Le parole educano e Comunicato CADMI
Una riflessione necessaria rispetto ad affermazioni che vogliono limitare il ruolo della donna nella società, accompgnata da un comunicato stampa del CADMI sulla violenza maschile contro le donne online.
(Mietta Pellegrini )15/07/2026

Le parole esprimono concetti a loro volta corrispondenti a situazioni, luoghi oggetti… nascono quindi per esprimere qualcosa che esiste già, sono un richiamo educativo alla comprensione della realtà.
La parola femminicidio viene, di questi tempi e da alcune persone, stigmatizzata come superflua in ambito giuridico, quindi inesistente tout court. Eppure la porola è nata e questo significa che corrisponde a qualcosa di cui la nostra società ha necessità.
Nelle statisitiche degli ultimi anni gli omicidi di donne risultano in aumento e diminuiti quelli maschili e avvengono in famiglie in prevalenza italiane. Questa Newsletter l’aveva redicontato un paio di anni fa.
L’indipendenza, l’autodeterminazione e l’affermazione della donna risultano insopportabili a uno schematismo patriarcale, in cui la donna dev’essere subalterna al maschio; cultura peraltro ritenuta deplorevole in paesi non occidentali.
Viene perorata, in contrapposizione, da gran parte della società, un’educazione all’affettività e alla sessualità che viene rifiutata dal governo attuale, che ritiene che le famiglie italiane funzionino bene così, che nelle scuole non debbano entrare i diversamente abili, che sono da commiserare, ma in quanto diversi da emarginare, da nascondere in casa come le donne, che sono regine in casa loro.
La conseguenza logica è che rifiutando la parola femminicidio - che è nata per sensibilizzare ed educare al rispetto -, si ritiene che non vi siano modelli maschili inadeguati, che vada bene la legge del più forte fisicamente, ma spesso più debole psicologicamente, che la stratificazione sociale vada bene così. Viene il sospetto che in un mondo complesso ed economicamente frustrante, una gratificazione agli uomini vada concessa. e questo è il prezzo.
La parola femminicidio viene, di questi tempi e da alcune persone, stigmatizzata come superflua in ambito giuridico, quindi inesistente tout court. Eppure la porola è nata e questo significa che corrisponde a qualcosa di cui la nostra società ha necessità.
Nelle statisitiche degli ultimi anni gli omicidi di donne risultano in aumento e diminuiti quelli maschili e avvengono in famiglie in prevalenza italiane. Questa Newsletter l’aveva redicontato un paio di anni fa.
L’indipendenza, l’autodeterminazione e l’affermazione della donna risultano insopportabili a uno schematismo patriarcale, in cui la donna dev’essere subalterna al maschio; cultura peraltro ritenuta deplorevole in paesi non occidentali.
Viene perorata, in contrapposizione, da gran parte della società, un’educazione all’affettività e alla sessualità che viene rifiutata dal governo attuale, che ritiene che le famiglie italiane funzionino bene così, che nelle scuole non debbano entrare i diversamente abili, che sono da commiserare, ma in quanto diversi da emarginare, da nascondere in casa come le donne, che sono regine in casa loro.
La conseguenza logica è che rifiutando la parola femminicidio - che è nata per sensibilizzare ed educare al rispetto -, si ritiene che non vi siano modelli maschili inadeguati, che vada bene la legge del più forte fisicamente, ma spesso più debole psicologicamente, che la stratificazione sociale vada bene così. Viene il sospetto che in un mondo complesso ed economicamente frustrante, una gratificazione agli uomini vada concessa. e questo è il prezzo.
Per fortuna le donne votano da ottanta anni!
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ANNULLA LA VIOLENZA, CONDIVIDI IL RISPETTO
Al via la campagna digitale promossa da
CADMI, Casa di Accoglienza delle Donne Maltrattate con PermessoNegato
per sensibilizzare sulla violenza maschile contro le donne online.
Ideata da Naked Studio, la campagna Annulla la violenza, condividi il rispetto affronta una delle forme più diffuse di violenza di genere digitale: la diffusione non consensuale di immagini intime.
La creatività ribalta una narrazione ancora molto frequente e sposta l'attenzione dalla donna che subisce la violenza alla responsabilità dell’uomo che sceglie di agirla.
Annulla la violenza, condividi il rispetto si inserisce nel progetto Hack the Violence, finanziato da ActionAid International Italia E.T.S. e Fondazione Realizza il Cambiamento, nell'ambito di NORA against GBV, un progetto co-finanziato dall'Unione Europea.
Milano, 15 luglio 2026
La violenza maschile contro le donne si manifesta oggi frequentemente anche negli spazi digitali. La tecnologia offre nuovi strumenti e canali per esercitare forme di controllo, dominio e sopraffazione che affondano le radici nella stessa cultura da cui si origina la violenza di genere nel mondo reale.
“L’esperienza data dall’ascolto di migliaia di donne in stato di temporaneo disagio per avere subito violenza maschile, mi fa dire che, seppure in nuove forme, il dominio maschile sulle donne viene ancora esercitato attraverso il controllo delle loro vite” sono le parole di Manuela Ulivi, presidente CADMI. “La radice è sempre la stessa: la volontà di contenimento della forza delle donne e della loro possibilità di vivere libere e come desiderano.”
Secondo il report 2026 dell'Osservatorio indifesa di Terre des Hommes e Scomodo, il 66% dei giovani considera il web il luogo in cui è più probabile che si verifichino episodi diviolenza. Tra i rischi associati agli spazi digitali, la diffusione non consensuale di immagini intime è indicata come il principale rischio della vita digitale dal 59,2% degli under 30, davanti a molestie, cyberbullismo e stalking. Tra le ragazze questa percentuale sale al 64,4%.
Si tratta, infatti, di un reato che colpisce in netta prevalenza le donne. La ricerca campionaria sul Revenge Porn in Italia realizzata da PermessoNegato nel giugno 2022
CADMI, Casa di Accoglienza delle Donne Maltrattate (via Piacenza 14 Milano, cadmi.org) rileva che oltre due milioni di donne e ragazze hanno subito diffusione non consensuale di materiale intimo e circa 300.000 hanno dichiarato di aver avuto pensieri suicidi in conseguenza di quanto subito.
In questo contesto si colloca Annulla la violenza, condividi il rispetto. La creatività mostra come un gesto troppe volte banalizzato - condividere un'immagine intima ricevuta in un contesto di fiducia – sia un atto di violenza reale e un reato, e possa avere effetti profondi sulla vita delle donne. A renderne ancora più gravi le conseguenze sono spesso il giudizio sociale e l'isolamento che continuano a ricadere su chi vive la violenza anziché su chi la esercita.
La campagna rientra tra le azioni del progetto Hack the Violence, che unisce l'esperienza di CADMI nel contrasto alla violenza maschile contro le donne e quella di PermessoNegato nella tutela delle vittime di violenza digitale.
Il progetto prevede attività formative rivolte a studenti e studentesse, docenti, comunità educante, professionisti e associazioni oltre a percorsi formativi interni alle associazioni coinvolte per rafforzare le rispettive competenze. L’obiettivo è aumentare la consapevolezza sulla violenza digitale, renderla più riconoscibile e potenziare gli strumenti per contrastarla.
“La violenza digitale è violenza reale. Oggi le tecnologie vengono sempre più spesso utilizzate per controllare, intimidire e colpire le donne, con conseguenze concrete che non restano confinate online” dichiara PermessoNegato. “Con Hack the Violence, CADMI e PermessoNegato uniscono competenze ed esperienze per promuovere consapevolezza, prevenzione e strumenti di tutela, nella convinzione
che la violenza digitale debba essere riconosciuta e contrastata come ogni altra forma di violenza di genere.”
In continuità con gli obiettivi del progetto, la campagna digitale ribadisce che la violenza maschile contro le donne è sempre una scelta; la responsabilità è esclusivamente di chi la compie, online come offline.
"Per noi di Naked Studio, lavorare a Hack The Violence ha significato prima di tutto ascoltare e formarci: entrare, grazie al confronto con professionisti e specialisti del settore, nella complessità della violenza digitale e in particolare della violenza di genere digitale” commenta Gabriele Porta di Naked Studio.
“Abbiamo cercato un linguaggio capace di parlare alle nuove generazioni senza moralismi. Scambiarsi immagini intime non è il problema: può nascere dal desiderio, dall’amore, dalla complicità e da una relazione fondata sul rispetto e sulla fiducia. È la violazione di queste emozioni a trasformare l’intimità in un’arma, con conseguenze che troppo spesso ricadono soprattutto sulle donne. Con questa campagna abbiamo voluto spostare lo sguardo dalla colpevolizzazione della vittima alla responsabilità di chi viola il consenso, “hackerando” un immaginario culturale ancora fondato sul giudizio.
Il video Annulla la violenza, condividi il rispetto, prodotto da The Jack Stupid e diretto da Matteo Di Gioia, è accompagnato da un brano di musica trap inedito. Sarà diffuso a partire dal 15 luglio sui canali social di CADMI e PermessoNegato; la campagna sarà presentata su https://cadmi.org/condividi-rispetto/.
