Le mostre a Milano dell’estate 2026
L’estate e le alte temperature invogliano a lasciare Milano, ma se invece – per motivi diversi – si deve restare in città, i musei e gli spazi espositivi possono costituire una valida alternativa, sia perché ricchi di stimoli e proposte interessanti sia perché generalmente dotati di aria condizionata. Accanto al panorama di importanti mostre delle sedi di maggior prestigio, interessanti anche le esposizioni in gallerie e spazi nel territorio del Municipio 3. Come sempre raccomandando di consultare i siti delle singole sedi espositive prima della visita, verificando giorni ed orari di apertura nonché le modalità di accesso.
Palazzo Reale offre alcune grandi mostre già in corso da tempo ed altre appena aperte. Come ogni estate molte sono ad ingresso gratuito. Fino al 30 agosto, nel Cortile d’Onore e nel Giardino, Materie Viventi di Maria Cristina Carlini: due opere monumentali che esplorano, attraverso l’uso di materiali naturali e di recupero, i temi della materia, della memoria, della trasformazione e della sostenibilità. Fino al 6 settembre Aurelio Amendola. Capolavori fotografati. Burri, Vedova, Nitsch, Duomo Milano, Bernini, Canova, Michelangelo: attraverso immagini di grande formato, realizzate tra il 1976 e il 2025, la mostra celebra la ricerca di Amendola (Pistoia, 1938), figura centrale della fotografia d’arte contemporanea. Cuore della mostra è il dialogo che il fotografo ha saputo instaurare, attraverso il proprio obiettivo, con alcuni dei più grandi protagonisti della storia dell’arte. Una sezione è dedicata al Duomo di Milano, con una serie di scatti inediti che indagano la cattedrale come una scultura attraversata dalla luce e dal tempo. Fino al 13 settembre The Breach. Il muro rompe il silenzio, mostra site-specific che porta le suggestive opere del pittore Paolo Troilo in dialogo con il patrimonio artistico e culturale di Palazzo Reale, utilizzando le dita come pennelli, reinterpretando le tappezzerie, firmate dalla stessa antica tessitura Rubelli che realizzò gli originali. Attraverso le opere in mostra a parlare sono la storia dell’edificio e i protagonisti che ne hanno abitato le stanze: da Leonardo da Vinci ai Visconti, da Napoleone Bonaparte a Margherita di Savoia e a Maria José, prima e ultima regina consorte d’Italia. Fino al 20 settembre Mario Raciti. Opere 1952 – 2025, personale antologica dell’artista, dagli esordi fino ad oggi, con attenzione al profondo legame con Milano. Testimonianza significativa di questo rapporto è la presenza di una parte del nucleo di opere acquisito dal Comune in occasione della mostra presso PAC/Padiglione d’Arte Contemporanea nel 1988. La sua opera riflette una trama intensa di relazioni con il mondo culturale milanese, con la vita intellettuale della città nel secondo Novecento. Fino al 27 settembre Anselm Kiefer. Le Alchimiste, oltre quaranta grandi opere inedite di uno tra i più influenti artisti contemporanei che, con la sua pittura materica e simbolica, racconta distruzione e rigenerazione, mito e memoria collettiva. Kiefer evoca una costellazione di figure femminili note e dimenticate, riconoscendo alle “alchimiste” un ruolo cruciale nella nascita del pensiero scientifico moderno. www.palazzorealemilano.it/
Alla Pinacoteca di Brera, fino al 13 settembre, Agostino da Lodi. Un pittore itinerante tra Leonardo e Giorgione, mostra dedicata a uno degli artisti più originali attivi in Italia nel Cinquecento. Sono 46 opere che ricostruiscono per la prima volta la sua carriera e, accanto ai suoi dipinti, capolavori di Maestri con cui Giovanni Agostino si confrontò, rielaborandoli in modo del tutto personale: Bramantino, Giovanni Bellini, Giorgione, Dürer, Lorenzo Lotto e Girolamo Romanino. https://pinacotecabrera.org/
A Palazzo Citterio, sempre in Via Brera, fino al 26 luglio Giovanni Gastel. Rewind, esposizione che rende omaggio a un protagonista assoluto della fotografia contemporanea, attraverso oltre 250 immagini che ripercorrono l’intera sua carriera, dalle prime copertine di moda agli still life, dai ritratti alle campagne pubblicitari ai progetti a lui più cari. Sempre fino al 26 luglio Paladino, mostra dedicata a uno dei protagonisti più celebrati della scena italiana e internazionale. Mimmo Paladino propone un progetto dedicato ai Dormienti, uno dei suoi capolavori qui riallestito in dialogo con l’architettura che lo ospita. E inoltre un nucleo di opere su carta del 1973. www.breradesigndistrict.it/location/palazzo-citterio/
Alle Gallerie d’Italia, in Piazza della Scala, fino al 18 ottobre, Arnaldo Pomodoro. Una Vita, mostra dedicata a uno dei più importanti protagonisti dell’arte contemporanea del secondo Novecento. E’ il racconto di una vita, di un viaggio artistico durato oltre sessant’anni, dagli esordi a metà anni Cinquanta fino alle sperimentazioni degli anni Duemila. Grazie a un nucleo antologico di circa quarantacinque opere, il pubblico può ripercorrere le tappe più significative dell’avventura creativa e poetica di Pomodoro, scoprendo anche opere meno note. Sempre fino al 18 ottobre, Bellezza e Bruttezza. Ideale, reale, caricaturale nel Rinascimento, mostra che affronta il complesso rapporto tra Bello e Brutto tra la fine del Quattrocento e il Cinquecento, mettendo in evidenza come queste due categorie, inscindibili fin dall’antichità, assumano nuovi significati nel contesto rinascimentale. Se nel primo Rinascimento la Bellezza è ancora legata ai canoni dell’ideale classico e la Bruttezza emerge come deviazione dal modello, nel corso del Cinquecento, con il progressivo affrancarsi dell’Arte dai canoni, l’Artificio diventa strumento creativo autonomo che riscatta la Bruttezza e ridefinisce il Bello. Il percorso espositivo propone - attraverso opere di grandi Maestri come Botticelli, Michelangelo, Tiziano, Dürer, Cranach - un confronto tra i protagonisti del Rinascimento italiano e di quello fiammingo. https://gallerieditalia.com/it/milano/mostre-e-iniziative/
Al Museo Diocesano, in Piazza Sant’Eustorgio, fino al 4 ottobre, Sony World Photography Awards 2026, una selezione delle immagini vincitrici e finaliste dell’edizione 2026 del concorso internazionale organizzato dalla World Photography Organisation: immagini provenienti da più di 200 Paesi e territori che promuovono la fotografia come linguaggio universale di racconto e interpretazione del mondo. Fino al 18 ottobre, Werner Bischof. Point of View: a 110 anni dalla nascita, un’ampia panoramica sulla vita e sull’opera del fotografo svizzero, tra i più importanti fotoreporter del XX secolo. Membro dell’agenzia Magnum Photos, Bischof ha saputo distinguersi per un approccio umanistico, capace di coniugare rigore documentario e intensità poetica. Le sue fotografie raccontano la Storia con sguardo ancora oggi attuale. In mostra l’Europa devastata dalla Seconda Guerra Mondiale; i reportage realizzati in India, Giappone, Corea, Hong Kong e Indocina; le esplorazioni visive nel continente americano. https://chiostrisanteustorgio.it/
Al PAC/Padiglione D’arte Contemporanea, in Via Palestro, fino al 13 settembre Performing Pac. These Fragments I Have Shored Against My Ruins, mostra dedicata alla riflessione sull’utilizzo di materiali, linguaggi, stratificazioni di significati diversi nelle pratiche del collage, dell’assemblage e delle installazioni. Si parte dalla ricostruzione di un’esposizione storica del PAC attraverso materiali d’archivio, Kurt Schwitters. Collages, dipinti e sculture 1914-1947, curata nel 2001 da Karin Orchard. Schwitters coltivava il desiderio di “costruire con le macerie”, raccogliendo i frammenti della cultura occidentale e opponendoli al crollo e alla desolazione del mondo moderno. Partendo da questo, sono stati invitati al PAC sette artisti che nelle loro opere e installazioni raccolgono la sua eredità: Jacopo Benassi, John Bock, Gabriella Ciancimino, Roberto Cuoghi, Thomas Hirschhorn, Lucia Marcucci e Mika Rottenberg. www.pacmilano.it/
Alla Fabbrica del Vapore, fino al 30 agosto Women for Women Against Violence, un progetto sociale e culturale con l’obiettivo di accendere i riflettori su due emergenze che coinvolgono milioni di donne: la violenza di genere e il tumore al seno. La mostra fotografica propone un percorso emozionale e immersivo attraverso i volti e le storie di donne che hanno affrontato la violenza o la malattia, affiancate da personalità del mondo dello spettacolo, della cultura, dello sport e della società civile che hanno scelto di condividere e sostenere il loro messaggio di rinascita. Attraverso contenuti multimediali il pubblico può ascoltare direttamente le testimonianze delle protagoniste, entrando in contatto con esperienze di dolore, coraggio, resilienza e riscatto. Fino al 13 settembre La misura dell'uno, collettiva che mette in dialogo arte, etica e contemporaneità attraverso linguaggi e visioni differenti; un percorso immersivo tra opere, suoni e narrazioni per riflettere sul ruolo dell’artista e sul senso del presente. Un gruppo di artisti italiani di diverse generazioni e linguaggi riflette sul rapporto tra etica ed estetica e sul ruolo dell’artista nella contemporaneità. Attraverso pittura, fotografia, video, installazioni, scultura e sound art, la mostra affronta temi come ambiente, identità, memoria, giustizia e responsabilità culturale. Il titolo richiama la tensione tra molteplicità e unità: ogni lavoro mantiene la propria autonomia contribuendo a una visione collettiva capace di interrogare il presente. Dal 16 luglio al 27 settembre, Annabella Rossi. Acrobati, Fachiri e Luna Park. Roma 1957-1960, fotografie scattate dalla Rossi (Roma, 1933–1984), importante antropologa e fotografa del panorama italiano del Secondo Dopoguerra, che ha dedicato gran parte della sua ricerca alle culture popolari e marginali. Durante le sue ricerche sul campo nelle periferie romane, tra il 1957 e il 1960, in un momento di profonda trasformazione sociale della capitale, documentò la vita quotidiana di circensi, fachiri e artisti di strada. Tra le storie raccolte emerge quella di Savitry, il fachiro che avrebbe ispirato il personaggio di Zampanò nel film La Strada di Federico Fellini. Fino al 14 ottobre Susumu Shingu. Il Cosmo, che racconta l’universo poetico dell’artista giapponese, uno tra i principali protagonisti dell’arte cinetica contemporanea. Attraverso le sue sculture in costante trasformazione, l’artista rende visibili forze ed energie che attraversano il mondo naturale, come il vento, l’acqua, la gravità e le variazioni dell’atmosfera. Shingu costruisce una visione del mondo fondata sull’armonia tra uomo e natura: le sue opere, sospese tra arte, scienza e meraviglia, invitano a rallentare lo sguardo e a riscoprire la complessità e la bellezza delle forze che animano il pianeta. www.fabbricadelvapore.org/
All’Hangar Bicocca, fino al 19 luglio, Rebecca, personale di Benni Bosetto. Nata a Merate nel 1987, è una tra le artiste più interessanti della sua generazione, la cui pratica è incentrata sulla percezione, trasformazione e decostruzione del corpo. Nel suo lavoro spazia tra disegno, scultura, installazione e performance. Fino al 26 luglio The House That Jack Built, mostra che porta all’attenzione la trentennale ricerca di Rirkrit Tiravanija intorno alla pratica spaziale e architettonica, concependo gli edifici come piattaforme il cui valore è determinato dall’uso e dalle persone che li abitano, non dalla loro forma né da chi li ha progettati. https://pirellihangarbicocca.org/
Alla Triennale, fino al 6 settembre Lella and Massimo Vignelli. A Language of Clarity, grande retrospettiva che racconta il contributo dei due progettisti allo sviluppo del design e della grafica internazionale. Attraverso una selezione tra la loro vastissima produzione – oggetti, arredi, interni, disegni, modelli, bozzetti, fotografie, manuali, marchi, libri, copertine, riviste – l’esposizione ricostruisce una storia che si sviluppa tra la Milano avvolta nel fermento della rinascita culturale del Dopoguerra e New York, metropoli cosmopolita e laboratorio di possibilità, dove i Vignelli si trasferiscono nel 1965. Sempre fino al 6 settembre Francesco Clemente. In Between, retrospettiva che esplora la pratica pittorica dell’artista dalla fine degli anni Settanta a oggi, riunendo circa 70 opere tra lavori raramente esposti, produzioni inedite e nuovi dipinti. L’arte di Clemente riflette un'attitudine cosmopolita e sperimentale, muovendosi tra culture e tradizioni occidentali e orientali. Le sue immagini affrontano temi legati all’identità e alla condizione umana (il corpo, la sessualità, la spiritualità, il mito e il sogno) in una pratica che si sviluppa attraverso molteplici direzioni e linguaggi. Fino al 4 ottobre Andrea Branzi by Toyo Ito Continuous Present, una monografica dedicata ad un grande architetto e designer italiano, nonché docente, teorico, critico, curatore e artista, figura centrale nel pensiero progettuale tra la fine del XX e l’inizio del XXI secolo. Attraverso lo sguardo di Ito, questa mostra presenta i temi e i progetti più significativi di Branzi. Fino al 31 dicembre Ettore Sottsass Design Metaphors: nello spazio intorno all'installazione permanente Casa Lana, opere di Sottsass (1917–2007), una delle figure più influenti dell'architettura e del design del Novecento. https://triennale.org/
Alla Fondazione Prada in Largo Isarco, fino al 28 settembre, Dash, progetto multimediale concepito dalla artista cinese Cao Fei che combina diversi linguaggi artistici, dalla fotografia alla videoinstallazione, dalla realtà virtuale al documentario. Fei si è dedicata allo studio delle campagne della Cina e del Sud Est asiatico, osservando il calo delle coltivazioni di cereali dovuto alla scarsità d’acqua e la crescente carenza di manodopera agricola causata dallo spopolamento delle campagne. Fino al 30 ottobre, nella sede Osservatorio Prada in Galleria Vittorio Emanuele, The Island, progetto site specific dell’artista tedesco Hito Steyerl, le cui installazioni si collocano tra documentario e cinema sperimentale, intrecciando narrazioni accomunate dal motivo dell’inondazione e della crisi climatica. Fino al 9 novembre, Over, Under and In Between, un progetto site-specific concepito dall’artista Mona Hatoum che invita a riflettere sull’instabilità dei nostri tempi e sulla precarietà dell’esistenza. Sono tre installazioni che rappresentano i concetti di instabilità, pericolo e fragilità, creando un dialogo con lo spazio e, in particolare, con l’esperienza fisica del visitatore. www.fondazioneprada.org/
A Palazzo Morando fino al 27 settembre The Gentleman. Stile e gioielli al maschile, mostra che - attraverso pezzi originali, documenti d’epoca e abiti - invita a riflettere sul significato culturale e simbolico dell’ornamento, restituendo dignità storica e contemporanea a un ambito troppo spesso trascurato del costume maschile. Una lettura trasversale delle trasformazioni del gusto, del ruolo sociale, degli aspetti funzionali e della funzione simbolica del gioiello nel costruire l’identità maschile. www.comune.milano.it/web/palazzo-morando
Alla Fondazione Rovati di Corso Venezia, fino al 4 ottobre, Storia di un gesto. Il mito di Meleagro dall’arte classica a Warburg, a Picasso, mostra costruita attorno a tre elementi strettamente interconnessi: il mito di Meleagro, tra i racconti più intensi della tradizione classica, il sarcofago romano con il rilievo raffigurante la Morte di Meleagro (ca. 170–180 d.C.), esposto per la prima volta al pubblico, e il cosiddetto “gesto della disperazione”, una delle più incisive formule figurative del dolore nella tradizione artistica occidentale. Sempre fino al 4 ottobre, Gli Etruschi e l’Olanda. A/R dei bronzi Corazzi: gli straordinari bronzi etruschi dell’antica Collezione Corazzi oggi conservati al Rijksmuseum van Oudheden di Leida, tornano eccezionalmente in Italia. La mostra racconta una storia di scambi culturali e di collezionismo illuminato. www.fondazioneluigirovati.org/it
E veniamo alle mostre in spazi espositivi, musei e gallerie del Municipio 3, molti dei quali già in riposo estivo.
Presso iKonica Art Gallery, in via Porpora, fino al 18 luglio due mostre: Urban Landscapes, personale di Lucio Forte con i suoi paesaggi metropolitani e Contemporary Art in Milano, mostra collettiva degli artisti Camilla Fransrud, Carmen Carrasco, Ekaterina Zag, Enrique Sama, Esperanza Garcia, Joanmanel Matas, Neus Pino e Priya Selvarasa. www.ikonica.eu/mostre-in-galleria/
Presso Giò Marconi, in Via Tadino, fino al 24 luglio sono in corso due mostre. Man Ray: M for Dictionary. Nel cinquantesimo anniversario della scomparsa dell’artista, un’ampia retrospettiva che ne esplora i diversi mezzi espressivi. Fotografo tra i più celebrati, ideatore originale di oggetti e multipli, pittore e disegnatore, Man Ray cercava di fondere dimensione formale e concettuale, dando forma a un autentico esperimento linguistico ironico e critico, profondamente provocatorio. Ron Nagle. Phantom Banter, prima personale in Italia dedicata allo scultore americano, noto per le sue raffinate sculture in ceramica di piccola scala. La mostra presenta undici sculture realizzate tra il 2024 e il 2026, insieme a una selezione di disegni recenti, offrendo uno sguardo approfondito sulla sua ricerca artistica. Nato nel 1939 a San Francisco, dove vive e lavora, Nagle inizia a dedicarsi alla ceramica negli anni Cinquanta. L’ispirazione nasce spesso da osservazioni quotidiane: alberi piegati, rocce erose, gomme da masticare schiacciate o graffiti. www.giomarconi.com/en
Alla Galleria Massimo De Carlo, in Viale Lombardia, fino al 1° agosto, Dimora Dislocata, mostra di Alicja Kwade, artista nata nel 1979 a Katowice (Polonia) che vive e lavora a Berlino, conosciuta a livello internazionale per le sue sculture, le installazioni pubbliche di ampio respiro, i film, le fotografie e le opere su carta che sfidano concetti scientifici e filosofici smantellando i confini della percezione. Il suo linguaggio artistico distintivo si basa sulla decostruzione e ricostruzione di oggetti quotidiani e materiali naturali, nel tentativo di esplorare l'essenza della nostra realtà e di esaminare le strutture sociali. https://massimodecarlo.com/
Al MEET/Digital Culture Center, in Porta Venezia, fino al 13 settembre, SYNTHETIC CREATURES: storia, evoluzione e rappresentazione, mostra che ripercorre cinquant’anni di ricerca di Rebecca Allen, pioniera della computer-art che, fin dagli anni Settanta, ha introdotto la corporeità in un ambito dominato da astrazione e calcolo, affermando una visione in cui la tecnologia non è neutra, ma richiede una prospettiva umana e fisica. Il percorso espositivo segue l’evoluzione del suo lavoro, dalle prime animazioni realizzate con schede perforate alle più recenti installazioni in realtà virtuale e intelligenza artificiale. www.meetcenter.it/it/
Infine, alla Galleria Vistamare, in Via Spontini, fino al 19 settembreLo spettacolo delle immagini, personale di Umberto Bignardi (Bologna, 1935 – Milano, 2022), figura del secondo Novecento italiano che attraversa pittura, disegno, fotografia, grafica, cultura visiva. Il progetto riunisce opere comprese tra la fine degli anni Cinquanta, gli anni Sessanta e fino al 2016, connettendo opere distanti nel tempo per mettere in evidenza una continuità profonda, la tensione verso uno spettacolo delle immagini. https://vistamare.com/
Nella foto: un’immagine dalla mostra di Werner Bischof al Museo Diocesano
