ALER spranga le porte degli scantinati di via Lulli-Porpora

QUANDO TRA LA VITA E LA MORTE C'È UNA PORTA SPRANGATA DA ALER
Nel quartiere delle case popolari Aler tra via Lulli e via Porpora, la mancata manutenzione da parte dell'ente gestore ha lasciato molti portoni in condizioni tali da non potersi più chiudere correttamente. Per impedire che alcune persone senza dimora utilizzassero le cantine come rifugio notturno, Aler ha scelto una soluzione drastica: saldare la porta d'acciaio che consente l'accesso alle cantine dello stabile di via Porpora 43.
Una decisione che, però, ignora un dettaglio fondamentale: proprio nelle cantine si trovano i contatori elettrici e i relativi interruttori generali.
È qui che entra in gioco la storia di Salvatore.
Tre volte alla settimana Salvatore si sottopone alla dialisi e dipende da farmaci salvavita che devono essere conservati in frigorifero. In caso di interruzione della corrente elettrica, fino a poco tempo fa poteva recarsi in cantina per riattivare il proprio contatore, evitando così il deterioramento dei medicinali da cui dipende la sua salute.
Oggi non può più farlo.
Dopo l'intervento di Aler e la saldatura della porta d'accesso, il contatore è diventato di fatto irraggiungibile. Se dovesse verificarsi un blackout o uno scatto dell'interruttore, Salvatore non avrebbe alcuna possibilità di intervenire tempestivamente.
Non sono servite nemmeno le telefonate con cui ha segnalato la situazione e chiesto il ripristino dell'accesso alle cantine. Secondo quanto riferito da Salvatore, la risposta ricevuta sarebbe stata tanto semplice quanto inquietante: la porta resterà saldata e i contatori inaccessibili perché, a detta di Aler, «tanto di lì dovrete andare via tutti».
Una frase che, se confermata, solleva interrogativi non solo sulla gestione dello stabile, ma anche sul rispetto delle esigenze e della sicurezza delle persone che vi abitano. Quando l'accesso a un contatore elettrico può fare la differenza tra la corretta conservazione di farmaci salvavita e la loro perdita, una porta saldata diventa molto più di un semplice disagio: diventa una questione di dignità, salute e sicurezza.
