattutto, perchè appaiono condannate all'impossibilità stessa di evolversi. Ne è un esempio la sua sessualità dato che quella praticata da Erika non ha sbocchi, essendo priva della “relazione”. Erika è infatti una voyeur e quindi tutta la sua vita sessuale è ridotta a immaginario sessuale. Finché non entra nella sua vita il suo allievo di piano Walter Klemmer che si invaghisce di lei e la seduce. L'apparente cliché della classica “storia” allievo-insegnante invece di evolversi in positivo innesca in realtà l'esplodere nel romanzo di una deriva verso la violenza che diverrà una spirale inarrestabile. “La pianista” è un romanzo articolato che ci dice dello spessore della Jelinek (1946) che è riuscita a fondere nella sua opera una varietà di influssi come attestano le motivazioni del premio Nobel conferitole nel 2004.
PATRICK McGRATH - “IL MORBO DI HAGGARD”
“Il morbo di Haggard” di Patrick McGrath (1950) è il racconto di una storia d’amore, di un amore tanto grande quanto crudele, giacché quest’ amore sarà destinato a non realizzarsi. Ma “Il morbo di Haggard” è anche il racconto del conflitto tra la forza di quell’amore che, per la sua intensità, sarà la più pura espressione della passione e la violenza del mondo intesa come imposizione di una volontà estranea a quella passione, tesa a sopraffarla per affermare se stessa. E pur nel dolore la purezza di quel sentimento resterà inalterata e l’aver vissuto quell’ amore avrà un significato che trascende la sua fine. Ma lungi dall’essere un romanzo sull’ immodificabilità delle cose, “Il morbo di Haggard” è invece attraversato in tutto il suo sviluppo proprio dal tema della mutazione delle cose, di come una condizione, uno stato possa mutarsi in un altro.
PETER SCHNEIDER - “GLI AMORI DI MIA MADRE”
“Gli amori di mia madre” è un romanzo sul bisogno di essere amati. Ne è protagonista la madre di Peter Schneider (1940) il quale, a più di 60 anni dalla morte della madre, decide di raccontarne le vicende sentimentali, che ella visse nel pieno degli anni della guerra e di cui lasciò testimonianza nel fitto epistolario che intrattenne con gli uomini di cui si innamorò, sebbene sposata e madre di quattro figli. Nell’apparente distacco di un procedere narrativo disteso e pacato assistiamo, in modo talora impietoso, alle dinamiche e alle emozioni, anche laceranti, a cui quelle vicende diedero luogo. E pur senza perdere mai il filo del suo percorso privato Schneider riesce a fare diventare quella storia creazione letteraria, scolpendo, attraverso sua madre, i caratteri di una “figura” che ci parla di quell’eterno mistero che è l’animo umano e, in particolare, l’animo femminile.
ERMANNO CAVAZZONI - “IL GRAN BUGIARDO”
Il protagonista de “Il gran bugiardo” di Ermanno Cavazzoni (1947) è un bugiardo cronico che ad ogni piè sospinto si inventa bugie insostenibili che gli escono di bocca quasi da sole. Bugie che lo costringono a dare ad esse seguito cercando, in modi rocamboleschi e aggiungendo ancora altre bugie, di “uscire” dai vicoli ciechi nei quali quelle sue bugie finiscono per condurlo. Ma se ciò avviene in modo sistematico e compulsivo con tutti in realtà le bugie da cui prende le mosse il libro, che ne segnano il suo sviluppo, sono bugie d'amore, bugie cioè dette per compiacere quelle due ragazze da cui sarà attratto, prima Mirta poi Ester che, incontrate casualmente, lo spingono, per far colpo su di loro, a fingersi quello che non è. “Il gran bugiardo” è un romanzo divertentissimo il cui tragicomico protagonista ispira tenerezza per questa sua impotenza verso il suo essere un bugiardo ma, d'altro canto, viene da dire: cosa non si fa e, soprattutto, cosa non si dice per amore.
Auguro a tutti buone letture e do appuntamento per il prossimo mese di ottobre con “Lettere d'amore tradite” di Gottfried Keller.
Il ciclo 2026-27 sarà incentrato su uno dei temi classici della letteratura nonché dell'esperienza umana, quello dell'amore, affrontato naturalmente non in modo sentimentalistico ma attraverso una serie di autori che ne parlano in modo disincantato e/o delicato, ironico e/o passionale ma, comunque, senza toni idealizzati o consolatori. Nella scelta dei titoli proposti si è optato non per i grandi classici, maggiormente noti, ma per libri che pur essendo di sicuro valore sono meno presenti presso la generalità dei lettori così da favorirne la “scoperta” e la lettura. Come si evince dal titolo del ciclo che è “Romanzi e racconti d'amore”, si tratta sia di romanzi come “La pianista” della Jelinek, “Il morbo di Haggard” di Patrick McGrath, “Gli amori di mia madre” di Peter Schneider e “ Il gran bugiardo” di Ermanno Cavazzoni; sia di raccolte di racconti come “Racconti d'amore” di Ivan Bunin e “Amore” di Inoue Yasushi; sia di racconti singoli come “Lettere d'amore tradite” di Gottfried Keller.
Qui, di seguito, l'elenco sintetico dei libri e dei relativi autori, con l'indicazione dell' anno della loro prima pubblicazione, della edizione italiana e della previsione di uscita del relativo commento. Per una panoramica d'insieme, a seguire, una breve scheda per ciascun libro.
“ROMANZI E RACCONTI D'AMORE”
“Lettere d'amore tradite” - Gottfried Keller - 1874 - Svizzera - (Elliot Edizioni / 2015) - Ottobre
“Racconti d'amore” - Ivan Bunin - 1915/1949 - Russia - (Rizzoli / 1987) - Dicembre
“Amore” - Inoue Yasushi - 1959 - Giappone - (Adelphi / 2006) - Gennaio
“La pianista” - Elfriede Jelinek - 1983 - Austria - (Einaudi / 2017) - Marzo
“Il morbo di Haggard” - Patrick McGrath - 1993 - Inghilterra - (Adelphi / 2002) - Aprile
“Gli amori di mia madre” - Peter Schneider - 2015 - Germania - (L'orma editore / 2015) - Maggio
“Il gran bugiardo” - Ermanno Cavazzoni - 2023 - Italia - (La nave di Teseo / 2023) - Giugno
GOTTFRIED KELLER - “LETTERE D'AMORE TRADITE”
Gottfried Keller (1819-1890) è considerato il massimo interprete della letteratura svizzera dell’ Ottocento e, in generale, uno dei più grandi narratori di lingua tedesca. La sua opera ruota su un’ ampia produzione novellistica che evidenzia la sua padronanza per questo “genere”. E tra le sue novelle di maggior spicco una delle più famose è “Lettere d’amore tradite” dove l'amore vero si afferma in barba a quello finto. Sebbene infatti predomini in tutta la novella un tono tenero e divertente tuttavia la sferzante messa a nudo di ciò che è finto e borioso trasformano l'iniziale vena comica in una satira via via sempre più pungente. Ciò consente a Keller di esaltare l’affondo morale verso ciò che considera detestabile senza però farlo diventare moralismo bensì denuncia dell’inautentico, il che lo rende, ancor' oggi, sorprendentemente moderno.
IVAN BUNIN - “RACCONTI D'AMORE”
Ivan Bunin (1870-1953) è stato sicuramente l’ultimo grande interprete della tradizione classica della letteratura russa capace, coerentemente a tale tradizione, di descrivere nei suoi meandri più profondi i sentimenti umani, come attestano le motivazioni del premio Nobel conferitogli nel 1933, essendo stato tra l’altro Bunin il primo scrittore russo a ricevere tale riconoscimento. E il sentimento di cui Bunin più si è “occupato” è indiscutibilmente il sentimento dell’ amore, tanto da essere considerato l’autore russo che ha maggiormente incentrato la sua opera sulle tematiche amorose. In tal senso i racconti contenuti in “Racconti d’amore” ne sono una significativa dimostrazione che evidenzia l’ ampiezza delle declinazioni che egli è riuscito a dare a tale tema e la raffinatezza, delicatezza e intensità con cui è riuscito a trattarlo.
INOUE YASUSHI - “AMORE”
“Amore” contiene tre racconti brevi di Inoue Yasushi (1907-1991) i quali hanno al loro centro il tema dell’amore, tema che gli era peraltro caro costituendo uno dei suoi filoni narrativi. Il sentimento dell’amore per Yasushi è un sentimento che produce contrasti, che si manifesta in situazioni contrastate e che quando appare si presenta in modo improvviso, come una rivelazione dalla quale scaturisce un' intima e segreta bellezza. Ma il contrasto che più di tutto l’amore qui si trova ad affrontare è quello con la morte la quale, se pure in modi diversi, è sempre presente in questi racconti. Ma lungi dal venire condotti in atmosfere sepolcrali sono invece l’estrema eleganza e delicatezza che prevalgono nelle narrazioni di Yasushi. E dietro le sue descrizioni rarefatte vi è tutta la profondità di sentimenti veri ed autentici che arrivano al lettore in modo cristallino.
ELFRIEDE JELINEK - “LA PIANISTA”
La prima sensazione che suscita “La pianista” è quella del labirinto. Non solo perché le vicende della “pianista” Erika Kohut non hanno alcun contenuto evolutivo ma, soprattutto, perchè appaiono condannate all'impossibilità stessa di evolversi. Ne è un esempio la sua sessualità dato che quella praticata da Erika non ha sbocchi, essendo priva della “relazione”. Erika è infatti una voyeur e quindi tutta la sua vita sessuale è ridotta a immaginario sessuale. Finché non entra nella sua vita il suo allievo di piano Walter Klemmer che si invaghisce di lei e la seduce. L'apparente cliché della classica “storia” allievo-insegnante invece di evolversi in positivo innesca in realtà l'esplodere nel romanzo di una deriva verso la violenza che diverrà una spirale inarrestabile. “La pianista” è un romanzo articolato che ci dice dello spessore della Jelinek (1946) che è riuscita a fondere nella sua opera una varietà di influssi come attestano le motivazioni del premio Nobel conferitole nel 2004.
PATRICK McGRATH - “IL MORBO DI HAGGARD”
“Il morbo di Haggard” di Patrick McGrath (1950) è il racconto di una storia d’amore, di un amore tanto grande quanto crudele, giacché quest’ amore sarà destinato a non realizzarsi. Ma “Il morbo di Haggard” è anche il racconto del conflitto tra la forza di quell’amore che, per la sua intensità, sarà la più pura espressione della passione e la violenza del mondo intesa come imposizione di una volontà estranea a quella passione, tesa a sopraffarla per affermare se stessa. E pur nel dolore la purezza di quel sentimento resterà inalterata e l’aver vissuto quell’ amore avrà un significato che trascende la sua fine. Ma lungi dall’essere un romanzo sull’ immodificabilità delle cose, “Il morbo di Haggard” è invece attraversato in tutto il suo sviluppo proprio dal tema della mutazione delle cose, di come una condizione, uno stato possa mutarsi in un altro.
PETER SCHNEIDER - “GLI AMORI DI MIA MADRE”
“Gli amori di mia madre” è un romanzo sul bisogno di essere amati. Ne è protagonista la madre di Peter Schneider (1940) il quale, a più di 60 anni dalla morte della madre, decide di raccontarne le vicende sentimentali, che ella visse nel pieno degli anni della guerra e di cui lasciò testimonianza nel fitto epistolario che intrattenne con gli uomini di cui si innamorò, sebbene sposata e madre di quattro figli. Nell’apparente distacco di un procedere narrativo disteso e pacato assistiamo, in modo talora impietoso, alle dinamiche e alle emozioni, anche laceranti, a cui quelle vicende diedero luogo. E pur senza perdere mai il filo del suo percorso privato Schneider riesce a fare diventare quella storia creazione letteraria, scolpendo, attraverso sua madre, i caratteri di una “figura” che ci parla di quell’eterno mistero che è l’animo umano e, in particolare, l’animo femminile.
ERMANNO CAVAZZONI - “IL GRAN BUGIARDO”
Il protagonista de “Il gran bugiardo” di Ermanno Cavazzoni (1947) è un bugiardo cronico che ad ogni piè sospinto si inventa bugie insostenibili che gli escono di bocca quasi da sole. Bugie che lo costringono a dare ad esse seguito cercando, in modi rocamboleschi e aggiungendo ancora altre bugie, di “uscire” dai vicoli ciechi nei quali quelle sue bugie finiscono per condurlo. Ma se ciò avviene in modo sistematico e compulsivo con tutti in realtà le bugie da cui prende le mosse il libro, che ne segnano il suo sviluppo, sono bugie d'amore, bugie cioè dette per compiacere quelle due ragazze da cui sarà attratto, prima Mirta poi Ester che, incontrate casualmente, lo spingono, per far colpo su di loro, a fingersi quello che non è. “Il gran bugiardo” è un romanzo divertentissimo il cui tragicomico protagonista ispira tenerezza per questa sua impotenza verso il suo essere un bugiardo ma, d'altro canto, viene da dire: cosa non si fa e, soprattutto, cosa non si dice per amore.
Auguro a tutti buone letture e do appuntamento per il prossimo mese di ottobre con “Lettere d'amore tradite” di Gottfried Keller.
